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Barletta, il punto dopo la sconfitta con il Frosinone

Partita condizionata dall'arbitro ma per i biancorossi un secondo tempo troppo remissivo

E' impossibile nascondere l'amarezza dopo la beffa rimediata Lunedì sera al "Matusa" di Frosinone, anche per il tifoso più spudoratamente ottimista. Il Barletta esce (immeritatamente) sconfitto da una contesa che avrebbe meritato quantomeno di pareggiare, dopo 75' giocati ad ottimi livelli, come eravamo stati abituati a vedere già in altre trasferte.

Pairetto pareggia
Così come è difficile celare l'amarezza, altrettanto lo è contenere la rabbia dopo la pessima direzione di gara del casalingo signor Pairetto. Raramente ci si è sbilanciati su queste righe ma dopo una il rigore fischiato a favore di un Frosinone che fino a quel momento si era dimostrato minaccioso quanto un gattino risulterebbe impresa ardua anche per i più imparziali mantenere una posizione equidistante tra le parti. E quanto sia stato deleterio quel penalty lo dimostrano anche le azioni pericolose dei gialloblu, fino a quel momento padroni del possesso palla ma mai pericolosi nell'area biancorossa. Se a pensar male è peccato ma ci si azzecca quasi sempre, non vorremmo a questo punto immaginare che la direzione casalinga del figlio d'arte Pairetto sia stata indirettamente "forzata" dalle recenti lamentele dei ciociari, che proprio in chiusura di girone di andata avevano lamentato un eccesso di torti arbitrali. Forse meglio sorvolare.

Gestione rivedibile
Ma se l'arbitraggio non è risultato d'aiuto per portare a casa una vittoria esterna che manca ormai da ben 3 mesi, altrettanto lo si può dire per la gestione tattica che Cari ha fatto della squadra nel corso del match. Vedere nuovamente una linea difensiva così statica e senza terzini di ruolo ha questa volta giocato a sfavore nella economia complessiva di un match che ha visto il Barletta difendere si bene, ma arretrare progressivamente, abbassando fin troppo il baricentro nel determinante finale di gara. Su Pisani poi le riserve sembrano oramai sciolte e vedono confermare la dimensione di un giocatore di cui si ricorda solo la buona prestazione da centrale contro la Triestina. Le restanti prestazioni da fluidificante destro testimoniano invece di un giocatore che va in gran sofferenza contro esterni rapidi, come lo è stato per Comini (nel derby con l'Andria) o Aurelio (nel match di ieri). Stona anche la gestione complessiva dei cambi, ancora una volta giunti forse con eccessivo ritardo in una partita in cui risultava necessario alleggerire la difesa dalla pressione dell'avversario, inserendo magari gente di minor movimento ma che sapesse tener meglio palla, favorendo le sponde per il centrocampo.

Calendario, Prato e derby per risalire
Intanto all'orizzonte si profilano due impegni fondamentali per rimanere agganciati al treno play-off, che rimane ancora ampiamente alla portata. Prato prima e Andria poi rappresentano due impegni contro compagini dall'organico con minor tasso tecnico ma comunque affamate di punti per risalire la china della classifica. Vincere con entrambe significherebbe confermare le proprie ambizioni e dimostrare, prima di tutto a se stessi, che il 2-1 del Matusa sia stato solo un incidente di percorso. Magari anche con l'aiuto di qualche nuovo (imminente?) innesto dal calciomercato.


Marco Bruno
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