
Calcio
Undici anni senza Serie C (quinta parte): la Serie D, il ritorno al Puttilli, e la traumatica fine di un sogno
Il Barletta 2022/23 lotta per la Serie C fino al ko con il Brindisi. Poi il giocattolo si rompe
Barletta - mercoledì 29 aprile 2026
8.11
"Che fa la Cavese?". Più che una domanda è stato per sei mesi un autentico tormentone, una sorta di permanente stato d'animo per i tifosi biancorossi, a partire dal 18 settembre 2022, data del successo biancorosso al Simonetta Lamberti di Cava dè Tirreni firmato dalla prima rete in campionato di Riccardo Lattanzio, fino a mercoledì 15 marzo 2023, quando al Puttilli (e più tardi anche a Cava…) ci si accorse un pò troppo tardi che nella corsa per la Serie C stava arrivando di gran carriera anche il Brindisi.
Questa è stata in sostanza la stagione 2022/23 del Barletta: la stagione del tanto agognato ritorno al Puttilli, ma anche di un sogno, quello del doppio salto dall'Eccellenza alla Serie C, durato sei mesi, e poi crollato sotto i colpi dei messapici di Ciro Danucci, ma probabilmente anche a causa di crepe interne, in seno a società e staff tecnico, che erano parse già evidenti da qualche settimana.
Crepe di una drammatica frattura tra società, allenatore, ambiente e comunicazione, che avrebbero poi portato qualche tempo dopo alle conseguenze sportivamente nefaste che tutti conosciamo.
Ma procediamo con ordine, e raccontiamo la stagione 2022/23, quella del tanto anelato ritorno in Serie D, a partire dall'estate che dopo sette anni ha riportato il Barletta nella sua casa.
A neanche due settimane dall'apoteosi di Rieti, la Barletta calcistica torna a fare i conti con la realtà di una squadra ancora senza stadio, con la società che a questo punto minaccia un passo indietro in un famoso incontro pubblico che vede la partecipazione anche dei candidati alla carica di sindaco in vista delle amministrative del giugno 2022.
Un incontro pubblico che passerà alle cronache, non tanto per le sacrosante rivendicazioni della società dopo sette lunghissimi anni, quanto per la vera e propria "requisitoria" di mister Francesco Farina rivolta alla classe politica barlettana nella sua interezza, a proposito dell'annosa e ormai stucchevole questione stadio.
Questa volta però l'Odissea Puttilli è per davvero giunta al termine, dopo sette lunghi anni trascorsi tra polemiche, lungaggini burocratiche, lavori completamente sbagliati, servizi di "Striscia la Notizia", discutibili inaugurazioni della pista d'atletica senza spalti agibili, il tutto ovviamente nel nome di Pietro Mennea (se solo avesse potuto vederli e sentirli…).
E poi, a complicare ulteriormente le cose è giunto infine il Covid, forse l'unica ragione pienamente comprensibile di un calvario durato dal 3 maggio 2015 a sabato 10 settembre 2022, giorno del Mennea Day di atletica leggera, oltre che vigilia di Barletta-Molfetta, incontro valido per la seconda giornata del girone H di Serie D, partita che coincide con il tanto agognato ritorno dei biancorossi nella loro casa.
Iniziare una nuova stagione in uno stadio nuovo di zecca, che sia Champions League o Serie D, oltre ad essere vitale dal punto di vista economico, spesso rappresenta dal punto di vista motivazionale un qualcosa di formidabile a tal punto da portare a rendere una determinata squadra ben oltre le proprie effettive potenzialità.
Del resto gli esempi (anche in Italia) non mancano: si pensi alla Juventus allo Stadium, l'Atalanta, o il Sassuolo, oppure il Manchester City passato dall'illustre anonimato "Maine Road" ai trionfi di "Etihad", il Porto passato dal "Das Antas" al "Do Dragao", o il Bayern Monaco tornato superpotenza calcistica dopo il passaggio dal vecchio e bellissimo Olympiastadion alla "München Arena".
Certo, non stiamo parlando di un'equazione matematica del tipo "stadio nuovo uguale certezza di vittorie", basti guardare vere e proprie cattedrali nel deserto come ad esempio a Trieste, Novara, Messina, e in molte stagioni persino Bari.
Ma nel caso del Barletta, la lunga attesa per il Puttilli mista all'entusiasmo per il Triplete d'Eccellenza rappresenta in tutto e per tutto il dodicesimo uomo in campo.
Non è una gran partita Barletta-Molfetta dell'11 settembre 2022, ma lo spettacolo in campo passa infatti decisamente in secondo piano dinanzi a quello di una tifoseria tornata a nella sua casa dopo anni e anni di tifo errante tra il palesemente inadatto Manzi-Chiapulin, e il più ospitale "San Sabino" di Canosa.
Per la cronaca, il Barletta la vince 1-0 grazie a un rigore del figliol prodigo Nicola Loiodice a dieci minuti dalla fine, tornando a vincere una partita di Serie D a oltre quattordici anni di distanza da quel Barletta-Bitonto finale playoff del girone H deciso da una zampata di Ruggiero Rizzi.
Prima di Barletta-Molfetta 1-0, la squadra di Farina aveva esordito in stagione perdendo ai rigori a Portici nel primo turno di Coppa Italia, nonostante una gara letteralmente dominata, e bagnando con una sconfitta in casa del Gladiator (2-0) il ritorno ufficiale in Serie D.
La vittoria sul Molfetta sarà poi la prima di una serie di quattro vittorie consecutive, tutte per 1-0, ottenute anche contro Cavese in trasferta, Francavilla in Sinni al Puttilli e infine Bitonto sul neutro di Bisceglie, per un filotto che alla quinta giornata porta il Barletta in vetta alla classifica a braccetto con la Cavese, squadra data tra le massime favorite al salto di categoria insieme a Brindisi e Casarano.
La domenica successiva però il Barletta cade inaspettatamente al Puttilli proprio contro quel Martina battuto l'anno prima sia nella finale regionale di Coppa Italia, che nello spareggio promozione di Taranto.
A decidere la partita è una gran punizione del vecchio ma ancora validissimo Cristiano Ancora sul finire del primo tempo, e poi a tempo pressoché scaduto il raddoppio di Pinto, su pasticciaccio della difesa barlettana in fase di impostazione, non prima però di un clamoroso rigore negato ai biancorossi, nell'ambito di una direzione di gara abbastanza discutibile. E non sarà purtroppo la prima…
"Pensiamo alle c….te che facciamo noi". Questa è stata l'eloquente risposta di capitan Massimo Pollidori ad un compagno che ancora recriminava sull'arbitraggio al termine di Barletta-Martina 0-2.
Ma già la domenica successiva in occasione dello zero a zero di Gravina, il Barletta è costretto a recriminare per altri due episodi abbastanza sospetti in area gravinese, oltre che per un palo su punizione di Loiodice a portiere ampiamente battuto.
Certo, gli episodi arbitrali tra Martina e Gravina hanno avuto indubbiamente un peso importante, però è anche vero che se c'è una zona del campo dove il Barletta sta patendo il salto di categoria, questa è proprio l'attacco, che alla nona giornata ha messo a segno soltanto sei gol, di cui uno su rigore e uno su autorete, con una manovra che anche se bella da vedere, sembra un po' troppo incentrata sulle giocate di Nicola Loiodice, con l'unica ma pesantissima rete fino a quel momento di Riccardo Lattanzio messa a segno nella vittoriosa trasferta di Cava dè Tirreni.
Chi sembra non risentire del salto di categoria è senza dubbio Sante Russo, autore del gol del pareggio nel match interno con la Nocerina e di quella del momentaneo vantaggio nella trasferta di Casarano, mentre purtroppo ben diversa è la stagione di Pignataro, passato da eroe biancorosso nel triplete d'Eccellenza a praticamente corpo estraneo in Serie D.
Dopo il ko con il Martina e tre pareggi di fila con Gravina, Nocerina e Casarano, il Barletta torna alla vittoria nel match del Puttilli con l'Afragolese grazie ai gol del difensore Andrea Petta, e al quarto centro stagionale di Nicola Loiodice, per una vittoria che costituisce una grande dose di autostima in vista del sentitissimo derby del Fanuzzi di Brindisi.
I brindisini sono con Cavese e Casarano i principali favoriti al salto di categoria, e lo dimostrano sin da subito trovando la rete del vantaggio grazie a Gian Marco Mancarella.
Poi però, nonostante un terreno di gioco che definire non all'altezza sarebbe stato esercizio di puro eufemismo, il Barletta non solo reagisce, ma la ribalta già nel primo tempo grazie alle firme dei suoi giocatori più di classe Carlo Vicedomini e Nicola Loiodice, e con una non certo ininfluente responsabilità da parte del giovane portiere del Brindisi Vismara.
Nel secondo tempo la squadra di Farina resiste alla grande ai tentativi di rimonta dei padroni di casa, e a fine gara festeggia una vittoria che tanto ricorda quella dell'autunno 2007 arrivata grazie al gol forse più importante della carriera di Savino Daleno.
Il successo di Brindisi scatena un grande entusiasmo nella tifoseria barlettana, che a questo punto inizia seriamente a sognare il doppio salto dall'Eccellenza alla Serie C, anche in ragione del fatto che la domenica successiva, battendo per 3-2 il Lavello di Karel Zeman al termine di una partita bellissima, il Barletta aggancia in vetta alla classifica la Cavese, bloccata in casa a sorpresa dal Gravina sullo zero a zero.
Ma la Cavese è fortissima, mentre il Barletta sta evidentemente over performando, spinto com'è dal traboccante e trascinante tifo del Puttilli.
Ne consegue che, mentre nelle quattro successive giornate i biancazzurri metelliani operano un filotto di vittorie, il Barletta viene fermato sullo zero a zero sul campo della coriacea Team Altamura di Ciro Ginestra, prevale solo in pieno recupero in casa della Puteolana ultima in classifica grazie a una imperiosa zuccata di Riccardo Lattanzio, pareggia 2-2 al Puttilli con il Matera, con i lucani che forse avrebbero meritato qualcosa in più, e poi cade di misura in casa del forte Nardò di mister Nicola Ragno.
Nel frattempo il presidente Mario Dimiccoli prova a rinforzare la squadra portando a Barletta il forte esterno difensivo barlettano Claudio Cristallo, e l'attaccante Matteo Di Piazza, archiviando così i rumors su un possibile approdo in biancorosso di Chicco Patierno, attaccante allora alla Virtus Francavilla, in Serie C, parecchio gradito da mister Farina.
L'arrivo di Matteo Di Piazza, almeno nelle prime uscite, si rivela tuttavia impattante e decisivo, dal momento che il possente attaccante siciliano costringe dapprima il Fasano all'inferiorità numerica, con Loiodice e Sante Russo che ribaltano il vantaggio fasanese firmato dal solito Corvino, e poi firma in prima persona la rete con la quale il Barletta restituisce al Gladiator lo 0-2 dell'andata: il tutto mentre la Cavese sta vivendo un momento di decisa flessione, alla luce della sconfitta di Nocera e del sofferto pari di Altamura.
Il distacco del Barletta dalla testa della classifica è ora di soli due punti, con l'ipotesi aggancio ormai pienamente concreta, ma come abbiamo accennato nella terza parte del nostro racconto, se al Barletta post Perpignano qualcosa può andare storto, state tranquilli che sarà così…
Nella seconda giornata di ritorno prosegue il momento di appannamento della Cavese, costretta al pari interno dalla non certo irresistibile Afragolese del dimissionario diesse Gigi Pavarese (!), ma il problema purtroppo è che il Barletta incappa al Paolo Poli di Molfetta nella terza direzione arbitrale piuttosto discutibile della sua stagione, con il giovane centrocampista biancorosso Maccioni espulso a causa di una indecente sceneggiata del difensore molfettese Lobjanidze.
Come se non bastasse Vivacqua del Molfetta trova poco dopo il gol della domenica con una gran staffilata da calcio piazzato sulla quale nulla può Mattia Piersanti.
Poco dopo però è Max Pollidori a riequilibrare le sorti dell'incontro, e a firmare la rete del 1-1, ma l'inferiorità numerica pesa, e nel finale di gara è addirittura il Molfetta a sfiorare il successo, con un palo a Piersanti battuto, e un altro paio di occasioni fallite per poco.
L'operazione sorpasso sulla Cavese è quindi rinviata allo scontro diretto di domenica 22 gennaio 2023, con un Barletta che nonostante il mezzo passo falso di Molfetta sembra stare meglio dei rivali: impressione subito confermata dal vantaggio biancorosso firmato da un Matteo Di Piazza quanto mai in versione "Dembelè a Monaco".
Il feroce pressing dell'attaccante siciliano costringe il portiere della Cavese Colombo a liberarsi frettolosamente della palla, con risultato di farsi ribattere in rete in tentativo di rinvio, e di portare il Barletta in vantaggio e soprattutto al sorpasso in classifica.
Poi però, davanti agli occhi dell'illustrissimo doppio ex Peppino Pavone (oltre che di Danilo Pileggi ed Evaristo Beccalossi), la Cavese inizia pian piano a prendere il possesso del gioco grazie all'efficace palleggio dei vari Bubas, Banegas e Bacio Terracino, e sugli sviluppi di un corner trova nella ripresa il pareggio con una staffilata di Cuomo che batte un Piersanti nell'occasione non proprio esente da colpe.
Poi, al 94', quando il match si incanala sui binari di un pareggio francamente giusto, ecco purtroppo materializzarsi la leggenda dello stinco più sfortunato degli ultimi anni di storia del Barletta Calcio, quando sugli sviluppi di una mischia nell'area della Cavese, Lattanzio calcia di sinistro con palla che a porta completamente spalancata incoccia sulla tibia dell'avanzato difensore Andrea Petta, e termina la sua lentissima corsa a si e no un paio di centimetri dal palo della porta sotto la Curva Nord.
Il gol mancato da Petta, per molti tifosi del Barletta, rappresenta a tutt'oggi il punto chiave di quella stagione: a nostro modesto avviso non l'unico.
Certo, da quel momento la Cavese torna a marciare a regime, mentre la domenica successiva, dopo lo scialbo zero a zero in casa del Francavilla in Sinni, il Barletta non solo scivola a -4 dai campani, ma subisce anche il sorpasso in classifica del Nardò.
Classifica che nei primi tre posti resta invariata anche nel weekend successivo, quando in casa Barletta, nell'anticipo serale di sabato 4 febbraio, si assiste da un lato a un'altra grande e spettacolare impresa da Puttilli, e da un altro lato, purtroppo, al secondo tornante negativo della stagione.
Al Puttilli è di scena il Bitonto, squadra che viaggia a metà classifica, e che il Barletta mette sotto sin dai primissimi minuti trovando il gol con l'ex Riccardo Lattanzio, poi subisce l'improvviso pari bitontino Cardore sugli sviluppi di un corner, e colpisce due traverse clamorose con Vicedomini e Russo.
Poi però la frittata più grossa della stagione la combina Matteo Di Piazza facendosi espellere (in compagnia del bitontino Figliolia) per uno stupido fallo di reazione: gesto che costerà all'attaccante del Barletta cinque giornate di squalifica, e che tra l'altro ne ricorda uno simile, accaduto piuttosto recentemente…
Dopo il fattaccio il Barletta continua ad attaccare e colpisce un'altra traversa, ancora con Sante Russo.
Poi, nella ripresa, tutto sembra complicarsi ulteriormente quando Vicedomini viene espulso per fallo da ultimo uomo, che quelli del Bitonto giurano essere avvenuto all'interno dell'area di rigore.
Barletta fortunato in questa occasione, anche perché il successivo missile mancino di Chiaradia sul seguente calcio piazzato dal limite sbatte violentemente sul palo alla destra del pietrificato Piersanti.
Barletta fortunato, ma pur sempre con un uomo in meno, come in quel Barletta-Bitonto finale playoff del girone H di Serie D 2008: quello dell'espulsione dell'allora under Pollidori, a causa del suo celebre "colpo di taekwondo" sul povero Potenza.
Ma dato che nel calcio qualche volta i cerchi si chiudono, ecco che Barletta-Bitonto 2023, coi biancorossi ridotti in dieci, viene decisa proprio da Max Pollidori, e non con un gol qualunque, ma con una spettacolare rovesciata che mette a serissimo rischio le strutture portanti dell'appena riaperto Puttilli.
Lo splendido, ma a conti fatti ininfluente sabato sera biancorosso d'inizio febbraio 2023, rappresenta però uno degli ultimi picchi per il Barletta di Francesco Farina, perchè dopo il pari della domenica successiva in casa del Martina (1-1), il rapporto tra il tecnico casertano e la società biancorossa, tra divieto ai tesserati da parte della società di rilasciare dichiarazioni, e un quantomeno insolito post di scuse ai tifosi per la prestazione di Martina Franca, inizia seriamente ad incrinarsi.
Nel turno successivo il Barletta ha la meglio al Puttilli sul Gravina grazie alle reti di Lattanzio e Loiodice, con i biancorossi e il Nardò che approfittano del pari della Cavese a Fasano per accorciare a -2 e a -1 rispetto alla capolista.
Nell'ultimo turno di febbraio poi, in casa biancorossa sembra tornare il sereno, quando grazie a un gran gol di Vicedomini il Barletta espugna lo storicamente quasi sempre avverso campo della Nocerina, sopravanzando in classifica il Nardò sconfitto a Francavilla in Sinni.
Nelle seguenti due partite per il Barletta arrivano poi due pareggi contro Casarano al Puttilli (3-3), e poi in casa dell'Afragolese: due pareggi diversissimi tra loro, ma che purtroppo allontanano ulteriormente il Barletta dalla vetta della classifica, che ora dista sei punti, con in più un Brindisi in forte ascesa, che nel frattempo ha raggiunto i biancorossi in terza posizione a quota 50, a -2 dal Nardò, e a -6 dalla Cavese prima in classifica.
Due pareggi che precedono proprio il big match del Puttilli con il Brindisi, e che oltretutto contribuiscono ad acuire il forte nervosismo in casa biancorossa, con Farina espulso per proteste durante lo spettacolare 3-3 con il Casarano, gara dove arbitro e assistenti prima non vedono un gol del Barletta dentro di una trentina di centimetri, e poi un evidente gomitata da espulsione di Claudio Cristallo sul giovane difensore dei salentini Tibaldi, costretto quest'ultimo a un breve ricovero in ospedale per accertamenti: vicenda che nelle gare successive condizionerà di parecchio il rendimento dell'esterno barlettano ex Monopoli.
Lo zero a zero di Mugnano di Napoli contro l'Afragolese passa poi alla storia per un'altra colossale svista arbitrale ai danni del Barletta, quando a dieci minuti dalla fine Riccardo Lattanzio appoggia di petto in rete una sponda di Michele Scaringella, con l'assistente di linea che corre verso il centrocampo, a differenza però del signor Franzo di Siracusa, che pur essendo posizionato molto dietro Riccardo Lattanzio, vede in esclusiva mondiale (in pratica lo ha visto solo lui…) un fallo di mano dell'attaccante biancorosso e annulla la rete facendo letteralmente inferocire calciatori, staff tecnico e dirigenza del Barletta.
È quindi un Barletta decisamente scarico di nervi, provato, e per di più ancora privo dello squalificato mister Farina, quello che il 15 marzo 2023 vede il Brindisi espugnare il Puttilli con un netto 1-4: impresa che ai biancazzurri messapici non riusciva dal 23 marzo 1980.
Il sogno di riconquistare la C svanisce quindi sotto i colpi inesorabili di Santoro, D'Anna, Diouf e Ceesay, con il Barletta che ora è raggiunto al quarto posto dal Casarano, quarto posto che i biancorossi blindano con le due successive vittorie a Lavello (2-1) e in casa con la Team Altamura (1-0), mentre il Brindisi, grazie anche a una sorta di suicidio sportivo della Cavese, riuscirà in una incredibile rimonta che lo porterà a riabbracciare il calcio professionistico a 19 anni esatti dall'ultima volta.
Quarto posto che, dopo due non certo esaltanti pareggi contro la già retrocessa Puteolana al Puttilli (0-0) e in casa del Matera (1-1) diventa definitivo al termine dell'ultima esaltante pagina del Barletta "fariniano": quella della grande rimonta sul Nardò da 0-2 a 3-2; quella dei due spettacolari gol in rovesciata di Riccardo Lattanzio e del rigore del definitivo 3-2 trasformato da Nicola Loiodice al 97'.
Barletta-Nardò 3-2 è però purtroppo anche quella di un Di Piazza (non più schierato titolare dal rientro della squalifica) letteralmente inviperito a fine gara, a differenza dei compagni, che invece festeggiavano la vittoria.
Barletta-Nardò 3-2 è anche quella dei primi cori "liberate il Barletta Calcio" provenienti dagli spalti.
Barletta-Nardò 3-2, infine, è anche quella di mister Francesco Farina che nella conferenza stampa di fine gara dichiara senza mezzi termini: "resto a Barletta soltanto con una squadra per vincere, e che può giocarsela ad armi pari con le altre, perchè quest'anno non ce la siamo giocata ad armi pari…".
C'è un vecchio detto che afferma che tre indizi costituiscono una prova. Ebbene i tre indizi ci sono, e sono la prova chiara ed evidente che il giocattolo Barletta ormai è rotto.
Ci sarebbe per la verità un playoff da giocare in quel di Nardò, ma questa è già un'altra storia: l'inizio della controversa e devastante storia del Barletta 2023/24.
Questa è stata in sostanza la stagione 2022/23 del Barletta: la stagione del tanto agognato ritorno al Puttilli, ma anche di un sogno, quello del doppio salto dall'Eccellenza alla Serie C, durato sei mesi, e poi crollato sotto i colpi dei messapici di Ciro Danucci, ma probabilmente anche a causa di crepe interne, in seno a società e staff tecnico, che erano parse già evidenti da qualche settimana.
Crepe di una drammatica frattura tra società, allenatore, ambiente e comunicazione, che avrebbero poi portato qualche tempo dopo alle conseguenze sportivamente nefaste che tutti conosciamo.
Ma procediamo con ordine, e raccontiamo la stagione 2022/23, quella del tanto anelato ritorno in Serie D, a partire dall'estate che dopo sette anni ha riportato il Barletta nella sua casa.
A neanche due settimane dall'apoteosi di Rieti, la Barletta calcistica torna a fare i conti con la realtà di una squadra ancora senza stadio, con la società che a questo punto minaccia un passo indietro in un famoso incontro pubblico che vede la partecipazione anche dei candidati alla carica di sindaco in vista delle amministrative del giugno 2022.
Un incontro pubblico che passerà alle cronache, non tanto per le sacrosante rivendicazioni della società dopo sette lunghissimi anni, quanto per la vera e propria "requisitoria" di mister Francesco Farina rivolta alla classe politica barlettana nella sua interezza, a proposito dell'annosa e ormai stucchevole questione stadio.
Questa volta però l'Odissea Puttilli è per davvero giunta al termine, dopo sette lunghi anni trascorsi tra polemiche, lungaggini burocratiche, lavori completamente sbagliati, servizi di "Striscia la Notizia", discutibili inaugurazioni della pista d'atletica senza spalti agibili, il tutto ovviamente nel nome di Pietro Mennea (se solo avesse potuto vederli e sentirli…).
E poi, a complicare ulteriormente le cose è giunto infine il Covid, forse l'unica ragione pienamente comprensibile di un calvario durato dal 3 maggio 2015 a sabato 10 settembre 2022, giorno del Mennea Day di atletica leggera, oltre che vigilia di Barletta-Molfetta, incontro valido per la seconda giornata del girone H di Serie D, partita che coincide con il tanto agognato ritorno dei biancorossi nella loro casa.
Iniziare una nuova stagione in uno stadio nuovo di zecca, che sia Champions League o Serie D, oltre ad essere vitale dal punto di vista economico, spesso rappresenta dal punto di vista motivazionale un qualcosa di formidabile a tal punto da portare a rendere una determinata squadra ben oltre le proprie effettive potenzialità.
Del resto gli esempi (anche in Italia) non mancano: si pensi alla Juventus allo Stadium, l'Atalanta, o il Sassuolo, oppure il Manchester City passato dall'illustre anonimato "Maine Road" ai trionfi di "Etihad", il Porto passato dal "Das Antas" al "Do Dragao", o il Bayern Monaco tornato superpotenza calcistica dopo il passaggio dal vecchio e bellissimo Olympiastadion alla "München Arena".
Certo, non stiamo parlando di un'equazione matematica del tipo "stadio nuovo uguale certezza di vittorie", basti guardare vere e proprie cattedrali nel deserto come ad esempio a Trieste, Novara, Messina, e in molte stagioni persino Bari.
Ma nel caso del Barletta, la lunga attesa per il Puttilli mista all'entusiasmo per il Triplete d'Eccellenza rappresenta in tutto e per tutto il dodicesimo uomo in campo.
Non è una gran partita Barletta-Molfetta dell'11 settembre 2022, ma lo spettacolo in campo passa infatti decisamente in secondo piano dinanzi a quello di una tifoseria tornata a nella sua casa dopo anni e anni di tifo errante tra il palesemente inadatto Manzi-Chiapulin, e il più ospitale "San Sabino" di Canosa.
Per la cronaca, il Barletta la vince 1-0 grazie a un rigore del figliol prodigo Nicola Loiodice a dieci minuti dalla fine, tornando a vincere una partita di Serie D a oltre quattordici anni di distanza da quel Barletta-Bitonto finale playoff del girone H deciso da una zampata di Ruggiero Rizzi.
Prima di Barletta-Molfetta 1-0, la squadra di Farina aveva esordito in stagione perdendo ai rigori a Portici nel primo turno di Coppa Italia, nonostante una gara letteralmente dominata, e bagnando con una sconfitta in casa del Gladiator (2-0) il ritorno ufficiale in Serie D.
La vittoria sul Molfetta sarà poi la prima di una serie di quattro vittorie consecutive, tutte per 1-0, ottenute anche contro Cavese in trasferta, Francavilla in Sinni al Puttilli e infine Bitonto sul neutro di Bisceglie, per un filotto che alla quinta giornata porta il Barletta in vetta alla classifica a braccetto con la Cavese, squadra data tra le massime favorite al salto di categoria insieme a Brindisi e Casarano.
La domenica successiva però il Barletta cade inaspettatamente al Puttilli proprio contro quel Martina battuto l'anno prima sia nella finale regionale di Coppa Italia, che nello spareggio promozione di Taranto.
A decidere la partita è una gran punizione del vecchio ma ancora validissimo Cristiano Ancora sul finire del primo tempo, e poi a tempo pressoché scaduto il raddoppio di Pinto, su pasticciaccio della difesa barlettana in fase di impostazione, non prima però di un clamoroso rigore negato ai biancorossi, nell'ambito di una direzione di gara abbastanza discutibile. E non sarà purtroppo la prima…
"Pensiamo alle c….te che facciamo noi". Questa è stata l'eloquente risposta di capitan Massimo Pollidori ad un compagno che ancora recriminava sull'arbitraggio al termine di Barletta-Martina 0-2.
Ma già la domenica successiva in occasione dello zero a zero di Gravina, il Barletta è costretto a recriminare per altri due episodi abbastanza sospetti in area gravinese, oltre che per un palo su punizione di Loiodice a portiere ampiamente battuto.
Certo, gli episodi arbitrali tra Martina e Gravina hanno avuto indubbiamente un peso importante, però è anche vero che se c'è una zona del campo dove il Barletta sta patendo il salto di categoria, questa è proprio l'attacco, che alla nona giornata ha messo a segno soltanto sei gol, di cui uno su rigore e uno su autorete, con una manovra che anche se bella da vedere, sembra un po' troppo incentrata sulle giocate di Nicola Loiodice, con l'unica ma pesantissima rete fino a quel momento di Riccardo Lattanzio messa a segno nella vittoriosa trasferta di Cava dè Tirreni.
Chi sembra non risentire del salto di categoria è senza dubbio Sante Russo, autore del gol del pareggio nel match interno con la Nocerina e di quella del momentaneo vantaggio nella trasferta di Casarano, mentre purtroppo ben diversa è la stagione di Pignataro, passato da eroe biancorosso nel triplete d'Eccellenza a praticamente corpo estraneo in Serie D.
Dopo il ko con il Martina e tre pareggi di fila con Gravina, Nocerina e Casarano, il Barletta torna alla vittoria nel match del Puttilli con l'Afragolese grazie ai gol del difensore Andrea Petta, e al quarto centro stagionale di Nicola Loiodice, per una vittoria che costituisce una grande dose di autostima in vista del sentitissimo derby del Fanuzzi di Brindisi.
I brindisini sono con Cavese e Casarano i principali favoriti al salto di categoria, e lo dimostrano sin da subito trovando la rete del vantaggio grazie a Gian Marco Mancarella.
Poi però, nonostante un terreno di gioco che definire non all'altezza sarebbe stato esercizio di puro eufemismo, il Barletta non solo reagisce, ma la ribalta già nel primo tempo grazie alle firme dei suoi giocatori più di classe Carlo Vicedomini e Nicola Loiodice, e con una non certo ininfluente responsabilità da parte del giovane portiere del Brindisi Vismara.
Nel secondo tempo la squadra di Farina resiste alla grande ai tentativi di rimonta dei padroni di casa, e a fine gara festeggia una vittoria che tanto ricorda quella dell'autunno 2007 arrivata grazie al gol forse più importante della carriera di Savino Daleno.
Il successo di Brindisi scatena un grande entusiasmo nella tifoseria barlettana, che a questo punto inizia seriamente a sognare il doppio salto dall'Eccellenza alla Serie C, anche in ragione del fatto che la domenica successiva, battendo per 3-2 il Lavello di Karel Zeman al termine di una partita bellissima, il Barletta aggancia in vetta alla classifica la Cavese, bloccata in casa a sorpresa dal Gravina sullo zero a zero.
Ma la Cavese è fortissima, mentre il Barletta sta evidentemente over performando, spinto com'è dal traboccante e trascinante tifo del Puttilli.
Ne consegue che, mentre nelle quattro successive giornate i biancazzurri metelliani operano un filotto di vittorie, il Barletta viene fermato sullo zero a zero sul campo della coriacea Team Altamura di Ciro Ginestra, prevale solo in pieno recupero in casa della Puteolana ultima in classifica grazie a una imperiosa zuccata di Riccardo Lattanzio, pareggia 2-2 al Puttilli con il Matera, con i lucani che forse avrebbero meritato qualcosa in più, e poi cade di misura in casa del forte Nardò di mister Nicola Ragno.
Nel frattempo il presidente Mario Dimiccoli prova a rinforzare la squadra portando a Barletta il forte esterno difensivo barlettano Claudio Cristallo, e l'attaccante Matteo Di Piazza, archiviando così i rumors su un possibile approdo in biancorosso di Chicco Patierno, attaccante allora alla Virtus Francavilla, in Serie C, parecchio gradito da mister Farina.
L'arrivo di Matteo Di Piazza, almeno nelle prime uscite, si rivela tuttavia impattante e decisivo, dal momento che il possente attaccante siciliano costringe dapprima il Fasano all'inferiorità numerica, con Loiodice e Sante Russo che ribaltano il vantaggio fasanese firmato dal solito Corvino, e poi firma in prima persona la rete con la quale il Barletta restituisce al Gladiator lo 0-2 dell'andata: il tutto mentre la Cavese sta vivendo un momento di decisa flessione, alla luce della sconfitta di Nocera e del sofferto pari di Altamura.
Il distacco del Barletta dalla testa della classifica è ora di soli due punti, con l'ipotesi aggancio ormai pienamente concreta, ma come abbiamo accennato nella terza parte del nostro racconto, se al Barletta post Perpignano qualcosa può andare storto, state tranquilli che sarà così…
Nella seconda giornata di ritorno prosegue il momento di appannamento della Cavese, costretta al pari interno dalla non certo irresistibile Afragolese del dimissionario diesse Gigi Pavarese (!), ma il problema purtroppo è che il Barletta incappa al Paolo Poli di Molfetta nella terza direzione arbitrale piuttosto discutibile della sua stagione, con il giovane centrocampista biancorosso Maccioni espulso a causa di una indecente sceneggiata del difensore molfettese Lobjanidze.
Come se non bastasse Vivacqua del Molfetta trova poco dopo il gol della domenica con una gran staffilata da calcio piazzato sulla quale nulla può Mattia Piersanti.
Poco dopo però è Max Pollidori a riequilibrare le sorti dell'incontro, e a firmare la rete del 1-1, ma l'inferiorità numerica pesa, e nel finale di gara è addirittura il Molfetta a sfiorare il successo, con un palo a Piersanti battuto, e un altro paio di occasioni fallite per poco.
L'operazione sorpasso sulla Cavese è quindi rinviata allo scontro diretto di domenica 22 gennaio 2023, con un Barletta che nonostante il mezzo passo falso di Molfetta sembra stare meglio dei rivali: impressione subito confermata dal vantaggio biancorosso firmato da un Matteo Di Piazza quanto mai in versione "Dembelè a Monaco".
Il feroce pressing dell'attaccante siciliano costringe il portiere della Cavese Colombo a liberarsi frettolosamente della palla, con risultato di farsi ribattere in rete in tentativo di rinvio, e di portare il Barletta in vantaggio e soprattutto al sorpasso in classifica.
Poi però, davanti agli occhi dell'illustrissimo doppio ex Peppino Pavone (oltre che di Danilo Pileggi ed Evaristo Beccalossi), la Cavese inizia pian piano a prendere il possesso del gioco grazie all'efficace palleggio dei vari Bubas, Banegas e Bacio Terracino, e sugli sviluppi di un corner trova nella ripresa il pareggio con una staffilata di Cuomo che batte un Piersanti nell'occasione non proprio esente da colpe.
Poi, al 94', quando il match si incanala sui binari di un pareggio francamente giusto, ecco purtroppo materializzarsi la leggenda dello stinco più sfortunato degli ultimi anni di storia del Barletta Calcio, quando sugli sviluppi di una mischia nell'area della Cavese, Lattanzio calcia di sinistro con palla che a porta completamente spalancata incoccia sulla tibia dell'avanzato difensore Andrea Petta, e termina la sua lentissima corsa a si e no un paio di centimetri dal palo della porta sotto la Curva Nord.
Il gol mancato da Petta, per molti tifosi del Barletta, rappresenta a tutt'oggi il punto chiave di quella stagione: a nostro modesto avviso non l'unico.
Certo, da quel momento la Cavese torna a marciare a regime, mentre la domenica successiva, dopo lo scialbo zero a zero in casa del Francavilla in Sinni, il Barletta non solo scivola a -4 dai campani, ma subisce anche il sorpasso in classifica del Nardò.
Classifica che nei primi tre posti resta invariata anche nel weekend successivo, quando in casa Barletta, nell'anticipo serale di sabato 4 febbraio, si assiste da un lato a un'altra grande e spettacolare impresa da Puttilli, e da un altro lato, purtroppo, al secondo tornante negativo della stagione.
Al Puttilli è di scena il Bitonto, squadra che viaggia a metà classifica, e che il Barletta mette sotto sin dai primissimi minuti trovando il gol con l'ex Riccardo Lattanzio, poi subisce l'improvviso pari bitontino Cardore sugli sviluppi di un corner, e colpisce due traverse clamorose con Vicedomini e Russo.
Poi però la frittata più grossa della stagione la combina Matteo Di Piazza facendosi espellere (in compagnia del bitontino Figliolia) per uno stupido fallo di reazione: gesto che costerà all'attaccante del Barletta cinque giornate di squalifica, e che tra l'altro ne ricorda uno simile, accaduto piuttosto recentemente…
Dopo il fattaccio il Barletta continua ad attaccare e colpisce un'altra traversa, ancora con Sante Russo.
Poi, nella ripresa, tutto sembra complicarsi ulteriormente quando Vicedomini viene espulso per fallo da ultimo uomo, che quelli del Bitonto giurano essere avvenuto all'interno dell'area di rigore.
Barletta fortunato in questa occasione, anche perché il successivo missile mancino di Chiaradia sul seguente calcio piazzato dal limite sbatte violentemente sul palo alla destra del pietrificato Piersanti.
Barletta fortunato, ma pur sempre con un uomo in meno, come in quel Barletta-Bitonto finale playoff del girone H di Serie D 2008: quello dell'espulsione dell'allora under Pollidori, a causa del suo celebre "colpo di taekwondo" sul povero Potenza.
Ma dato che nel calcio qualche volta i cerchi si chiudono, ecco che Barletta-Bitonto 2023, coi biancorossi ridotti in dieci, viene decisa proprio da Max Pollidori, e non con un gol qualunque, ma con una spettacolare rovesciata che mette a serissimo rischio le strutture portanti dell'appena riaperto Puttilli.
Lo splendido, ma a conti fatti ininfluente sabato sera biancorosso d'inizio febbraio 2023, rappresenta però uno degli ultimi picchi per il Barletta di Francesco Farina, perchè dopo il pari della domenica successiva in casa del Martina (1-1), il rapporto tra il tecnico casertano e la società biancorossa, tra divieto ai tesserati da parte della società di rilasciare dichiarazioni, e un quantomeno insolito post di scuse ai tifosi per la prestazione di Martina Franca, inizia seriamente ad incrinarsi.
Nel turno successivo il Barletta ha la meglio al Puttilli sul Gravina grazie alle reti di Lattanzio e Loiodice, con i biancorossi e il Nardò che approfittano del pari della Cavese a Fasano per accorciare a -2 e a -1 rispetto alla capolista.
Nell'ultimo turno di febbraio poi, in casa biancorossa sembra tornare il sereno, quando grazie a un gran gol di Vicedomini il Barletta espugna lo storicamente quasi sempre avverso campo della Nocerina, sopravanzando in classifica il Nardò sconfitto a Francavilla in Sinni.
Nelle seguenti due partite per il Barletta arrivano poi due pareggi contro Casarano al Puttilli (3-3), e poi in casa dell'Afragolese: due pareggi diversissimi tra loro, ma che purtroppo allontanano ulteriormente il Barletta dalla vetta della classifica, che ora dista sei punti, con in più un Brindisi in forte ascesa, che nel frattempo ha raggiunto i biancorossi in terza posizione a quota 50, a -2 dal Nardò, e a -6 dalla Cavese prima in classifica.
Due pareggi che precedono proprio il big match del Puttilli con il Brindisi, e che oltretutto contribuiscono ad acuire il forte nervosismo in casa biancorossa, con Farina espulso per proteste durante lo spettacolare 3-3 con il Casarano, gara dove arbitro e assistenti prima non vedono un gol del Barletta dentro di una trentina di centimetri, e poi un evidente gomitata da espulsione di Claudio Cristallo sul giovane difensore dei salentini Tibaldi, costretto quest'ultimo a un breve ricovero in ospedale per accertamenti: vicenda che nelle gare successive condizionerà di parecchio il rendimento dell'esterno barlettano ex Monopoli.
Lo zero a zero di Mugnano di Napoli contro l'Afragolese passa poi alla storia per un'altra colossale svista arbitrale ai danni del Barletta, quando a dieci minuti dalla fine Riccardo Lattanzio appoggia di petto in rete una sponda di Michele Scaringella, con l'assistente di linea che corre verso il centrocampo, a differenza però del signor Franzo di Siracusa, che pur essendo posizionato molto dietro Riccardo Lattanzio, vede in esclusiva mondiale (in pratica lo ha visto solo lui…) un fallo di mano dell'attaccante biancorosso e annulla la rete facendo letteralmente inferocire calciatori, staff tecnico e dirigenza del Barletta.
È quindi un Barletta decisamente scarico di nervi, provato, e per di più ancora privo dello squalificato mister Farina, quello che il 15 marzo 2023 vede il Brindisi espugnare il Puttilli con un netto 1-4: impresa che ai biancazzurri messapici non riusciva dal 23 marzo 1980.
Il sogno di riconquistare la C svanisce quindi sotto i colpi inesorabili di Santoro, D'Anna, Diouf e Ceesay, con il Barletta che ora è raggiunto al quarto posto dal Casarano, quarto posto che i biancorossi blindano con le due successive vittorie a Lavello (2-1) e in casa con la Team Altamura (1-0), mentre il Brindisi, grazie anche a una sorta di suicidio sportivo della Cavese, riuscirà in una incredibile rimonta che lo porterà a riabbracciare il calcio professionistico a 19 anni esatti dall'ultima volta.
Quarto posto che, dopo due non certo esaltanti pareggi contro la già retrocessa Puteolana al Puttilli (0-0) e in casa del Matera (1-1) diventa definitivo al termine dell'ultima esaltante pagina del Barletta "fariniano": quella della grande rimonta sul Nardò da 0-2 a 3-2; quella dei due spettacolari gol in rovesciata di Riccardo Lattanzio e del rigore del definitivo 3-2 trasformato da Nicola Loiodice al 97'.
Barletta-Nardò 3-2 è però purtroppo anche quella di un Di Piazza (non più schierato titolare dal rientro della squalifica) letteralmente inviperito a fine gara, a differenza dei compagni, che invece festeggiavano la vittoria.
Barletta-Nardò 3-2 è anche quella dei primi cori "liberate il Barletta Calcio" provenienti dagli spalti.
Barletta-Nardò 3-2, infine, è anche quella di mister Francesco Farina che nella conferenza stampa di fine gara dichiara senza mezzi termini: "resto a Barletta soltanto con una squadra per vincere, e che può giocarsela ad armi pari con le altre, perchè quest'anno non ce la siamo giocata ad armi pari…".
C'è un vecchio detto che afferma che tre indizi costituiscono una prova. Ebbene i tre indizi ci sono, e sono la prova chiara ed evidente che il giocattolo Barletta ormai è rotto.
Ci sarebbe per la verità un playoff da giocare in quel di Nardò, ma questa è già un'altra storia: l'inizio della controversa e devastante storia del Barletta 2023/24.
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