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Stadio "Puttilli", il tifo biancorosso durante Barletta-Lecce
Calcio

"Puttilli", dallo spettacolo del campo all'inadeguatezza degli spalti

Dal derby Barletta-Lecce vengono fuori le carenze della struttura

Bene, bravi, bis: alla soddisfazione per il pareggio ottenuto ieri dal Barletta Calcio tra le mura amiche contro il Lecce, coincidente con il settimo risultato utile di fila per Liverani e compagni e a un altro mattoncino nel netto percorso di crescita intrapreso dalla rosa, si affianca però l'amarezza per le carenze e le latenze del "Cosimo Puttilli", struttura che ormai tocca minimi storici quanto a pochezza di comfort e difficoltà in termini di visibilità.

A regime quasi completo per quanto concerne la capienza concessa dalla Lega (3200 tra paganti e accreditati sui 3998 posti "vendibili"), l'impianto sportivo cittadino, dedicato al bi-campione italiano di marcia e inaugurato nel 1970, non ha corrisposto sulle tribune all'agonismo e alle qualità messe in campo dal team allenato da mister Sesia: così, in tribuna laterale, più di qualcuno ha avuto da ridire perché chi era seduto nelle file più basse, vedendosi impedita da una bizzarra struttura della cancellata la visione del match e trovandosi "scoperto" di fronte alla pioggia al netto della dicitura "coperta" che campeggia sul ticket acquistato, aveva occupato in piedi i gradoni. Non sono mancati piccoli momenti di tensione nelle fasi iniziali del match, prima di concentrarsi tutti uniti sui colori biancorossi. Un conflitto tra visibilità e tifo, che perdura negli anni, esattamente dal 1991, come sottolineato ieri da un eloquente striscione apparso in Curva Nord.

"E io pago…". E' questo il comune e giustificato pensiero degli utenti del "Puttilli", aggregati dalla passione per il Barletta Calcio e uniti anche circa il giudizio della struttura, bocciata dai fatti e dal tempo: in caso di pioggia è praticamente impossibile non inzaccherarsi e il "salto della pozzanghera" diventa sport alternativo agli ingressi. Per tacere delle erbacce presenti nelle due curve, segno di incuria e scarsa manutenzione. Ma a che punto è lo stato dell'arte per dare il via al restyling? Al momento le modifiche richieste dal progetto di aggiudicazione definitiva-in base al DPR 207/2010 sui Lavori Pubblici-sono alla valutazione dell'Ufficio Tecnico composto dall'ingegner Gianrodolfo Dibari e dall'ingegner Tommaso Todisco, per poi procedere all'aggiudicazione definitiva e porre di conseguenza fine a un'attesa che dura da sei, lunghissimi, anni, giungendo di fatto all'avvio dei lavori a inizio marzo. Entro due settimane dall'ok, occorrerà però posare la prima pietra, per restare nei tempi e non rischiare di perdere il finanziamento regionale da 1,5 milioni di euro di cui il Comune di Barletta beneficerebbe per gli interventi riguardanti la rigenerazione urbana. Il primo settore oggetto di intervento sarà-al netto di ulteriori prescrizioni-la tribuna centrale, per la quale saranno necessari 120 giorni. A seguire curve e gradinate, oggetto di ristrutturazione e ammodernamento attraverso l'impiego di tribune prefabbricate in carpenteria metallica leggera e modulari. E intanto il tempo scorre, e anche il 2015, come i suoi egregi predecessori sul calendario, si è aperto con una promessa di cantiere, ma non pietre posate come auspicato da tempo. Anche se Barletta tutta, dalla tifoseria agli operatori dell'informazione, meriterebbe "di più".
(Twitter: @GuerraLuca88)
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