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Calcio
Undici anni senza Serie C (quarta parte): lo straordinario Barletta del "triplete"
Molfetta, Taranto e Rieti 2022: è apoteosi biancorossa nell’anno del centenario
Barletta - martedì 28 aprile 2026
6.19
Il Triplete. Qualcosa di indelebile, di bellissimo, nonostante fosse soltanto Eccellenza, e nonostante ciò che purtroppo sarebbe accaduto di lì a un paio d'anni.
Come abbiamo scritto nella premessa di questo lungo racconto, è giusto celebrare un qualcosa di epocale soprattutto per tutti coloro i quali per ragioni anagrafiche non hanno potuto vivere gli anni ruggenti delle "furie rosse" dei primi anni Ottanta, e della Serie B.
È doveroso quindi da parte di noi cinquantenni, o giù di lì, non rivolgerci verso i più giovani con il classico "cosa vi siete persi" , ma gioire con loro per pagine bellissime come quelle scritte nel 2022 dal Barletta del Centenario, e del trio Dimiccoli-Daleno-Farina, augurando ai nostri figli, nipoti, o fratelli più giovani (e ovviamente anche a noi stessi) di poter vivere con loro quanto prima ciò che per noi è stato ad esempio Barletta-Bari 2-1 del 16 ottobre 1983, la straordinaria e leggendaria apoteosi del 7 giugno 1987, e altre pagine iconiche della storia biancorossa come la miracolosa salvezza 1987/88, il secondo miglior attacco della Serie B 1988/89, e le vittorie contro squadroni come il Torino, il Parma di Nevio Scala o lo straordinario Foggia di Zeman dei primi anni Novanta.
Ma adesso riprendiamo il nostro racconto, a partire dagli straordinari numeri del Barletta 2021/22.
33 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. 104 gol realizzati in 41 partite (oltre 2,5 di media a partita) con 17 marcatori diversi, e soltanto 27 gol al passivo, con ben quattro giocatori (Pignataro, Morra, Lavopa e Russo) in doppia cifra, rispettivamente con 29, 19, 13 e 10 gol tra campionato, finale play off, e coppe varie.
Questi i numeri dell'esaltante Barletta 2021/22: quello del definitivo ritorno dei suoi tifosi sugli spalti dopo l'incubo Covid; quello del centenario; quello di fantastico triplete d'Eccellenza realizzato a suon di gol e spettacolo; quello che che dopo anni di sfiducia mista a indifferenza ha definitivamente riavvicinato tanti barlettani alle sorti di della prima squadra cittadina.
Descrivere la marcia trionfale dello squadrone messo a disposizione di Francesco Farina da Savino Daleno, ci sembra persino superfluo, soprattutto al riguardo della seconda edizione di un campionato di Eccellenza con 28 squadre suddivise in due gironi da 14.
Un formato praticamente identico nella stagione regolare all'attuale "Primera Divisiòn" argentina, ma con le due vincenti che si affrontano in una finale unica, più ipotetici ed eventuali playoff, nel maldestro tentativo da parte dei vertici FIGC Puglia di provare a strappare, non si sa a quale titolo, una seconda promozione diretta in D, come accaduto fino al 1991, quando però i gironi dell'allora Campionato Interregionale (oggi Serie D) erano dodici, a differenza dei nove attuali.
La stagione regolare del Barletta, riassunta in poche parole, è fatta di dodici vittorie iniziali consecutive, una lieve flessione a metà campionato, con lo zero a zero interno con il Manfredonia, e la sconfitta per 2-3 (sempre al San Sabino) con il Città di Mola, altre dieci vittorie consecutive, e infine il totalmente ininfluente ko di Manfredonia con tutti i titolari a riposo, visti gli impegni della squadra di Farina nella fase nazionale di Coppa Italia Dilettanti.
Fase nazionale di coppa alla quale i biancorossi accedono vincendo in febbraio la coppa regionale sul Martina guidato dall'illustre ex Massimo Pizzulli.
Il match di andata giocato il 3 febbraio 2022 al Tursi termina a reti inviolate dopo novanta minuti più equilibrati che divertenti, mentre nella partita di ritorno, giocata al "Paolo Poli" di Molfetta, il Barletta mette le cose in chiaro già nei primissimi minuti di gioco grazie ai gol dei due Vito (Lavopa+Morra) che indirizzano ben presto l'esito di questa doppia finale.
Nel secondo tempo il Martina la riapre con una rete di Mangialardi, instillando il timore di un'ennesima beffa (vi era ancora la regola del gol fuori casa) nei numerosissimi tifosi barlettani presenti al Poli, timore che però non scalfisce minimamente Pollidori e compagni, che a fine partita celebrano il primo grande trionfo dell'anno del centenario, con mister Farina che però, memore anche dell'atroce beffa di Sant'Antonio 2021, continua con il suo imperterrito "n'amm fatt nient".
Dopo il trionfo di Molfetta, l'avventura di coppa dei biancorossi prosegue nella fase nazionale, dove nel gironcino a tre degli ottavi è opposto ai campani del San Marzano, e ai lucani del Melfi.
È una situazione del tutto nuova per il Barletta, il cui ricordo di coppa più illustre a livello nazionale risaliva addirittura agli anni della B, quando in una calda sera dell'agosto 1989 i biancorossi di mister Gesualdo Albanese, con l'appena 19enne Vincenzo Lanotte aggregato alla prima squadra, si permisero il lusso di eliminare il Verona, squadra di Serie A che appena quattro anni prima festeggiava uno storico scudetto, e che di lì a qualche mese, nonostante la retrocessione in B, sarebbe stata decisiva per il secondo scudetto del Napoli di Maradona.
Ovvio, nessuno osa paragonare il primo turno della vera Coppa Italia, con il primo turno della fase nazionale di Coppa Italia Dilettanti, ragion per cui a Farina e ai suoi ragazzi, tra un pensiero alla finale playoff d'Eccellenza con il Martina e l'altro, inizia a farsi largo la pazza idea di aprirsi un secondo affascinante varco verso la tanto agognata Serie D: quello di arrivare in fondo alla Coppa Italia Dilettanti.
Primo avversario il San Marzano, squadra del salernitano praticamente sconosciuta al grande calcio, ma che sa stare maledettamente bene in campo, tanto da riuscire a imbrigliare per oltre novanta minuti il micidiale attacco barlettano.
Poi però palla vagante sulla trequarti campana, ed eccoti Sante Russo da Cerignola (pupillo storico di mister Farina) inventarsi a tempo scaduto una mirabile prodezza balistica dai venticinque e passa metri, di quelle che l'avessero fatta dalle parti di Barcellona, o Manchester sponda City, non oseremmo immaginare il profluvio di patetici osanna provenienti dai soliti "esteti" del web.
Il secondo impegno del Barletta nel gironcino, in casa del Melfi, è sulla carta quello più ostico, in primis per il rango storico dell'avversario, e poi, soprattutto, per il fatto che, avendo una peggiore differenza reti rispetto ai lucani, il Barletta ha un solo risultato a disposizione.
Risultato che il Barletta porta a casa d'autorità, grazie alle reti della coppia gol Morra-Pignataro, con il famoso "si Anthony" (in riferimento all'esultanza del nostro Antonio Gargano ai gol di Pignataro), che per la tifoseria biancorossa inizia a diventare un dolcissimo tormentone.
Occhio però, perchè all'orizzonte spunta il temibile Locri, squadra che sta facendo letteralmente quello che vuole in Eccellenza calabrese, tanto che molti addetti ai lavori indicano i granata ionici quali principali favoriti alla vittoria finale in coppa.
La gara di andata in Calabria vede il Barletta perdere per 2-1, principalmente a causa dell'espulsione di Marco Milella a fine primo tempo, ma con il gol di Vito Morra - quello dai gol pesanti, il Mario Mandzukic biancorosso - che a conti fatti risulterà determinante ai fini della qualificazione alle semifinali nazionali.
Quel che accadrà al "San Sabino" di Canosa sette giorni dopo, mercoledì 13 aprile 2022, è un qualcosa che a prescindere dalla categoria resterà indelebile nella storia recente del Barletta, con la fantastica tripletta con la quale Antonio "Si Anthony" Pignataro annienta letteralmente i calabresi, e poi, sul momentaneo 2-0 a favore del Barletta, con il semileggendario "dove vai Catania?" pronunciato in telecronaca social dal nostro Adriano Antonucci in merito all'esultanza dell'attaccante del Locri Angelo Catania, dopo che l'arbitro aveva appena annullato per fuorigioco quella che sarebbe stata la rete del 1-2: fuorigioco che tra l'altro, probabilmente non c'era…
Fuori il Locri, restano i lombardi del Ciliverghe, gli emiliani del Salsomaggiore, e i sardi dell'Ossese, avversari in semifinale di un Barletta che inizia a sentire forte la brezza di un possibile storico trionfo a livello nazionale.
Dopo una prima fase di gara abbastanza equilibrata, prima Vito Lavopa, e poi una doppietta del solito Pignataro a cavallo tra primo e secondo tempo aprono al "San Sabino" una vera e propria autostrada verso la finalissima di Coppa Italia Dilettanti, con la rete dei bianconeri sardi, firmata da Chelo in pieno recupero, che lì per lì sembra avere tutte le caratteristiche di quello che una volta veniva definito "gol della bandiera", ma che fino al minuto 88 della gara di ritorno giocata a Ossi (Sassari) è il gol che in pratica sta per portare l'Ossese in finale di Coppa Italia Dilettanti a discapito di quello che probabilmente è di gran lunga il peggior Barletta della stagione.
Poi, tra Madeddu e Zinellu che fanno gol e disegnano calcio, palloni che vengono fatti furbescamente sparire dinanzi ai letteralmente inferociti tifosi barlettani giunti fino all'estremo Nord della Sardegna, ecco in mischia l'eroe che non ti aspetti, Manuel Visani, che con un destro sottomisura mette a segno la rete che spedisce il Barletta dritto in finale, non prima però di nove lunghissimi minuti di recupero dovuti ad alcune prolungate interruzioni del gioco, causate sì dalla rabbia del tifo barlettano, ma anche dall'a dir poco provocatorio atteggiamento da parte degli addetti di campo, atteggiamento poi pienamente rispedito al mittente da uno scatenato Vito Morra, subito dopo la rete del definitivo e decisivo 1-2 da parte di Visani.
Avversario del Barletta nella finale di Rieti del 14 maggio sarà il Salsomaggiore, squadra di metà classifica dell'Eccellenza emiliana.
Ma prima c'è da sistemare la pratica Eccellenza, dove ad aprile inoltrato vi è ancora da decidere dove, e soprattutto quando si dovrà disputare lo spareggio promozione con il Martina, tutto questo a causa del già citato tentativo da parte di FIGC Puglia di provare a ottenere la promozione diretta sia del Barletta che del Martina.
A tale scopo viene addirittura fatto disputare lo spareggio play off tra Corato e Sava, giunte seconde dietro Barletta e Martina nei rispettivi gironi di Eccellenza pugliese.
Per la mera cronaca il doppio confronto, disputato il 24 aprile e l'1 maggio 2022, vede prevalere il Sava, vittorioso 2-0 sul proprio terreno di gioco, e battuto soltanto 0-1 in casa del Corato.
La LND (Lega Nazionale Dilettanti), come ampiamente prevedibile, risponde con un sonoro due di picche al tentativo di FIGC Puglia di tornare alla realtà ante 1992, e lo spareggio promozione tra Barletta e Martina viene fissato per domenica 8 maggio, allo stadio "Erasmo Iacovone di Taranto", il che dal punto di vista meramente logistico, vuol dire giocare praticamente in casa del Martina.
Alle polemiche per il continuo sballottare di data e sede dello spareggio promozione, nei minuti immediatamente precedenti all'inizio della gara si aggiunge la vile ed esecrabile aggressione subita all'esterno dello stadio dall'ex presidente del Barletta Francesco Sfrecola e da suo figlio da parte di alcuni teppisti locali.
Tornando al fatto agonistico, durante lo svolgimento della partita appare chiara sin da subito la superiorità del Barletta, che trova il vantaggio grazie all'incontenibile Pignataro, che devia in rete da bomber di razza un preciso traversone da destra di Vito Morra.
Trovato il vantaggio i biancorossi provano a controllare la partita, ma sul finire del primo tempo subiscono il pareggio del Martina ad opera di Falconieri, il quale è lestissimo ad approfittare di un'indecisione della difesa barlettana e a battere Rocco Tucci con un beffardo esterno mancino.
Decisamente più teso ed equilibrato il secondo tempo, che poi si accende definitivamente nel finale, prima con il Martina che reclama un rigore per un contatto su Cristiano Ancora con conseguente espulsione per proteste di mister Pizzulli, e poi con Pignataro che intorno al 90' svetta in area martinese e mette a segno il gol del 2-1 che scatena la festa tra i tifosi biancorossi.
Tutto finito? Macché… A rimettere in pista il Martina è un'altra colossale dormita della difesa biancorossa, che forse distratta dall'ingresso in campo dell'illustre ex Antonio Picci, si dimentica completamente dell'avanzato difensore Fruci, che liberissimo sul secondo palo scaraventa in rete e porta il match ai supplementari.
Supplementari che per il Barletta hanno un protagonista assoluto: Sante Russo.
Primo tempo supplementare, pronti via, ed ecco l'esterno biancorosso procurarsi il calcio di rigore che vale il 3-2, e che viene messo a segno da Vito Morra, il quale non va per il sottile e scaglia un missile terra-aria sul quale nulla può il portiere martinese Cocozza.
Il Martina a questo punto non ne ha più, e nel secondo tempo supplementare è Sante Russo in prima persona a convertire un delizioso assist da sinistra del giovane Nannola nella rete del 4-2 che appone il timbro finale sulla tanto agognata promozione in Serie D, e da il via alla grande festa biancorossa in città, nell'attesa del maxi esodo di Rieti per l'appuntamento con la storia: la finalissima di Coppa Italia Dilettanti con il Salsomaggiore.
Rieti, sabato 14 maggio 2022, stadio "Manlio Scopigno", ore 15:30. Sugli spalti ci sono non meno di duemila barlettani, a fronte di un centinaio scarso di tifosi del Salsomaggiore, comunque festanti perchè promossi in D a prescindere dall'esito della finale e dall'ottavo posto in Eccellenza emiliana,
Il Barletta scende in campo con Tucci tra i pali; Milella, Telera, Pollidori, Marangi a comporre la linea a quattro in difesa; Cafagna e Vicedomini a centrocampo; Russo e Lavopa esterni offensivi; e infine la davanti naturalmente Vito Morra e "Si Anthony" Pignataro, 37 gol in due, di gran lunga la miglior coppia gol dell'intera Eccellenza.
Di fronte il Salsomaggiore di mister Francesco Cristiani, modenese, classe 1969, con una più che dignitosa carriera nel calcio dilettantistico emiliano.
La bilancia del pronostico pende in modo del tutto evidente dalla parte del Barletta, che dopo le primissime fasi di studio la sblocca con una rovesciata sottomisura di Vito Morra.
La squadra di Farina è padrona del campo, e poco dopo l'arbitro Collier non vede un evidente fallo su Lavopa in piena area di rigore.
Il primo tiro in porta del Salsomaggiore arriva a inizio ripresa, con Rocco Tucci che è bravo a respingere di pugno una velenosa punizione di Mattia Pellegrini.
A metà secondo tempo il Barletta non la chiude per questione di centimetri, quando una splendida punizione mancina del nuovo entrato Geronimo Viscovich si stampa sulla traversa a portiere ampiamente battuto.
Poi, un po' come accaduto sei giorni prima con il Martina, ecco giungere beffardo il pareggio dei gialloblu emiliani, con Mattia Pellegrini bravo ad approfittare di un'indecisione della difesa barlettana.
Subito il gol del pari, il Barletta si getta in avanti, ma prima è sfortunato con Lavopa, il quale colpisce il palo a Spanu battuto con un gran destro rasoterra dal limite, e poi rischia grossissimo quando al culmine di un velenoso contropiede del Salsomaggiore, il nuovo entrato Nsingi calcia incredibilmente alto a tu per tu con Tucci.
Si va quindi ai supplementari, dove a causa anche del caldo più estivo che primaverile, i ritmi sono decisamente più bassi e le squadre, in evidente debito di ossigeno perdono inevitabilmente di lucidità, soprattutto in fase conclusiva.
L'abbassamento dei ritmi di gioco favorisce nettamente il maggior tasso tecnico del Barletta, che mantiene costantemente l'iniziativa, e con il Salsomaggiore che tira i remi in barca per magari sfruttare ancora una volta le ripartenze, e mal che vada per giocarsela a i rigori.
Lotteria dei rigori alla quale mancano soltanto cinque minuti, quando in area del Salsomaggiore si accende l'ennesima mischia da calcio d'angolo, di quelle che tanto ricordano il convulso e polemico finale di Ossi.
E proprio come in occasione della semifinale di ritorno in terra sarda, a risolvere il mischione in area chi volete che arrivi se non lui? Manuel Visani da Foggia, classe 1999, professione difensore centrale di piede mancino.
Tre le reti messe a segno in stagione (e tutte decisive) da colui che è arrivato a Barletta come prima alternativa a Beppe Telera e Max Pollidori: la prima segnata all'Ortanova alla penultima di campionato già a giochi fatti, più che altro da menzionare a fini statistici; la seconda, pesantissima, messa a segno in casa dell'Ossese in quella infuocata semifinale di coppa; la terza, storica, realizzata al 10' del secondo tempo supplementare di Barletta-Salsomaggiore.
Inutile rimarcare l'autentico delirio scatenato sugli spalti della gradinata del "Manlio Scopigno" dalla rete di Manuel Visani, anche perchè il Salsomaggiore ormai non ne ha più, e quando sono quasi le 18 del 14 maggio 2022, l'arbitro Adam Collier della sezione di Gallarate decreta il trionfo del Barletta di Francesco Farina, che completa un tris storico a neanche un anno dalla cocente delusione di Barletta-Corato.
Usiamo l'aggettivo "storico" non per vuota retorica, anche perchè chi ha almeno quarantacinque anni conosce benissimo quale sia stata la storia del Barletta Calcio, almeno fino al 1991.
Usiamo l'aggettivo "storico" perché tale è per chi ai tempi della B non c'era, e perché tale è per chi per ragioni anagrafiche ha conosciuto fino ad allora solo Eccellenza, Promozione, ripescaggi, fallimenti, e campionati di Serie D e Lega Pro disputati, quando va bene, in un Puttilli ridotto a sito da archeologia industriale.
E sarà proprio la questione Puttilli ad aprire il prossimo capitolo di questa traversata nel deserto durata ben undici anni.
Come abbiamo scritto nella premessa di questo lungo racconto, è giusto celebrare un qualcosa di epocale soprattutto per tutti coloro i quali per ragioni anagrafiche non hanno potuto vivere gli anni ruggenti delle "furie rosse" dei primi anni Ottanta, e della Serie B.
È doveroso quindi da parte di noi cinquantenni, o giù di lì, non rivolgerci verso i più giovani con il classico "cosa vi siete persi" , ma gioire con loro per pagine bellissime come quelle scritte nel 2022 dal Barletta del Centenario, e del trio Dimiccoli-Daleno-Farina, augurando ai nostri figli, nipoti, o fratelli più giovani (e ovviamente anche a noi stessi) di poter vivere con loro quanto prima ciò che per noi è stato ad esempio Barletta-Bari 2-1 del 16 ottobre 1983, la straordinaria e leggendaria apoteosi del 7 giugno 1987, e altre pagine iconiche della storia biancorossa come la miracolosa salvezza 1987/88, il secondo miglior attacco della Serie B 1988/89, e le vittorie contro squadroni come il Torino, il Parma di Nevio Scala o lo straordinario Foggia di Zeman dei primi anni Novanta.
Ma adesso riprendiamo il nostro racconto, a partire dagli straordinari numeri del Barletta 2021/22.
33 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. 104 gol realizzati in 41 partite (oltre 2,5 di media a partita) con 17 marcatori diversi, e soltanto 27 gol al passivo, con ben quattro giocatori (Pignataro, Morra, Lavopa e Russo) in doppia cifra, rispettivamente con 29, 19, 13 e 10 gol tra campionato, finale play off, e coppe varie.
Questi i numeri dell'esaltante Barletta 2021/22: quello del definitivo ritorno dei suoi tifosi sugli spalti dopo l'incubo Covid; quello del centenario; quello di fantastico triplete d'Eccellenza realizzato a suon di gol e spettacolo; quello che che dopo anni di sfiducia mista a indifferenza ha definitivamente riavvicinato tanti barlettani alle sorti di della prima squadra cittadina.
Descrivere la marcia trionfale dello squadrone messo a disposizione di Francesco Farina da Savino Daleno, ci sembra persino superfluo, soprattutto al riguardo della seconda edizione di un campionato di Eccellenza con 28 squadre suddivise in due gironi da 14.
Un formato praticamente identico nella stagione regolare all'attuale "Primera Divisiòn" argentina, ma con le due vincenti che si affrontano in una finale unica, più ipotetici ed eventuali playoff, nel maldestro tentativo da parte dei vertici FIGC Puglia di provare a strappare, non si sa a quale titolo, una seconda promozione diretta in D, come accaduto fino al 1991, quando però i gironi dell'allora Campionato Interregionale (oggi Serie D) erano dodici, a differenza dei nove attuali.
La stagione regolare del Barletta, riassunta in poche parole, è fatta di dodici vittorie iniziali consecutive, una lieve flessione a metà campionato, con lo zero a zero interno con il Manfredonia, e la sconfitta per 2-3 (sempre al San Sabino) con il Città di Mola, altre dieci vittorie consecutive, e infine il totalmente ininfluente ko di Manfredonia con tutti i titolari a riposo, visti gli impegni della squadra di Farina nella fase nazionale di Coppa Italia Dilettanti.
Fase nazionale di coppa alla quale i biancorossi accedono vincendo in febbraio la coppa regionale sul Martina guidato dall'illustre ex Massimo Pizzulli.
Il match di andata giocato il 3 febbraio 2022 al Tursi termina a reti inviolate dopo novanta minuti più equilibrati che divertenti, mentre nella partita di ritorno, giocata al "Paolo Poli" di Molfetta, il Barletta mette le cose in chiaro già nei primissimi minuti di gioco grazie ai gol dei due Vito (Lavopa+Morra) che indirizzano ben presto l'esito di questa doppia finale.
Nel secondo tempo il Martina la riapre con una rete di Mangialardi, instillando il timore di un'ennesima beffa (vi era ancora la regola del gol fuori casa) nei numerosissimi tifosi barlettani presenti al Poli, timore che però non scalfisce minimamente Pollidori e compagni, che a fine partita celebrano il primo grande trionfo dell'anno del centenario, con mister Farina che però, memore anche dell'atroce beffa di Sant'Antonio 2021, continua con il suo imperterrito "n'amm fatt nient".
Dopo il trionfo di Molfetta, l'avventura di coppa dei biancorossi prosegue nella fase nazionale, dove nel gironcino a tre degli ottavi è opposto ai campani del San Marzano, e ai lucani del Melfi.
È una situazione del tutto nuova per il Barletta, il cui ricordo di coppa più illustre a livello nazionale risaliva addirittura agli anni della B, quando in una calda sera dell'agosto 1989 i biancorossi di mister Gesualdo Albanese, con l'appena 19enne Vincenzo Lanotte aggregato alla prima squadra, si permisero il lusso di eliminare il Verona, squadra di Serie A che appena quattro anni prima festeggiava uno storico scudetto, e che di lì a qualche mese, nonostante la retrocessione in B, sarebbe stata decisiva per il secondo scudetto del Napoli di Maradona.
Ovvio, nessuno osa paragonare il primo turno della vera Coppa Italia, con il primo turno della fase nazionale di Coppa Italia Dilettanti, ragion per cui a Farina e ai suoi ragazzi, tra un pensiero alla finale playoff d'Eccellenza con il Martina e l'altro, inizia a farsi largo la pazza idea di aprirsi un secondo affascinante varco verso la tanto agognata Serie D: quello di arrivare in fondo alla Coppa Italia Dilettanti.
Primo avversario il San Marzano, squadra del salernitano praticamente sconosciuta al grande calcio, ma che sa stare maledettamente bene in campo, tanto da riuscire a imbrigliare per oltre novanta minuti il micidiale attacco barlettano.
Poi però palla vagante sulla trequarti campana, ed eccoti Sante Russo da Cerignola (pupillo storico di mister Farina) inventarsi a tempo scaduto una mirabile prodezza balistica dai venticinque e passa metri, di quelle che l'avessero fatta dalle parti di Barcellona, o Manchester sponda City, non oseremmo immaginare il profluvio di patetici osanna provenienti dai soliti "esteti" del web.
Il secondo impegno del Barletta nel gironcino, in casa del Melfi, è sulla carta quello più ostico, in primis per il rango storico dell'avversario, e poi, soprattutto, per il fatto che, avendo una peggiore differenza reti rispetto ai lucani, il Barletta ha un solo risultato a disposizione.
Risultato che il Barletta porta a casa d'autorità, grazie alle reti della coppia gol Morra-Pignataro, con il famoso "si Anthony" (in riferimento all'esultanza del nostro Antonio Gargano ai gol di Pignataro), che per la tifoseria biancorossa inizia a diventare un dolcissimo tormentone.
Occhio però, perchè all'orizzonte spunta il temibile Locri, squadra che sta facendo letteralmente quello che vuole in Eccellenza calabrese, tanto che molti addetti ai lavori indicano i granata ionici quali principali favoriti alla vittoria finale in coppa.
La gara di andata in Calabria vede il Barletta perdere per 2-1, principalmente a causa dell'espulsione di Marco Milella a fine primo tempo, ma con il gol di Vito Morra - quello dai gol pesanti, il Mario Mandzukic biancorosso - che a conti fatti risulterà determinante ai fini della qualificazione alle semifinali nazionali.
Quel che accadrà al "San Sabino" di Canosa sette giorni dopo, mercoledì 13 aprile 2022, è un qualcosa che a prescindere dalla categoria resterà indelebile nella storia recente del Barletta, con la fantastica tripletta con la quale Antonio "Si Anthony" Pignataro annienta letteralmente i calabresi, e poi, sul momentaneo 2-0 a favore del Barletta, con il semileggendario "dove vai Catania?" pronunciato in telecronaca social dal nostro Adriano Antonucci in merito all'esultanza dell'attaccante del Locri Angelo Catania, dopo che l'arbitro aveva appena annullato per fuorigioco quella che sarebbe stata la rete del 1-2: fuorigioco che tra l'altro, probabilmente non c'era…
Fuori il Locri, restano i lombardi del Ciliverghe, gli emiliani del Salsomaggiore, e i sardi dell'Ossese, avversari in semifinale di un Barletta che inizia a sentire forte la brezza di un possibile storico trionfo a livello nazionale.
Dopo una prima fase di gara abbastanza equilibrata, prima Vito Lavopa, e poi una doppietta del solito Pignataro a cavallo tra primo e secondo tempo aprono al "San Sabino" una vera e propria autostrada verso la finalissima di Coppa Italia Dilettanti, con la rete dei bianconeri sardi, firmata da Chelo in pieno recupero, che lì per lì sembra avere tutte le caratteristiche di quello che una volta veniva definito "gol della bandiera", ma che fino al minuto 88 della gara di ritorno giocata a Ossi (Sassari) è il gol che in pratica sta per portare l'Ossese in finale di Coppa Italia Dilettanti a discapito di quello che probabilmente è di gran lunga il peggior Barletta della stagione.
Poi, tra Madeddu e Zinellu che fanno gol e disegnano calcio, palloni che vengono fatti furbescamente sparire dinanzi ai letteralmente inferociti tifosi barlettani giunti fino all'estremo Nord della Sardegna, ecco in mischia l'eroe che non ti aspetti, Manuel Visani, che con un destro sottomisura mette a segno la rete che spedisce il Barletta dritto in finale, non prima però di nove lunghissimi minuti di recupero dovuti ad alcune prolungate interruzioni del gioco, causate sì dalla rabbia del tifo barlettano, ma anche dall'a dir poco provocatorio atteggiamento da parte degli addetti di campo, atteggiamento poi pienamente rispedito al mittente da uno scatenato Vito Morra, subito dopo la rete del definitivo e decisivo 1-2 da parte di Visani.
Avversario del Barletta nella finale di Rieti del 14 maggio sarà il Salsomaggiore, squadra di metà classifica dell'Eccellenza emiliana.
Ma prima c'è da sistemare la pratica Eccellenza, dove ad aprile inoltrato vi è ancora da decidere dove, e soprattutto quando si dovrà disputare lo spareggio promozione con il Martina, tutto questo a causa del già citato tentativo da parte di FIGC Puglia di provare a ottenere la promozione diretta sia del Barletta che del Martina.
A tale scopo viene addirittura fatto disputare lo spareggio play off tra Corato e Sava, giunte seconde dietro Barletta e Martina nei rispettivi gironi di Eccellenza pugliese.
Per la mera cronaca il doppio confronto, disputato il 24 aprile e l'1 maggio 2022, vede prevalere il Sava, vittorioso 2-0 sul proprio terreno di gioco, e battuto soltanto 0-1 in casa del Corato.
La LND (Lega Nazionale Dilettanti), come ampiamente prevedibile, risponde con un sonoro due di picche al tentativo di FIGC Puglia di tornare alla realtà ante 1992, e lo spareggio promozione tra Barletta e Martina viene fissato per domenica 8 maggio, allo stadio "Erasmo Iacovone di Taranto", il che dal punto di vista meramente logistico, vuol dire giocare praticamente in casa del Martina.
Alle polemiche per il continuo sballottare di data e sede dello spareggio promozione, nei minuti immediatamente precedenti all'inizio della gara si aggiunge la vile ed esecrabile aggressione subita all'esterno dello stadio dall'ex presidente del Barletta Francesco Sfrecola e da suo figlio da parte di alcuni teppisti locali.
Tornando al fatto agonistico, durante lo svolgimento della partita appare chiara sin da subito la superiorità del Barletta, che trova il vantaggio grazie all'incontenibile Pignataro, che devia in rete da bomber di razza un preciso traversone da destra di Vito Morra.
Trovato il vantaggio i biancorossi provano a controllare la partita, ma sul finire del primo tempo subiscono il pareggio del Martina ad opera di Falconieri, il quale è lestissimo ad approfittare di un'indecisione della difesa barlettana e a battere Rocco Tucci con un beffardo esterno mancino.
Decisamente più teso ed equilibrato il secondo tempo, che poi si accende definitivamente nel finale, prima con il Martina che reclama un rigore per un contatto su Cristiano Ancora con conseguente espulsione per proteste di mister Pizzulli, e poi con Pignataro che intorno al 90' svetta in area martinese e mette a segno il gol del 2-1 che scatena la festa tra i tifosi biancorossi.
Tutto finito? Macché… A rimettere in pista il Martina è un'altra colossale dormita della difesa biancorossa, che forse distratta dall'ingresso in campo dell'illustre ex Antonio Picci, si dimentica completamente dell'avanzato difensore Fruci, che liberissimo sul secondo palo scaraventa in rete e porta il match ai supplementari.
Supplementari che per il Barletta hanno un protagonista assoluto: Sante Russo.
Primo tempo supplementare, pronti via, ed ecco l'esterno biancorosso procurarsi il calcio di rigore che vale il 3-2, e che viene messo a segno da Vito Morra, il quale non va per il sottile e scaglia un missile terra-aria sul quale nulla può il portiere martinese Cocozza.
Il Martina a questo punto non ne ha più, e nel secondo tempo supplementare è Sante Russo in prima persona a convertire un delizioso assist da sinistra del giovane Nannola nella rete del 4-2 che appone il timbro finale sulla tanto agognata promozione in Serie D, e da il via alla grande festa biancorossa in città, nell'attesa del maxi esodo di Rieti per l'appuntamento con la storia: la finalissima di Coppa Italia Dilettanti con il Salsomaggiore.
Rieti, sabato 14 maggio 2022, stadio "Manlio Scopigno", ore 15:30. Sugli spalti ci sono non meno di duemila barlettani, a fronte di un centinaio scarso di tifosi del Salsomaggiore, comunque festanti perchè promossi in D a prescindere dall'esito della finale e dall'ottavo posto in Eccellenza emiliana,
Il Barletta scende in campo con Tucci tra i pali; Milella, Telera, Pollidori, Marangi a comporre la linea a quattro in difesa; Cafagna e Vicedomini a centrocampo; Russo e Lavopa esterni offensivi; e infine la davanti naturalmente Vito Morra e "Si Anthony" Pignataro, 37 gol in due, di gran lunga la miglior coppia gol dell'intera Eccellenza.
Di fronte il Salsomaggiore di mister Francesco Cristiani, modenese, classe 1969, con una più che dignitosa carriera nel calcio dilettantistico emiliano.
La bilancia del pronostico pende in modo del tutto evidente dalla parte del Barletta, che dopo le primissime fasi di studio la sblocca con una rovesciata sottomisura di Vito Morra.
La squadra di Farina è padrona del campo, e poco dopo l'arbitro Collier non vede un evidente fallo su Lavopa in piena area di rigore.
Il primo tiro in porta del Salsomaggiore arriva a inizio ripresa, con Rocco Tucci che è bravo a respingere di pugno una velenosa punizione di Mattia Pellegrini.
A metà secondo tempo il Barletta non la chiude per questione di centimetri, quando una splendida punizione mancina del nuovo entrato Geronimo Viscovich si stampa sulla traversa a portiere ampiamente battuto.
Poi, un po' come accaduto sei giorni prima con il Martina, ecco giungere beffardo il pareggio dei gialloblu emiliani, con Mattia Pellegrini bravo ad approfittare di un'indecisione della difesa barlettana.
Subito il gol del pari, il Barletta si getta in avanti, ma prima è sfortunato con Lavopa, il quale colpisce il palo a Spanu battuto con un gran destro rasoterra dal limite, e poi rischia grossissimo quando al culmine di un velenoso contropiede del Salsomaggiore, il nuovo entrato Nsingi calcia incredibilmente alto a tu per tu con Tucci.
Si va quindi ai supplementari, dove a causa anche del caldo più estivo che primaverile, i ritmi sono decisamente più bassi e le squadre, in evidente debito di ossigeno perdono inevitabilmente di lucidità, soprattutto in fase conclusiva.
L'abbassamento dei ritmi di gioco favorisce nettamente il maggior tasso tecnico del Barletta, che mantiene costantemente l'iniziativa, e con il Salsomaggiore che tira i remi in barca per magari sfruttare ancora una volta le ripartenze, e mal che vada per giocarsela a i rigori.
Lotteria dei rigori alla quale mancano soltanto cinque minuti, quando in area del Salsomaggiore si accende l'ennesima mischia da calcio d'angolo, di quelle che tanto ricordano il convulso e polemico finale di Ossi.
E proprio come in occasione della semifinale di ritorno in terra sarda, a risolvere il mischione in area chi volete che arrivi se non lui? Manuel Visani da Foggia, classe 1999, professione difensore centrale di piede mancino.
Tre le reti messe a segno in stagione (e tutte decisive) da colui che è arrivato a Barletta come prima alternativa a Beppe Telera e Max Pollidori: la prima segnata all'Ortanova alla penultima di campionato già a giochi fatti, più che altro da menzionare a fini statistici; la seconda, pesantissima, messa a segno in casa dell'Ossese in quella infuocata semifinale di coppa; la terza, storica, realizzata al 10' del secondo tempo supplementare di Barletta-Salsomaggiore.
Inutile rimarcare l'autentico delirio scatenato sugli spalti della gradinata del "Manlio Scopigno" dalla rete di Manuel Visani, anche perchè il Salsomaggiore ormai non ne ha più, e quando sono quasi le 18 del 14 maggio 2022, l'arbitro Adam Collier della sezione di Gallarate decreta il trionfo del Barletta di Francesco Farina, che completa un tris storico a neanche un anno dalla cocente delusione di Barletta-Corato.
Usiamo l'aggettivo "storico" non per vuota retorica, anche perchè chi ha almeno quarantacinque anni conosce benissimo quale sia stata la storia del Barletta Calcio, almeno fino al 1991.
Usiamo l'aggettivo "storico" perché tale è per chi ai tempi della B non c'era, e perché tale è per chi per ragioni anagrafiche ha conosciuto fino ad allora solo Eccellenza, Promozione, ripescaggi, fallimenti, e campionati di Serie D e Lega Pro disputati, quando va bene, in un Puttilli ridotto a sito da archeologia industriale.
E sarà proprio la questione Puttilli ad aprire il prossimo capitolo di questa traversata nel deserto durata ben undici anni.
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