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Calcio

Barletta, vittoria sfumata o punto guadagnato? La ragione sta nel mezzo

Dopo il pari con il Savoia non c'è da gioire, ma nemmeno da rammaricarsi

Minuto 37' del primo tempo, Stendardo attera Cipriani, per l'arbitro Guccini è calcio di rigore con conseguente espulsione del centrale biancorosso. Dal dischetto va Scarpa, che però trova davanti a se un supebo Liverani, si resta sullo 0-0. Qualsiasi analisi di Barletta-Savoia non può che partire da qui, dall'episodio del calcio di rigore, un episodio dal peso specifico elevatissimo per consistenza e tempistica nel quale va ad inserirsi, probabilmente molto di più della palla gol sciupata da Fall nella ripresa. Questo potrebbe spingerci ad affermare che, il bicchiere in casa biancorossa è mezzo pieno dopo il pareggio di ieri sera, ma in realtà non è propriamente così, la verità è che per quanto visto e per il susseguirsi degli episodi, si poteva vincere e perdere alla stessa maniera e quindi il risultato appare sostanzialmente giusto.

Liverani chiama, Santurro risponde
Una partita equilibrata dunque, con i due numeri 1 protagonisti indiscussi, superlativi nell'alternare interventi decisivi. Liverani, straordinario nel parare un calcio di rigore in un momento delicatissimo, Santurro ottimo nel respingere la solita magia di Floriano prima del penalty ed altrettanto bravo nella ripresa con l'intervento alla disperata su Fall e la deviazione millimetrica su De Rose. In pratica, Barletta e Savoia hanno sbattuto sui rispettivi portieri, e questo denota ancor di più l'andamento di una gara spigolosa, equilibrata e giocata da entrambe le squadre sul filo di lana.

Difesa ermetica, cuore e ripartenze
Volendo entrare, analizzando il match, più strettamente in casa biancorossa, e volendo partire dalle note positive, sono tre le caratteristiche che emergono sopra tutte le altre: l'ermeticità della difesa, rocciosa anche in dieci uomini, il cuore di una squadra brava a non crollare dinanzi al grave episodio negativo (sforzo poi pagato negli ultmi minuti quando la stanchezza per le gare ravvicinate si è fatta sentire tutta) e la bravura nel saper soffire e ripartire in contropiede rischiando anche di far malissimo all'avversario. Anche ieri, quindi, i biancorossi hanno confermato la loro solidità che è un dato caratterizzante di questo inizio di campionato, dove, a parte il naufragio di Castellammare Radi e compagni non hanno mai subito più di tanto l'iniziativa avversaria, aiutati anche da un buon lavoro di filtro del centrocampo. Porta inviolata al "Puttilli" e quattro gare su sei senza subire reti non sono risultati che si raggiungono per caso.

No Floriano? No party
Un gol nelle ultime tre apparizioni e per giunta su calcio di rigore, cinque reti realizzate di cui tre con la firma di Roberto Floriano, sono dati che cominciano a portare qualche piccola apprensione ed a far circolare nell'ambiente biancorosso la paura di essere troppo Floriano dipendenti. Interpellato sull'argomento nell'immediato dopo partita di ieri, mister Sesia ha così risposto: «A me interessa che la squadra produca e arrivi, poi dopo il gol arriva. Per Dell'Agnello ad esempio era la prima partita da titolare, ma posso dire che ha fatto bene. I ragazzi hanno fatto la partita che dovevano, ci sono situazioni nelle quali il gol arriva quando meno te lo aspetti e altre no, ma il gol arriverà». L'allenatore torinese ha dunque posto l'accento sulle occasioni create dai biancorossi nel match di ieri, ed in effetti se Fall avesse segnato avremmo parlato di qualcosa di diverso, ma purtroppo sono proprio i gol del seneglese, ottimo nello spirito di sacrificio ma non molto cattivo sotto porta, che fino a questo momento stanno mancando. Se a questo si aggiungono il lento recupero di Dell'Agnello (comunque propositivo ieri), e i problemi fisici di Biancolino, i timori di essere troppo dipendenti dall'estro di Floriano, fino a questo momento non sembrano tanto infondati. Con Lupa Roma e Benvento l'attacco biancorosso proverà a fugare questi dubbi una volta per tutte.
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