Stadio
Stadio "Puttilli"
Calcio

A breve un'altra puntata della telenovela "Puttilli"

Entro il weekend la consegna dei progetti del Coni

Mentre sta nascendo una squadra di calcio proiettata verso orizzonti ambiziosi e nomi altisonanti si aggiungono giorno dopo giorno all'elenco dei papabili rinforzi, a Barletta il calcio si trova ancora ad affrontare la sfida più importante, quella con la burocrazia. E' infatti da tempo esplosa nell'estate barlettana la bomba "stadio-Puttilli", la querelle che attanaglia la Città della Disfida, in primis la squadra di calcio guidata da patron Roberto Tatò, la quale chiede da anni al Comune di intervenire nell'adeguamento dell'impianto sportivo comunale e nell'assegnazione del "Puttilli" all'esclusivo uso del Barletta Calcio, destinando ad altri impianti da erigere ex novo le società di atletica leggera della città.

La vicenda "Cosimo Puttilli" è stata spesso al centro delle discussioni intercorse tra la S.S. Barletta Calcio e il Comune, suscitando ripetute minacce di addio da parte della dirigenza sportiva, che ha già destinato diverse migliaia di euro all'effettuazione di lavori di adeguamento parziale di spalti e luci per migliorare l'agibilità dell'impianto. Tante le ipotesi prese in considerazione: demolizione e ricostruzione progressiva dei settori, restyling dell'attuale struttura, fino ad arrivare alla soluzione degli spalti modulari sulla pista di atletica. Nel frattempo oggi vediamo e viviamo uno stadio "ad handicap", con capienza limitata al di sotto dei 4000 posti a sedere per garantire gli standard di sicurezza, con una tribuna ai limiti della decenza e una sfilza di vetrate a rovinare la visuale degli spettatori. Il presidente ha manifestato più volte la volontà di risolvere l'annosa questione attraversi l'installazione di settori modulari sulla pista d'atletica ma deve inevitabilmente confrontarsi con le esigenze opposte provenienti dagli atleti che su quella pista si allenano per tutto l'anno. La questione si pone in maniera pesante nei confronti di una amministrazione che in cinque anni di appelli da parte della società ha abbozzato promesse e risolto- ahinoi- ben poco.

Diverse le recenti puntate della telenovela-stadio dal termine della stagione 2010/2011: in primis le proteste allestite dai gruppi della tifoseria, attraverso l'affissione di manifesti per la città o con la manifestazione in piazza dello scorso 30 giugno, o l'incontro a porte chiuse dello scorso 13 giugno tra i rappresentanti del Comune e i dirigenti del Barletta Calcio, tenutosi presso la Sala Giunta del Comune di Barletta, dove ai nostri microfoni il presidente Tatò aveva parlato di «piccoli progressi e del prossimo allestimento di un tavolo tecnico». Tre giorni era seguito il sopralluogo dell'amministrazione comunale e della dirigenza biancorossa presso il "Puttilli" per decidere il da farsi. Dopo il sopralluogo, il dipartimento Engineering del Coni Servizi ha deliberato il via alla realizzazione di due o tre ipotesi di intervento con costi e tempi diversi. La data di presentazione dei progetti, fissata inizialmente intorno al 20 luglio, è slittata di qualche giorno. Nel mezzo, i reiterati interventi del numero 1 del club di via Vittorio Veneto, tesi a stigmatizzare l'immobilismo dell'amministrazione comunale.

Ora sembra finalmente terminato il "periodo morto": è programmata entro il fine settimana la consegna al Comune di Barletta del piano stilato dal Coni al fine di migliorare la visibilità delle partite interne della formazione biancorossa. Il progetto sarà consegnato anche a mezzo presentazione in 3d. La curiosità per le soluzioni alle quali il Comitato Olimpico sarà giunto dopo un mese abbondante di lavoro è tanta.

"Eppur si muove"- commenterebbe il geniale Galileo Galilei se fosse ancora in questo mondo. Sarà nella giusta direzione questa volta?
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