
Calcio
Undici anni senza Serie C (stagione 2025/26): un gruppo di ragazzi fantastiCi
Le ambizioni, i dubbi, le delusioni. Poi arriva Massimo Paci, e da Barletta-Sarnese in poi cambia tutto
Barletta - sabato 2 maggio 2026
Si concluderà domani pomeriggio a Nardò una stagione calcistica tra le più esaltanti degli ultimi decenni di storia biancorossa. Proprio lì, in quel di Nardò, dove in un'infausta domenica di maggio di due anni fa tutto iniziò a scivolare in quella che più che un'annata calcistica si sarebbe rivelata un incubo costante, reiterato, inevitabile, fino a portare il Barletta a ricadere nelle polveri d'Eccellenza dopo aver sognato gli altari della Serie C.
Non abbiamo mai lesinato critiche anche feroci nei confronti dell'ex presidente Mario Dimiccoli per quella stagione 2023/24 che è rimasta a lungo marchiata a fuoco nelle nostre menti, ma un innegabile merito - che si aggiunge ovviamente a quanto di buono fatto prima della sciagurata annata 2023/24 - glielo si deve riconoscere: quello di aver scelto l'interlocutore giusto per riportare il Barletta dove deve stare.
Il resto è storia di questi mesi, e splendida goduria di questi giorni, con un gruppo di ragazzi fantastici, guidati da un condottiero dall'aspetto placido ma rassicurante che hanno risvegliato entusiasmi verso una squadra di calcio che noi vecchiacci che abbiamo vissuto la B credevamo irripetibili, e per di più in uno stadio finalmente vero, dopo oltre tre decenni (1991-2022) passati tra il vecchio rudere di Via Vittorio Veneto, il Manzi Chiapulin e il San Sabino di Canosa.
Da domani pomeriggio alle ore 17 circa, al fischio finale delle partite dell'ultima giornata del girone H di Serie D, il Barletta sarà ufficialmente una squadra di Serie C, e tutto questo grazie alla splendida cavalcata culminata con l'apoteosi dello Zaccheria dello scorso 19 aprile.
Cavalcata che parte dall'estate 2025, e che ripercorriamo per tappe.
Romano e gli "Audaci" insieme per un grande Barletta
La sconfitta del Barletta in finale passa ben presto in secondo piano, in primis perché c'è una Serie D da onorare al meglio, e poi perchè dopo una stagione di sano dualismo, e dopo la definitiva uscita di scena di Mario Dimiccoli nell'ottobre 2024, la dirigenza dell'Audace Barletta, che nel frattempo ha appena stravinto il campionato di Promozione, entra a far parte della SSD Barletta acquisendo il 30% delle quote societarie.
Per quanto riguarda poi il lato tecnico-dirigenziale vi è da registrare il ritorno nelle vesti di diesse e uomo mercato di Savino Daleno, e quello di Beppe Iannone come direttore generale.
La campagna acquisti è di primissimo ordine. Non si mira a voli pindarici, a effimeri fenomeni, o a uomini immagine, ma si punta a gente "di categoria", cioè a un mix di esperienza, sapienza calcistica e a quella sana "ignoranza" che è basilare nel massimo campionato dilettantistico nazionale.
Si torna in sostanza a quella che era stata fino a due anni prima la gestione Dimiccoli (prima dell'abbaglio colossale della primavera estate 2023), ma questa volta con il discreto ma chiaro intento di lottare per la Serie C.
Ed è così che uno dopo l'altro arrivano Mateus da Silva, Luca Guadalupi, il giovane ma già esperto portiere Gabriel Fernandes, Marco Manetta, Fabio Laringe, Crocifisso Cancelli, Savio Piarulli, Tommaso Fantacci, Tano Bonnin, Beppe Coccia, Beppe Lamonica (alla seconda esperienza in biancorosso dopo quella negativa di due anni prima) l'altro portiere Figliola, e poi i giovani Di Cillo, Di Jeva, Misefari e Sasanelli.
Della vecchia guardia restano i soli Esteban Giambuzzi, Riccardo Lattanzio e il giovane Michele Dicuonzo.
A guidare la truppa biancorossa è chiamato Massimo Pizzulli, tecnico alla sua terza esperienza sulla panchina del Barletta dopo quelle in Eccellenza nella stagione 2015/2016, e nella seconda parte della stagione 2016/17 e dopo quattro anni più che positivi sulla panchina del Martina, con una promozione dall'Eccellenza alla D, e poi un ottavo, un secondo e un terzo posto nel girone H di Serie D.
4-3-3 è il credo calcistico di Massimo Pizzulli, con una squadra quasi interamente nuova da amalgamare quanto più in fretta possibile, vista la concorrenza nel girone H di squadre come Virtus Francavilla, Martina, Paganese, Sarnese, e soprattutto il nuovo ambiziosissimo Fasano, che oltre ai vari Barranco, Salzano, Corvino, e Lagzir, si è assicurato le prestazioni di Nicola Loiodice, cioè il pezzo pregiato per eccellenza del mercato del girone H di Serie D.
Un inizio più complicato del previsto
La sera di domenica 24 agosto 2025 c'è il Puttilli della grandi occasioni ad assistere all'esordio stagionale in Coppa Italia di Serie D del nuovo Barletta contro il neopromosso Ferrandina. Ma come purtroppo da consolidata tradizione, come nel 2022 a Portici, e nel 2023 con il Bitonto, un Barletta spuntato e deludente (la partita finisce 1-1 con reti i Kisseih, e pari al 95' di Manetta) finisce col farsi eliminare ai calci di rigore dagli increduli lucani, che tra l'altro concederanno sette giorni dopo il bis al Degli Ulivi ai danni della Fidelis Andria.
Domenica 7 settembre il Barletta esordisce in campionato sul difficile campo della Virtus Francavilla, dove però lascia ben presto intravedere tutto il suo grande potenziale, andando a riposo nel primo tempo in vantaggio per 2-1 grazie alla doppietta di Tommaso Fantacci, inframezzato dal momentaneo pari firmato da Battista.
Nel secondo tempo però il giovane Di Cillo si fa espellere per doppia ammonizione, e la Virtus ne approfitta per pareggiare i conti con l'ex Mirko Carretta, per il 2-2 finale che in fondo soddisfa entrambe.
Alla seconda giornata è subito derby con la Fidelis Andria al Puttilli: una Fidelis che è partita bene prendendosi un'immediata rivincita sul Ferrandina con il 2-0 firmato da Orlandi e Trombino.
Lo spettacolo delle due tifoserie sugli spalti è da definirsi eccezionale, mentre non altrettanto si può dire di quello offerto nel primo tempo dalle squadre in campo, con il palo su punizione di Guadalupi unica emozione.
Nel secondo tempo la partita si sveglia, con il Barletta che in cinque minuti passa dal rigore fallito proprio dall'ex Fidelis Fantacci, al vantaggio andriese firmato su punizione dallo specialista Carmine Giorgione, anche grazie a un Fernandez non proprio esente da colpe.
Il Barletta prova a reagire ma non punge, con un Da Silva (altro ex della partita) praticamente isolato tra i possenti Cipolletta e Allegrini, mentre Fantacci viene sostituito da Riccardo Lattanzio.
Come se non bastasse, arrivano poi il grave infortunio a Luca Guadalupi (che ne pregiudica l'intera stagione), e a nove minuti dalla fine l'espulsione di Tano Bonnin per fallo di reazione su Marquez.
Ma proprio quando tutto faceva pensare a una dolorosa sconfitta, ecco un traversone da destra di Beppe Coccia e la deviazione di testa vincente di Riccardo Lattanzio, andriese doc, che fissa il punteggio sul 1-1 che accontenta entrambe le contendenti, ma con un Barletta che denuncia inaspettati quanto vistosi limiti in fase offensiva.
Limiti in fase offensiva che appaiono ancora più evidenti nella sconfitta di Sarno (con il celebre gol mancato da Da Silva a porta spalancata, e la terza espulsione in tre gare, questa volta con Sasanelli), e nello scialbo e noiosissimo 0-0 interno con un Francavilla in Sinni al primo risultato utile al Puttilli della sua storia.
E non si intravedono certo progressi in tal senso nemmeno nella vittoriosa trasferta di Manfredonia (successo esterno che in D mancava dal 2-0 di Rotonda di due anni prima), dove a decidere è un assolo di Savio Piarulli.
Problemi che sembrano pian piano attenuarsi con il 3-0 al Pompei firmato da Lattanzio, Laringe e dal nuovo arrivato Mauro Cerutti, ma che sembrano ripresentarsi la domenica successiva con il Ferrandina, quando a togliere le castagne dal fuoco dei biancorossi, così come in Coppa Italia, è ancora Marco Manetta, che firma il terzo successo di fila di un Barletta, che a fronte dei conclamati problemi offensivi risponde con il quarto clean sheet consecutivo.
Tutto lascia pensare che il Barletta stia pian piano ultimando il suo faticoso rodaggio, e invece i biancorossi compiono non uno, ma tre evidenti passi indietro, prima perdendo 3-2 in casa dell'Afragolese al termine di una prestazione chiaramente insufficiente, poi pareggiano 1-1 al Puttilli contro una Paganese apparsa sì un'ottima squadra, ma tutt'altro che imbattibile, e poi pareggiano zero a zero a Martina Franca in una gara dove le uniche emozioni solo un gol mancato da Resouf nel primo tempo, e una traversa più fortunosa che altro del Barletta nella ripresa.
Tutto questo con il Fasano ora a +10 rispetto al Barletta, e con un Mateus Da Silva ancora a secco di marcature, e che sembra lontanissimo parente di quel meraviglioso animale da gol visto con la maglia della Fidelis Andria, a nostro modestissimo avviso anche a causa di una posizione in campo troppo vicina alla porta che non gli consente di sfruttare al meglio le sue lunghe leve e la sua potenza in progressione.
Il ribaltone in dirigenza, i rinforzi di mercato, e l'esonero di Pizzulli
Alla luce del -10 dalla testa della classifica, e di più di un elemento in rosa (Da Silva su tutti) che non sta rendendo come ci si aspettava, ecco a inizio novembre l'improvvisa rivoluzione targata-Romano: via Savino Daleno, dentro Vincenzo De Santis, anch'egli al ritorno in biancorosso dopo l'esperienza degli anni di Eccellenza; completamente rivoluzionato, inoltre, anche l'ufficio stampa.
È un ribaltone che, alla luce anche del deludente rendimento in campionato, inevitabilmente lascia riaffiorare vecchi fantasmi nella mente della tifoseria barlettana, che però nella partita con il Gravina di Nicola ragno tira un grosso sospiro di sollievo, non tanto per il 3-0 rifilato ai murgiani, quanto per i primi agognati due gol in maglia biancorossa di Mateus Da Silva, arrivata guarda caso con il brasiliano non più solo al centro dell'attacco, ma coadiuvato da capitan Riccardo Lattanzio.
La domenica successiva ad Aversa arrivano altri tre punti, ma alla "vecchia maniera", vale a dire dopo una partita non certo esaltante per i palati fini, che viene decisa in pieno recupero da una prodezza balistica del piccolo Neeskens di Andria, al secolo Savio Piarulli.
E si, il Barletta sembra finalmente guarito, e lo dimostra anche la domenica successiva, quando un gran gol ancora di Da Silva sembra stendere il Nola.
Utilizziamo purtroppo il verbo "sembra" in quanto in un pazzesco finale di gara il Nola riesce incredibilmente a ribaltare il punteggio grazie a due calci di rigore (di cui uno molto discutibile) messi a segno dallo specialista Berardocco.
La sconfitta al Puttilli contro il Nola manda il presidente Romano su tutte le furie, con la panchina di Massimo Pizzulli che a questo punto inizia seriamente a vacillare, e che nelle successive domeniche viene in pratica tenuta in piedi dalle parate super di Figliola nello scontro diretto con il Fasano (che nel frattempo ha detto addio a Loiodice e Lagzir, in cambio di Falzerano e Banegas), e dalla provvidenziale zuccata vincente di Tano Bonnin con l'Heraclea, dopo un primo tempo quasi dominato dai dauni.
Nel frattempo la società si rende protagonista di un mercato di riparazione che, visto a posteriori, si rivelerà determinante, con gli arrivi di Nicola Bizzotto in difesa, Domenico Franco a centrocampo, l'esterno offensivo Giuliano Alma, i giovani Malagnino e Ragone sugli esterni, e soprattutto Giancarlo Malcore: un bomber, una garanzia nel girone H di Serie D con i campionati vinti con Audace Cerignola e Casarano.
Malcore si presenta ai tifosi biancorossi subito con una doppietta nel 4-0 in casa dell'Acerrana. Poi però, a cavallo delle festività natalizie, ecco arrivare tre zero a zero consecutivi, di cui i primi due al Puttilli con Nardò e Virtus Francavilla ( quest'ultimo con gli ospiti in dieci per tutto il secondo tempo), con i tiri in porta verso la porta avversaria che si contano sulle dita di una mano.
Il banco, o detto alla spagnola il "banquillo" (provate a tradurre il termine…), salta domenica 11 gennaio dopo il terzo zero a zero della serie: quello del derby di ritorno del Degli Ulivi con la Fidelis Andria.
Anche in questa gara - colpo di biliardo di Malcore nel primo tempo a parte, terminato fuori di un'unghia - le pecche offensive del Barletta di Pizzulli vengono messe inesorabilmente a nudo.
Tutto ciò è particolarmente evidente nella ripresa, dove Pizzulli sostituisce un Da Silva in versione fantasma dinanzi al suo ex pubblico, ma dove il resto del reparto offensivo barlettano fatica a impensierire la difesa di una Fidelis Andria in evidente debito d'ossigeno, oltre che in piena crisi di gioco e di risultati.
A fine gara la curva del tifo barlettano fischia e contesta, mentre in sala stampa Pizzulli esplode, puntando il dito in special modo verso i suoi attaccanti.
Massimiliano Paci, Vincenzo Lanotte, Mateus Da Silva e la partita chiave con la Sarnese
I giorni del post derby in casa Barletta sono a dir poco infuocati, con Massimo Pizzulli che lunedì 12 gennaio incassa la fiducia da parte della società, e con il capro espiatorio Mateus Da Silva che viene dato ormai con le valige in mano con destinazione Sarnese.
Poi, nella giornata successiva, martedì 13 gennaio, ecco il colpo di scena: esonerato Massimo Pizzulli, mentre Mateus Da Silva resta in biancorosso.
Mercoledì 14 gennaio, nell'attesa dell'arrivo a Barletta di Massimo Paci, a dirigere l'allenamente è nientemeno che "Sua barlettanità" Vincenzo Lanotte, chiamato in fretta e furia dalla società (su felice intuizione di Antonio Dibenedetto, meglio conosciuto come "zazà") per agevolare in tutto e per tutto l'inserimento nello spogliatoio del nuovo tecnico Paci. Già, ma chi è Massimo Paci?
Marchigiano nato a Fermo il 9 maggio 1978 (giornata non proprio banale…), da calciatore, dopo averla annusata niente meno che con la maglia della Juventus di Lippi, Del Piero, Zidane, Inzaghi, Deschamps ecc., ha giocato a lungo in Serie A con le maglie di Lecce, Ascoli, Parma, Novara e Siena.
Meno illustre, prima dell'approdo in biancorosso, la sua carriera da tecnico sulla panchina di Civitanovese, Montegiorgio, Forlì, Teramo, Pordenone, Pro Vercelli, Pro Sesto e Lumezzane, il che induce la piazza biancorossa a un'inevitabile scetticismo.
E invece l'avvento del duo Paci-Lanotte sulla panchina del Barletta, per Marco Arturo Romano si rivelerà un'intuizione felice, e soprattutto vincente.
Ovviamente non ci è dato sapere alla lettera ciò che in quei caldissimi giorni di gennaio è avvenuto all'interno di quello spogliatoio, anche perchè - come è ovvio e giusto che sia - i protagonisti, nonchè diretti interessati, ci raccontano a posteriori ciò che sappiamo, non tutto ciò che sanno.
Tuttavia, vista dall'esterno, la sensazione di ciò che Paci e Lanotte hanno portato nel gruppo squadra è di un evidente ventata di tranquillità e consapevolezza nei propri enormi mezzi, come del resto recentemente raccontato dallo stesso Vincenzo Lanotte a proposito di Mateus Da Silva, giocatore passato nel volgere di appena sei giorni da praticamente nuovo attaccante della Sarnese, ad assoluto protagonista con due gol e un assist per Michelino Dicuonzo nella vittoria per 3-2 del Barletta proprio sulla Sarnese…
Eh si, perché delle volte il calcio sa essere uno sport bastardo, capace di cambiare il destino di una stagione in meno di 24 ore, perchè chissà in quanti dei presenti al Puttilli quel 18 gennaio hanno pensato: "pensa un pò se oggi pomeriggio Da Silva ce lo avesse avuto la Sarnese…".
Nel calcio poi, che tu sia Massimo Paci o Pep Guardiola, il Barletta o il Barcellona, spesso sono determinanti i dettagli, gli attimi, i singoli momenti.
La carriera di Pep Guardiola, ad esempio, sarebbe stata la stessa se Andres Iniesta non avesse azzeccato al 94' quel tiro all'incrocio a Stamford Bridge in Chelsea-Barcellona del 2009?
E se, tornando a noi comuni mortali, ad appena sette giorni da fischi e la contestazione di Andria, la rimonta della Sarnese al Puttilli - per fortuna del Barletta - non si fosse fermata al 3-2, staremmo oggi parlando di un Barletta promosso in C?
Inoltre il calcio è spesso fatto di segnali, di cerchi che si chiudono, come quello di Mateus Da Silva, protagonista con una doppietta e un assist proprio contro quella Sarnese di quel gol clamorosamente mancato nella partita di andata che in fondo diede inizio alla sua crisi in zona gol.
Certo, non ci sarà mai la controprova, ma vista a posteriori, tra momenti e precisi segnali, la possibilità che il Barletta questo campionato lo abbia vinto proprio quella domenica di gennaio al Puttilli con la Sarnese, a nostro modesto parere, sembra molto più che una semplice ipotesi.
La inarrestabile marcia trionfale della Paci-Lanotte Band
"Vinta la prima, basta vincere le successive". Non è soltanto una battuta riguardante una partita a poker di un film di Bud Spencer e Terence Hill, ma uno slogan che sembra calzare a pennello per il Barletta di Massimo Paci.
Il successo sulla Sarnese, e la prestazione monstre di Mateus Da Silva, questa volta tolgono in maniera definitiva ogni sorta di tensione e di zavorra psicologica che sembrava attanagliare la squadra, che dopo aver battuto la Sarnese, espugna il Fittipaldi di Francavilla in Sinni grazie ad un'altra grande prodezza di Mateus Da Silva, e poi demolisce al Puttilli il Manfredonia (2-0) grazie anche una doppietta di Giancarlo Malcore, per la prima volta a segno al Puttilli.
Malcore che va a segno anche nelle due successive vittorie esterne per 2-0 su Pompei e Ferrandina, ma è purtroppo protagonista in negativo nell'intervallo del match interno con l'Afragolese: a posteriori altro tornante decisivo di questo campionato.
Quel che accade tra l'attaccante biancorosso e il centrocampista argentino dell'Afragolese Torassa, oltre a causare l'inferiorità numerica del Barletta, costerà 5 pesanti giornate di squalifica per Giancarlo Malcore: le stesse toccate a Matteo Di Piazza esattamente tre anni prima, per uno dei tanti fantasmi risvegliatisi a turno nella mente del tifoso biancorosso.
Al rientro dagli spogliatoi, quelli del Barletta che entrano in campo nel secondo tempo non sono 10 calciatori, ma 10 belve assetate di sangue che azzannano letteralmente alla gola l'Afragolese, soprattutto con uno scatenato Fabio Laringe, che pronti via e porta avanti il Barletta praticamente alla prima azione della ripresa, e poi, a sei minuti dalla fine, si procura il calcio di rigore con il quale Riccardo Lattanzio fissa sul 2-0 il risultato di una delle partite simbolo del meraviglioso Barletta di Massimo Paci.
No, una squadra così non la fermi più, neanche se ti chiami Paganese, ti allena un ottimo tecnico come Raffaele Novelli, e sei in testa alla classifica del girone H di Serie D con 2 punti di vantaggio su Barletta e Martina.
Al Marcello Torre di Pagani infatti il Barletta la chiude già nel primo tempo ancora con un rigore di Lattanzio e un gol di Laringe, con una tale dimostrazione di forza che i biancorossi nella ripresa possono persino permettersi qualche distrazione di troppo.
Il copione del gol di Laringe, e di quello su rigore di Riccardo Lattanzio, si ripete anche la domenica successiva nel pirotecnico 3-3 con il Martina, squadra che ora affianca il Barletta in vetta alla classifica del girone H di Serie D, e unica squadra ad uscire imbattuta contro il lanciatissimo Barletta di Paci.
La partita è semplicemente stupenda, con grande protagonista il martinese Resouf, bravissimo a ribaltare con una fantastica doppietta l'iniziale vantaggio di Laringe.
Nel secondo tempo, pochi minuti dopo il pari di Da Silva, è Piriz a riportare in vantaggio il Martina con quello che una volta si sarebbe definito gollonzo.
Poi però è Lattanzio su rigore a fissare il punteggio finale di questo fantastico scontro diretto sul 3-3.
La domenica successiva il Barletta ripristina la regola del 2-0 vincendo a Gravina grazie ai gol nel secondo tempo di Malagnino e ancora di Riccardo Lattanzio, mentre altre grandi notizie arrivano da Pagani, dove il Martina cede per 3-2 agli azzurrostellati padroni di casa: il Barletta è ora primo in classifica da solo.
Nelle due partite successive il Barletta consolida il primato portando a casa due vittorie di misura fondamentali con la Real Normanna al Puttilli (gol di Coccia), e soprattutto a Cardito contro il Nola, dove è Marco Manetta a regalare nei minuti finali una vittoria di importanza capitale a un Barletta ridotto in dieci a causa dell'espulsione di Ragone.
Barletta-Fasano è storia. A Foggia con l'Heraclea è finalmente Serie C
Ci sono calciatori che a prescindere dal colore della maglia è un piacere veder giocare. Colui del quale parliamo non è nato né nello Stato di Rio, né in quello di San Paolo, né nella sterminata periferia di Buenos Aires, né tanto meno è cresciuto calcisticamente in qualche cantera spagnola, ma è nato a Caprarica di Lecce il 6 maggio 1991.
Al Barletta ha già fatto gol in due occasioni, e sempre con la stessa maglia, a gennaio 2018 in Eccellenza, in un Manzi Chiapulin deserto causa match disputato a porte chiuse, e poi nel dicembre 2022 in Serie D al Puttilli.
Si chiama Vincenzo Corvino, 35 anni tra qualche giorno, di professione capitano e numero 10 del Fasano che domenica 12 aprile è protagonista con il Barletta al Puttilli di un match spettacolo da far vedere e rivedere a tutti i giovani praticanti di questo sport, allo scopo di far capir loro che la vera essenza del calcio italiano quattro volte campione del mondo è questa qui: non quella dei procuratori, delle plusvalenze, dei calciatori paganti, del fantacalcio, della playstation, del giustizialismo accattone imperante da una ventina d'anni a questa parte, di certi esteti del nulla che pontificano in tv e sul web, e di una Serie A a 20 squadre e con sole tre retrocessioni che a conti fatti serve solo per impedire a grandi piazze di finire in B.
Ebbene nel racconto dove celebriamo il ritorno in C del nostro Barletta ci piace anche rendere omaggio agli avversari, specie se questi ultimi mettono in mostra il loro grande valore in uno stadio come il Puttilli, già di per se molto pesante per chi ci gioca in casa, figuriamoci se ci giochi da avversario come Resouf in occasione di Barletta-Martina, o come Corvino in Barletta-Fasano.
Barletta-Fasano è stata sin da inizio stagione annunciata come la sfida dell'anno nel girone H di Serie D, e obiettivamente tale è stata, con i giovani De Mori e Penza a ribaltare l'iniziale vantaggio barlettano firmato da capitan Riccardo Lattanzio, con l'azione del secondo gol fasanese partita da una giocata spettacolare di Corvino a centrocampo.
Il micidiale uno-due del Fasano sembra lì per lì stendere il Barletta e riaprire in qualche modo i giochi promozione, ma nel calcio non sempre si ripetono uguali fino alla fine.
Abbiamo in precedenza evidenziato la incredibile similitudine tra la squalifica di Matteo Di Piazza nel 2023, e quella di Giancarlo Malcore nel 2026.
Ebbene il Barletta vinse in inferiorità numerica la partita del 2023 nella quale fu espulso Di Piazza (Barletta-Bitonto 2-1), così come ha vinto quest'anno quella con l'Afragolese.
Ebbene sia Di Piazza che Malcore sono rientrati dalla squalifica in occasione di un big match (Barletta-Brindisi nel 2023, e Barletta-Fasano nel 2026).
Sia Di Piazza che Malcore sono partiti dalla panchina, e poi subentrati con il Barletta sotto nel punteggio, ma come abbiamo avuto modo di scrivere successivamente a Barletta-Fasano, questa volta no, non è come nel 2023, perchè Giancarlo Malcore firma la magnifica doppietta con la quale ribalta definitivamente il Fasano, e a due anni esatti dal 2-3 con il quale i biancazzurri messapici spedirono di fatto in Eccellenza l'ultimo Barletta di Mario Dimiccoli, il 3-2 firmato da Malcore manda di fatto il Barletta in Serie C.
Serie C arrivata due domeniche fa a Foggia contro l'Heraclea, non prima però di un doveroso omaggio della squadra e società del Barletta a Michele, Samuel, Samuele e Gaetano, i quattro giovanissimi tifosi del Foggia tragicamente scomparsi in un incidente stradale la sera del 13 ottobre 2024 poco dopo la fine di Potenza-Foggia.
Il resto è solo felicità, festa, identità, appartenenza, per una Serie C riconquistata questa volta sul campo, come non accadeva dal 1972: da Ottorino Dugini a Massimo Paci; da Milillo a Coccia; da Gambino a Bizzotto; da Roccotelli a Manetta; da Amici a Piarulli; da Franco a Cariati; da Lobascio a Da Silva, Lattanzio, Malcore, Laringe, Dicuonzo, Malagnino, Guadalupi, Cerutti, Cancelli, Bonnin, Ragone, Figliola, Caputo, Misefari, Di Cillo, Martano, Giambuzzi, Alma.
Ragazzi, da oggi siete storia.
PS: non abbiamo citato mister Vincenzo Lanotte, non per dimenticanza, ma perchè lui nella storia del Barletta Calcio c'è sin da luglio 1989, quando poco più che ragazzino veniva aggregato al Barletta che ha poi conquistato l'ultima salvezza in Serie B.
Non abbiamo mai lesinato critiche anche feroci nei confronti dell'ex presidente Mario Dimiccoli per quella stagione 2023/24 che è rimasta a lungo marchiata a fuoco nelle nostre menti, ma un innegabile merito - che si aggiunge ovviamente a quanto di buono fatto prima della sciagurata annata 2023/24 - glielo si deve riconoscere: quello di aver scelto l'interlocutore giusto per riportare il Barletta dove deve stare.
Il resto è storia di questi mesi, e splendida goduria di questi giorni, con un gruppo di ragazzi fantastici, guidati da un condottiero dall'aspetto placido ma rassicurante che hanno risvegliato entusiasmi verso una squadra di calcio che noi vecchiacci che abbiamo vissuto la B credevamo irripetibili, e per di più in uno stadio finalmente vero, dopo oltre tre decenni (1991-2022) passati tra il vecchio rudere di Via Vittorio Veneto, il Manzi Chiapulin e il San Sabino di Canosa.
Da domani pomeriggio alle ore 17 circa, al fischio finale delle partite dell'ultima giornata del girone H di Serie D, il Barletta sarà ufficialmente una squadra di Serie C, e tutto questo grazie alla splendida cavalcata culminata con l'apoteosi dello Zaccheria dello scorso 19 aprile.
Cavalcata che parte dall'estate 2025, e che ripercorriamo per tappe.
Romano e gli "Audaci" insieme per un grande Barletta
La sconfitta del Barletta in finale passa ben presto in secondo piano, in primis perché c'è una Serie D da onorare al meglio, e poi perchè dopo una stagione di sano dualismo, e dopo la definitiva uscita di scena di Mario Dimiccoli nell'ottobre 2024, la dirigenza dell'Audace Barletta, che nel frattempo ha appena stravinto il campionato di Promozione, entra a far parte della SSD Barletta acquisendo il 30% delle quote societarie.
Per quanto riguarda poi il lato tecnico-dirigenziale vi è da registrare il ritorno nelle vesti di diesse e uomo mercato di Savino Daleno, e quello di Beppe Iannone come direttore generale.
La campagna acquisti è di primissimo ordine. Non si mira a voli pindarici, a effimeri fenomeni, o a uomini immagine, ma si punta a gente "di categoria", cioè a un mix di esperienza, sapienza calcistica e a quella sana "ignoranza" che è basilare nel massimo campionato dilettantistico nazionale.
Si torna in sostanza a quella che era stata fino a due anni prima la gestione Dimiccoli (prima dell'abbaglio colossale della primavera estate 2023), ma questa volta con il discreto ma chiaro intento di lottare per la Serie C.
Ed è così che uno dopo l'altro arrivano Mateus da Silva, Luca Guadalupi, il giovane ma già esperto portiere Gabriel Fernandes, Marco Manetta, Fabio Laringe, Crocifisso Cancelli, Savio Piarulli, Tommaso Fantacci, Tano Bonnin, Beppe Coccia, Beppe Lamonica (alla seconda esperienza in biancorosso dopo quella negativa di due anni prima) l'altro portiere Figliola, e poi i giovani Di Cillo, Di Jeva, Misefari e Sasanelli.
Della vecchia guardia restano i soli Esteban Giambuzzi, Riccardo Lattanzio e il giovane Michele Dicuonzo.
A guidare la truppa biancorossa è chiamato Massimo Pizzulli, tecnico alla sua terza esperienza sulla panchina del Barletta dopo quelle in Eccellenza nella stagione 2015/2016, e nella seconda parte della stagione 2016/17 e dopo quattro anni più che positivi sulla panchina del Martina, con una promozione dall'Eccellenza alla D, e poi un ottavo, un secondo e un terzo posto nel girone H di Serie D.
4-3-3 è il credo calcistico di Massimo Pizzulli, con una squadra quasi interamente nuova da amalgamare quanto più in fretta possibile, vista la concorrenza nel girone H di squadre come Virtus Francavilla, Martina, Paganese, Sarnese, e soprattutto il nuovo ambiziosissimo Fasano, che oltre ai vari Barranco, Salzano, Corvino, e Lagzir, si è assicurato le prestazioni di Nicola Loiodice, cioè il pezzo pregiato per eccellenza del mercato del girone H di Serie D.
Un inizio più complicato del previsto
La sera di domenica 24 agosto 2025 c'è il Puttilli della grandi occasioni ad assistere all'esordio stagionale in Coppa Italia di Serie D del nuovo Barletta contro il neopromosso Ferrandina. Ma come purtroppo da consolidata tradizione, come nel 2022 a Portici, e nel 2023 con il Bitonto, un Barletta spuntato e deludente (la partita finisce 1-1 con reti i Kisseih, e pari al 95' di Manetta) finisce col farsi eliminare ai calci di rigore dagli increduli lucani, che tra l'altro concederanno sette giorni dopo il bis al Degli Ulivi ai danni della Fidelis Andria.
Domenica 7 settembre il Barletta esordisce in campionato sul difficile campo della Virtus Francavilla, dove però lascia ben presto intravedere tutto il suo grande potenziale, andando a riposo nel primo tempo in vantaggio per 2-1 grazie alla doppietta di Tommaso Fantacci, inframezzato dal momentaneo pari firmato da Battista.
Nel secondo tempo però il giovane Di Cillo si fa espellere per doppia ammonizione, e la Virtus ne approfitta per pareggiare i conti con l'ex Mirko Carretta, per il 2-2 finale che in fondo soddisfa entrambe.
Alla seconda giornata è subito derby con la Fidelis Andria al Puttilli: una Fidelis che è partita bene prendendosi un'immediata rivincita sul Ferrandina con il 2-0 firmato da Orlandi e Trombino.
Lo spettacolo delle due tifoserie sugli spalti è da definirsi eccezionale, mentre non altrettanto si può dire di quello offerto nel primo tempo dalle squadre in campo, con il palo su punizione di Guadalupi unica emozione.
Nel secondo tempo la partita si sveglia, con il Barletta che in cinque minuti passa dal rigore fallito proprio dall'ex Fidelis Fantacci, al vantaggio andriese firmato su punizione dallo specialista Carmine Giorgione, anche grazie a un Fernandez non proprio esente da colpe.
Il Barletta prova a reagire ma non punge, con un Da Silva (altro ex della partita) praticamente isolato tra i possenti Cipolletta e Allegrini, mentre Fantacci viene sostituito da Riccardo Lattanzio.
Come se non bastasse, arrivano poi il grave infortunio a Luca Guadalupi (che ne pregiudica l'intera stagione), e a nove minuti dalla fine l'espulsione di Tano Bonnin per fallo di reazione su Marquez.
Ma proprio quando tutto faceva pensare a una dolorosa sconfitta, ecco un traversone da destra di Beppe Coccia e la deviazione di testa vincente di Riccardo Lattanzio, andriese doc, che fissa il punteggio sul 1-1 che accontenta entrambe le contendenti, ma con un Barletta che denuncia inaspettati quanto vistosi limiti in fase offensiva.
Limiti in fase offensiva che appaiono ancora più evidenti nella sconfitta di Sarno (con il celebre gol mancato da Da Silva a porta spalancata, e la terza espulsione in tre gare, questa volta con Sasanelli), e nello scialbo e noiosissimo 0-0 interno con un Francavilla in Sinni al primo risultato utile al Puttilli della sua storia.
E non si intravedono certo progressi in tal senso nemmeno nella vittoriosa trasferta di Manfredonia (successo esterno che in D mancava dal 2-0 di Rotonda di due anni prima), dove a decidere è un assolo di Savio Piarulli.
Problemi che sembrano pian piano attenuarsi con il 3-0 al Pompei firmato da Lattanzio, Laringe e dal nuovo arrivato Mauro Cerutti, ma che sembrano ripresentarsi la domenica successiva con il Ferrandina, quando a togliere le castagne dal fuoco dei biancorossi, così come in Coppa Italia, è ancora Marco Manetta, che firma il terzo successo di fila di un Barletta, che a fronte dei conclamati problemi offensivi risponde con il quarto clean sheet consecutivo.
Tutto lascia pensare che il Barletta stia pian piano ultimando il suo faticoso rodaggio, e invece i biancorossi compiono non uno, ma tre evidenti passi indietro, prima perdendo 3-2 in casa dell'Afragolese al termine di una prestazione chiaramente insufficiente, poi pareggiano 1-1 al Puttilli contro una Paganese apparsa sì un'ottima squadra, ma tutt'altro che imbattibile, e poi pareggiano zero a zero a Martina Franca in una gara dove le uniche emozioni solo un gol mancato da Resouf nel primo tempo, e una traversa più fortunosa che altro del Barletta nella ripresa.
Tutto questo con il Fasano ora a +10 rispetto al Barletta, e con un Mateus Da Silva ancora a secco di marcature, e che sembra lontanissimo parente di quel meraviglioso animale da gol visto con la maglia della Fidelis Andria, a nostro modestissimo avviso anche a causa di una posizione in campo troppo vicina alla porta che non gli consente di sfruttare al meglio le sue lunghe leve e la sua potenza in progressione.
Il ribaltone in dirigenza, i rinforzi di mercato, e l'esonero di Pizzulli
Alla luce del -10 dalla testa della classifica, e di più di un elemento in rosa (Da Silva su tutti) che non sta rendendo come ci si aspettava, ecco a inizio novembre l'improvvisa rivoluzione targata-Romano: via Savino Daleno, dentro Vincenzo De Santis, anch'egli al ritorno in biancorosso dopo l'esperienza degli anni di Eccellenza; completamente rivoluzionato, inoltre, anche l'ufficio stampa.
È un ribaltone che, alla luce anche del deludente rendimento in campionato, inevitabilmente lascia riaffiorare vecchi fantasmi nella mente della tifoseria barlettana, che però nella partita con il Gravina di Nicola ragno tira un grosso sospiro di sollievo, non tanto per il 3-0 rifilato ai murgiani, quanto per i primi agognati due gol in maglia biancorossa di Mateus Da Silva, arrivata guarda caso con il brasiliano non più solo al centro dell'attacco, ma coadiuvato da capitan Riccardo Lattanzio.
La domenica successiva ad Aversa arrivano altri tre punti, ma alla "vecchia maniera", vale a dire dopo una partita non certo esaltante per i palati fini, che viene decisa in pieno recupero da una prodezza balistica del piccolo Neeskens di Andria, al secolo Savio Piarulli.
E si, il Barletta sembra finalmente guarito, e lo dimostra anche la domenica successiva, quando un gran gol ancora di Da Silva sembra stendere il Nola.
Utilizziamo purtroppo il verbo "sembra" in quanto in un pazzesco finale di gara il Nola riesce incredibilmente a ribaltare il punteggio grazie a due calci di rigore (di cui uno molto discutibile) messi a segno dallo specialista Berardocco.
La sconfitta al Puttilli contro il Nola manda il presidente Romano su tutte le furie, con la panchina di Massimo Pizzulli che a questo punto inizia seriamente a vacillare, e che nelle successive domeniche viene in pratica tenuta in piedi dalle parate super di Figliola nello scontro diretto con il Fasano (che nel frattempo ha detto addio a Loiodice e Lagzir, in cambio di Falzerano e Banegas), e dalla provvidenziale zuccata vincente di Tano Bonnin con l'Heraclea, dopo un primo tempo quasi dominato dai dauni.
Nel frattempo la società si rende protagonista di un mercato di riparazione che, visto a posteriori, si rivelerà determinante, con gli arrivi di Nicola Bizzotto in difesa, Domenico Franco a centrocampo, l'esterno offensivo Giuliano Alma, i giovani Malagnino e Ragone sugli esterni, e soprattutto Giancarlo Malcore: un bomber, una garanzia nel girone H di Serie D con i campionati vinti con Audace Cerignola e Casarano.
Malcore si presenta ai tifosi biancorossi subito con una doppietta nel 4-0 in casa dell'Acerrana. Poi però, a cavallo delle festività natalizie, ecco arrivare tre zero a zero consecutivi, di cui i primi due al Puttilli con Nardò e Virtus Francavilla ( quest'ultimo con gli ospiti in dieci per tutto il secondo tempo), con i tiri in porta verso la porta avversaria che si contano sulle dita di una mano.
Il banco, o detto alla spagnola il "banquillo" (provate a tradurre il termine…), salta domenica 11 gennaio dopo il terzo zero a zero della serie: quello del derby di ritorno del Degli Ulivi con la Fidelis Andria.
Anche in questa gara - colpo di biliardo di Malcore nel primo tempo a parte, terminato fuori di un'unghia - le pecche offensive del Barletta di Pizzulli vengono messe inesorabilmente a nudo.
Tutto ciò è particolarmente evidente nella ripresa, dove Pizzulli sostituisce un Da Silva in versione fantasma dinanzi al suo ex pubblico, ma dove il resto del reparto offensivo barlettano fatica a impensierire la difesa di una Fidelis Andria in evidente debito d'ossigeno, oltre che in piena crisi di gioco e di risultati.
A fine gara la curva del tifo barlettano fischia e contesta, mentre in sala stampa Pizzulli esplode, puntando il dito in special modo verso i suoi attaccanti.
Massimiliano Paci, Vincenzo Lanotte, Mateus Da Silva e la partita chiave con la Sarnese
I giorni del post derby in casa Barletta sono a dir poco infuocati, con Massimo Pizzulli che lunedì 12 gennaio incassa la fiducia da parte della società, e con il capro espiatorio Mateus Da Silva che viene dato ormai con le valige in mano con destinazione Sarnese.
Poi, nella giornata successiva, martedì 13 gennaio, ecco il colpo di scena: esonerato Massimo Pizzulli, mentre Mateus Da Silva resta in biancorosso.
Mercoledì 14 gennaio, nell'attesa dell'arrivo a Barletta di Massimo Paci, a dirigere l'allenamente è nientemeno che "Sua barlettanità" Vincenzo Lanotte, chiamato in fretta e furia dalla società (su felice intuizione di Antonio Dibenedetto, meglio conosciuto come "zazà") per agevolare in tutto e per tutto l'inserimento nello spogliatoio del nuovo tecnico Paci. Già, ma chi è Massimo Paci?
Marchigiano nato a Fermo il 9 maggio 1978 (giornata non proprio banale…), da calciatore, dopo averla annusata niente meno che con la maglia della Juventus di Lippi, Del Piero, Zidane, Inzaghi, Deschamps ecc., ha giocato a lungo in Serie A con le maglie di Lecce, Ascoli, Parma, Novara e Siena.
Meno illustre, prima dell'approdo in biancorosso, la sua carriera da tecnico sulla panchina di Civitanovese, Montegiorgio, Forlì, Teramo, Pordenone, Pro Vercelli, Pro Sesto e Lumezzane, il che induce la piazza biancorossa a un'inevitabile scetticismo.
E invece l'avvento del duo Paci-Lanotte sulla panchina del Barletta, per Marco Arturo Romano si rivelerà un'intuizione felice, e soprattutto vincente.
Ovviamente non ci è dato sapere alla lettera ciò che in quei caldissimi giorni di gennaio è avvenuto all'interno di quello spogliatoio, anche perchè - come è ovvio e giusto che sia - i protagonisti, nonchè diretti interessati, ci raccontano a posteriori ciò che sappiamo, non tutto ciò che sanno.
Tuttavia, vista dall'esterno, la sensazione di ciò che Paci e Lanotte hanno portato nel gruppo squadra è di un evidente ventata di tranquillità e consapevolezza nei propri enormi mezzi, come del resto recentemente raccontato dallo stesso Vincenzo Lanotte a proposito di Mateus Da Silva, giocatore passato nel volgere di appena sei giorni da praticamente nuovo attaccante della Sarnese, ad assoluto protagonista con due gol e un assist per Michelino Dicuonzo nella vittoria per 3-2 del Barletta proprio sulla Sarnese…
Eh si, perché delle volte il calcio sa essere uno sport bastardo, capace di cambiare il destino di una stagione in meno di 24 ore, perchè chissà in quanti dei presenti al Puttilli quel 18 gennaio hanno pensato: "pensa un pò se oggi pomeriggio Da Silva ce lo avesse avuto la Sarnese…".
Nel calcio poi, che tu sia Massimo Paci o Pep Guardiola, il Barletta o il Barcellona, spesso sono determinanti i dettagli, gli attimi, i singoli momenti.
La carriera di Pep Guardiola, ad esempio, sarebbe stata la stessa se Andres Iniesta non avesse azzeccato al 94' quel tiro all'incrocio a Stamford Bridge in Chelsea-Barcellona del 2009?
E se, tornando a noi comuni mortali, ad appena sette giorni da fischi e la contestazione di Andria, la rimonta della Sarnese al Puttilli - per fortuna del Barletta - non si fosse fermata al 3-2, staremmo oggi parlando di un Barletta promosso in C?
Inoltre il calcio è spesso fatto di segnali, di cerchi che si chiudono, come quello di Mateus Da Silva, protagonista con una doppietta e un assist proprio contro quella Sarnese di quel gol clamorosamente mancato nella partita di andata che in fondo diede inizio alla sua crisi in zona gol.
Certo, non ci sarà mai la controprova, ma vista a posteriori, tra momenti e precisi segnali, la possibilità che il Barletta questo campionato lo abbia vinto proprio quella domenica di gennaio al Puttilli con la Sarnese, a nostro modesto parere, sembra molto più che una semplice ipotesi.
La inarrestabile marcia trionfale della Paci-Lanotte Band
"Vinta la prima, basta vincere le successive". Non è soltanto una battuta riguardante una partita a poker di un film di Bud Spencer e Terence Hill, ma uno slogan che sembra calzare a pennello per il Barletta di Massimo Paci.
Il successo sulla Sarnese, e la prestazione monstre di Mateus Da Silva, questa volta tolgono in maniera definitiva ogni sorta di tensione e di zavorra psicologica che sembrava attanagliare la squadra, che dopo aver battuto la Sarnese, espugna il Fittipaldi di Francavilla in Sinni grazie ad un'altra grande prodezza di Mateus Da Silva, e poi demolisce al Puttilli il Manfredonia (2-0) grazie anche una doppietta di Giancarlo Malcore, per la prima volta a segno al Puttilli.
Malcore che va a segno anche nelle due successive vittorie esterne per 2-0 su Pompei e Ferrandina, ma è purtroppo protagonista in negativo nell'intervallo del match interno con l'Afragolese: a posteriori altro tornante decisivo di questo campionato.
Quel che accade tra l'attaccante biancorosso e il centrocampista argentino dell'Afragolese Torassa, oltre a causare l'inferiorità numerica del Barletta, costerà 5 pesanti giornate di squalifica per Giancarlo Malcore: le stesse toccate a Matteo Di Piazza esattamente tre anni prima, per uno dei tanti fantasmi risvegliatisi a turno nella mente del tifoso biancorosso.
Al rientro dagli spogliatoi, quelli del Barletta che entrano in campo nel secondo tempo non sono 10 calciatori, ma 10 belve assetate di sangue che azzannano letteralmente alla gola l'Afragolese, soprattutto con uno scatenato Fabio Laringe, che pronti via e porta avanti il Barletta praticamente alla prima azione della ripresa, e poi, a sei minuti dalla fine, si procura il calcio di rigore con il quale Riccardo Lattanzio fissa sul 2-0 il risultato di una delle partite simbolo del meraviglioso Barletta di Massimo Paci.
No, una squadra così non la fermi più, neanche se ti chiami Paganese, ti allena un ottimo tecnico come Raffaele Novelli, e sei in testa alla classifica del girone H di Serie D con 2 punti di vantaggio su Barletta e Martina.
Al Marcello Torre di Pagani infatti il Barletta la chiude già nel primo tempo ancora con un rigore di Lattanzio e un gol di Laringe, con una tale dimostrazione di forza che i biancorossi nella ripresa possono persino permettersi qualche distrazione di troppo.
Il copione del gol di Laringe, e di quello su rigore di Riccardo Lattanzio, si ripete anche la domenica successiva nel pirotecnico 3-3 con il Martina, squadra che ora affianca il Barletta in vetta alla classifica del girone H di Serie D, e unica squadra ad uscire imbattuta contro il lanciatissimo Barletta di Paci.
La partita è semplicemente stupenda, con grande protagonista il martinese Resouf, bravissimo a ribaltare con una fantastica doppietta l'iniziale vantaggio di Laringe.
Nel secondo tempo, pochi minuti dopo il pari di Da Silva, è Piriz a riportare in vantaggio il Martina con quello che una volta si sarebbe definito gollonzo.
Poi però è Lattanzio su rigore a fissare il punteggio finale di questo fantastico scontro diretto sul 3-3.
La domenica successiva il Barletta ripristina la regola del 2-0 vincendo a Gravina grazie ai gol nel secondo tempo di Malagnino e ancora di Riccardo Lattanzio, mentre altre grandi notizie arrivano da Pagani, dove il Martina cede per 3-2 agli azzurrostellati padroni di casa: il Barletta è ora primo in classifica da solo.
Nelle due partite successive il Barletta consolida il primato portando a casa due vittorie di misura fondamentali con la Real Normanna al Puttilli (gol di Coccia), e soprattutto a Cardito contro il Nola, dove è Marco Manetta a regalare nei minuti finali una vittoria di importanza capitale a un Barletta ridotto in dieci a causa dell'espulsione di Ragone.
Barletta-Fasano è storia. A Foggia con l'Heraclea è finalmente Serie C
Ci sono calciatori che a prescindere dal colore della maglia è un piacere veder giocare. Colui del quale parliamo non è nato né nello Stato di Rio, né in quello di San Paolo, né nella sterminata periferia di Buenos Aires, né tanto meno è cresciuto calcisticamente in qualche cantera spagnola, ma è nato a Caprarica di Lecce il 6 maggio 1991.
Al Barletta ha già fatto gol in due occasioni, e sempre con la stessa maglia, a gennaio 2018 in Eccellenza, in un Manzi Chiapulin deserto causa match disputato a porte chiuse, e poi nel dicembre 2022 in Serie D al Puttilli.
Si chiama Vincenzo Corvino, 35 anni tra qualche giorno, di professione capitano e numero 10 del Fasano che domenica 12 aprile è protagonista con il Barletta al Puttilli di un match spettacolo da far vedere e rivedere a tutti i giovani praticanti di questo sport, allo scopo di far capir loro che la vera essenza del calcio italiano quattro volte campione del mondo è questa qui: non quella dei procuratori, delle plusvalenze, dei calciatori paganti, del fantacalcio, della playstation, del giustizialismo accattone imperante da una ventina d'anni a questa parte, di certi esteti del nulla che pontificano in tv e sul web, e di una Serie A a 20 squadre e con sole tre retrocessioni che a conti fatti serve solo per impedire a grandi piazze di finire in B.
Ebbene nel racconto dove celebriamo il ritorno in C del nostro Barletta ci piace anche rendere omaggio agli avversari, specie se questi ultimi mettono in mostra il loro grande valore in uno stadio come il Puttilli, già di per se molto pesante per chi ci gioca in casa, figuriamoci se ci giochi da avversario come Resouf in occasione di Barletta-Martina, o come Corvino in Barletta-Fasano.
Barletta-Fasano è stata sin da inizio stagione annunciata come la sfida dell'anno nel girone H di Serie D, e obiettivamente tale è stata, con i giovani De Mori e Penza a ribaltare l'iniziale vantaggio barlettano firmato da capitan Riccardo Lattanzio, con l'azione del secondo gol fasanese partita da una giocata spettacolare di Corvino a centrocampo.
Il micidiale uno-due del Fasano sembra lì per lì stendere il Barletta e riaprire in qualche modo i giochi promozione, ma nel calcio non sempre si ripetono uguali fino alla fine.
Abbiamo in precedenza evidenziato la incredibile similitudine tra la squalifica di Matteo Di Piazza nel 2023, e quella di Giancarlo Malcore nel 2026.
Ebbene il Barletta vinse in inferiorità numerica la partita del 2023 nella quale fu espulso Di Piazza (Barletta-Bitonto 2-1), così come ha vinto quest'anno quella con l'Afragolese.
Ebbene sia Di Piazza che Malcore sono rientrati dalla squalifica in occasione di un big match (Barletta-Brindisi nel 2023, e Barletta-Fasano nel 2026).
Sia Di Piazza che Malcore sono partiti dalla panchina, e poi subentrati con il Barletta sotto nel punteggio, ma come abbiamo avuto modo di scrivere successivamente a Barletta-Fasano, questa volta no, non è come nel 2023, perchè Giancarlo Malcore firma la magnifica doppietta con la quale ribalta definitivamente il Fasano, e a due anni esatti dal 2-3 con il quale i biancazzurri messapici spedirono di fatto in Eccellenza l'ultimo Barletta di Mario Dimiccoli, il 3-2 firmato da Malcore manda di fatto il Barletta in Serie C.
Serie C arrivata due domeniche fa a Foggia contro l'Heraclea, non prima però di un doveroso omaggio della squadra e società del Barletta a Michele, Samuel, Samuele e Gaetano, i quattro giovanissimi tifosi del Foggia tragicamente scomparsi in un incidente stradale la sera del 13 ottobre 2024 poco dopo la fine di Potenza-Foggia.
Il resto è solo felicità, festa, identità, appartenenza, per una Serie C riconquistata questa volta sul campo, come non accadeva dal 1972: da Ottorino Dugini a Massimo Paci; da Milillo a Coccia; da Gambino a Bizzotto; da Roccotelli a Manetta; da Amici a Piarulli; da Franco a Cariati; da Lobascio a Da Silva, Lattanzio, Malcore, Laringe, Dicuonzo, Malagnino, Guadalupi, Cerutti, Cancelli, Bonnin, Ragone, Figliola, Caputo, Misefari, Di Cillo, Martano, Giambuzzi, Alma.
Ragazzi, da oggi siete storia.
PS: non abbiamo citato mister Vincenzo Lanotte, non per dimenticanza, ma perchè lui nella storia del Barletta Calcio c'è sin da luglio 1989, quando poco più che ragazzino veniva aggregato al Barletta che ha poi conquistato l'ultima salvezza in Serie B.
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