Evaristo Beccalossi
Evaristo Beccalossi
Calcio

Addio a Beccalossi, giocatore simbolo del Barletta più forte di sempre

L'ex numero dieci biancorosso si è spento questa notte nella sua Brescia

"Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto". Negli anni che vanno dal 1980 al 1982, più che una citazione è stato un vero e proprio tormentone per chi avrebbe voluto lui, Evaristo Beccalossi da Brescia, vestito d'azzurro nell'Italia di Enzo Bearzot di lì a pochi mesi campione del mondo in quella leggendaria estate tra Barcellona e Madrid.

Evaristo Beccalossi, a fine carriera imprescindibile faro di quello che a tutt'oggi è stato il Barletta più forte di sempre, è scomparso a 70 anni nella notte, nella sua Brescia, al culmine di un lungo calvario iniziato con il malore del gennaio 2025, il coma e la sua lunga degenza.

Cresciuto nel Brescia, Evaristo Beccalossi raggiunge all'Inter il suo amico Alessandro Altobelli nella stagione 1978/79, ponendo le basi per lo scudetto interista del 1980 (l'ultimo di una squadra tutta italiana), insieme a giocatori come Gabriele Oriali, Beppe Baresi, Giampiero Marini, Graziano Bini, Ivano Bordon e Carletto Muraro.

Scudetto 1979/80 del quale Evaristo Beccalossi è grande protagonista, soprattutto grazie alla sua doppietta nel derby dell'ottobre 1979.

Poi la già citata delusione azzurra, con tanto di polemica con Enzo Bearzot; il dualismo all'Inter con il tedesco Hansi Müller; il passaggio alla Sampdoria, dove tiene a battesimo i nuovi gemelli del gol Vialli e Mancini; la fugace apparizione al Monza in B; il ritorno a Brescia; e poi, nella stagione 1988/89 al Barletta.

Evaristo Beccalossi esordisce in biancorosso domenica 25 settembre 1988 in Barletta-Sambenedettese 4-1, mostrandosi subito calciatore di ben altra categoria.

Con lui e il suo quasi concittadino Francesco Vincenzi, il Barletta conoscerà vette calcistiche che non avrebbe mai più toccato, tanto da risultare a fine stagione, con 40 gol all'attivo, la squadra con il secondo miglior attacco della Serie B a pari merito con la Cremonese, dietro soltanto al Messina di Zdenek Zeman e di Totò Schillaci, e facendo addirittura meglio di corazzate come Genoa, Bari, Udinese e Avellino.

6 i gol in totale dell'Evaristo biancorosso, il primo dei quali a Udine, nella sconfitta per 3-1 contro i bianconeri friulani.

Ma oltre ai gol, di Beccalossi resta scolpita nella memoria biancorossa la sua capacità di dipingere calcio con il suo delizioso mancino, capace in quella stagione 1988/89 di mandare in porta chiunque tra il suo amico Vincenzi, il giovane Alessandro Marcellino, Vincenzo Panero ecc.

L'ultima volta di Evaristo Beccalossi a Barletta è stata in occasione di Barletta-Cavese 1-1 di tre anni fa, quando l'ex numero 10 biancorosso andò a comporre in tribuna un vero e proprio "parterre de roi" insieme a Danilo Pileggi e Peppino Pavone.

Oltre a tutto ciò, Evaristo Beccalossi si è fatto apprezzare anche come illustre opinionista televisivo.

Che dire, ci lascia un grande personaggio, l'imprescindibile punto di riferimento di quello che è stato il Barletta più forte di sempre, oltre che di gran lunga il miglior calciatore, insieme ad Antonio Di Gennaro, ad aver indossato la maglia biancorossa.
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