Consiglio comunale 1 settembre 2022. <span>Foto Ida Vinella</span>
Consiglio comunale 1 settembre 2022. Foto Ida Vinella
Politica

Non si procederà all'acquisto del nuovo immobile Bar.S.A.

La decisione nell'assemblea della municipalizzata: concluso il confronto in consiglio comunale

Si è concluso dopo circa 3 ore di discussione serrata il consiglio comunale monotematico incentrato su una questione travagliata, portata avanti già durante i mesi di commissariamento e di recente tornata agli onori della cronaca durante la nuova amministrazione Cannito. Si tratta dell'acquisto di un immobile da destinare come sede della Bar.S.A., la municipalizzata cittadina incaricata della gestione dei rifiuti e dei servizi ambientali.

Attualmente la società ha sede in una palazzina in via Callano con un contratto di affitto di grava sulle casse comunali per più di 100mila l'anno. La proposta di acquisto di un immobile tramite asta si era palesata mesi fa, durante il periodo di gestione commissariale, ma ora il rialzo del prezzo per poter concludere l'acquisto ha condotto a un primo dietro-front da parte dell'amministrazione. Le titubanze da parte delle opposizioni sull'intera operazione nel frattempo sono confluite nella discussione odierna in consiglio comunale.

La decisione del commissario non revoca la delibera del consiglio del 2018

Una delle promotrici del consiglio monotematico, la capogruppo PD Rosa Cascella, ha preso la parola per illustrare la proposta di delibera e sottolineare i dubbi sull'operazione. Prima di tutto è stata ricordata una deliberazione di consiglio comunale risalente al 2018: in quell'occasione si deliberò la decisione di far convergere sede e impianti di Bar.S.A. su suolo comunale, precisamente in via Andria.

La più recente delibera straordinaria del commissario non prevede la revoca di quell'atto, che quindi resta ancora vigente. Oltre a questo aspetto, la consigliera di opposizione ha evidenziato problematiche di natura tecnica legate a quell'immobile, come la presenza di abusi edilizi non sanabili. «È stata attentamente valutata l'idoneità di quell'immobile oppure no?» insiste, chiedendo risposte da parte dell'amministrazione.

L'immobile non sarà acquistato da Bar.S.A.

La parola è passata all'amministratore unico di BarS.A. avv. Michele Cianci, invitato all'assise: ricostruendo tutte le fasi dell'operazione, ha portato a conoscenza dell'assemblea la decisione presa nella giornata di ieri in sede di assemblea ordinaria della Bar.S.A., alla presenza del sindaco Cannito, di non procedere più con l'acquisto di quell'immobile, a causa di un rialzo eccessivo del prezzo dell'asta, fatto che rende ormai anti-economico l'acquisto. «Stiamo discutendo di qualcosa che non c'è più», ha riferito Cianci ai consiglieri.
46 fotoConsiglio comunale monotematico su immobile Bar.S.A.
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«Acquisto vantaggioso o danno economico?»

La discussione comunque è proseguita nel merito. Segue negli interventi Rosalia Dipaola del PD: «L'iter tecnico e politico dell'amministrazione appare confusionario e approssimativo», ha dichiarato, sottolineando aspetti come la mancanza di una comparazione tra la costruzione ex novo di un immobile (come sarebbe avvenuto in via Andria) e la ristrutturazione di un immobile già esistente, e chiedendo chiarimenti sulla valutazione della fattibilità dell'acquisto dei terreni adiacenti, necessari ad integrare l'acquisto dell'immobile. È la questione che ha causato un accesso dibattito tra il sindaco Cannito e il consigliere Antonello Damato, che ha aggiunto una osservazione al dibattito, ovvero il rischio di disservizi a causa della distanza tra l'ipotetica nuova sede e l'ecocentro che rimarrebbe in via Callano. «Le scelte legate alla Bar.S.A. vengano prese con la massima visione futura» è stato l'appello di Adelaide Spinazzola.

«L'iter dell'acquisto non è iniziato da questa amministrazione. Quando mi sono insediato l'asta era già in corso» è stata la replica del sindaco Cosimo Cannito. Nell'intervento di Santa Scommegna non sono mancate critiche sull'accuratezza della documentazione tecnica a corredo di una operazione così delicata e sul tema del risparmio per le tasche dei cittadini, ha detto: «Nulla di nuovo. L'ha già deciso il consiglio comunale del 2018». «Abbiamo fatto un grande lavoro per questo possibile acquisto, sono amareggiato di queste contestazioni rivolte ai tecnici coinvolti nell'operazione - è stata la replica dell'amministratore Cianci - Alecci, persona di grande spessore, non si è fatto convincere solo dalle relazioni tecniche». Cianci ha infine sottolineato che, quando si è deciso in tal senso durante la gestione commissariale, vi era la necessità di operare in tempi tecnici strettissimi dovuti proprio al meccanismo dell'asta. «Politicamente ci sono delle lacune sull'operazione» ha dichiarato il consigliere Filippo Caracciolo, che ha informato l'assise che sarebbe in atto la revoca del finanziamento per il nuovo impianto previsto in via Andria.

Dopo la discussione, proposta di delibera ritirata

Il consiglio comunale si è concluso con il ritiro da parte dei firmatari della proposta di delibera in virtù delle decisioni dell'assemblea Bar.S.A., che di fatto hanno posto la parola fine a tutta questa complessa operazione.

Cosa accadrà adesso? Non è detto che l'iter legato al progetto di via Andria possa andare avanti: in base a quanto riferito nel corso del consiglio, una parte dei terreni interessati è stata ormai destinata a un'attività privata, e sembra sfumare anche la possibilità del finanziamento regionale. Sarà possibile recuperare quel denaro adesso?

L'acquisto dell'immobile, divenuto pomo della discordia tra maggioranza e opposizione, era stato definito "strategico" per Barletta in vista della costituzione della new company ARO 1/BT, dove la città potrebbe vedersi unificata nella gestione dei servizi ambientali alle città di Trani e Bisceglie. Sicuramente sulla vicenda di questo immobile oggi cala il sipario, ma l'argomento non è decisamente chiuso.
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