Giuseppe Perpignano, presidente del Barletta Calcio
Giuseppe Perpignano, presidente del Barletta Calcio
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Perpignano: «C'è entusiasmo ma voliamo basso, costretto a cedere D'Errico»

Il presidente del Barletta tra "no" agli svincolati e Lecce

Piedi per terra e piccoli passi: la ricetta di Giuseppe Perpignano, presidente del Barletta Calcio da due mesi e mezzo, è questa, e 24 ore dopo la fine del calciomercato il numero uno di via Vittorio Veneto ne ha ribadito le coordinate ieri sera in "Goal su Goal" su Amica 9. Inevitabile l'entusiasmo dopo l'1-0 che ha bagnato il vincente esordio in campionato: «Sono più che soddisfatto di questo primo periodo a Barletta e penso che meglio non si potesse cominciare, con tre vittorie nelle prime partite ufficiali-le parole del 49enne immobiliarista ligure-Dobbiamo tenere i piedi per terra: abbiamo vinto una partita che fa morale e siamo tutti contenti. Mancano però 37 tappe e la via per la salvezza è lunga. Ora andiamo a Lecce a giocarci la nostra partita e vogliamo continuare il nostro percorso di crescita, che è ancora in corso». Sabato i biancorossi saranno di nuovo in campo di sera, mentre contro le prossime due gare in casa saranno giocate di sabato e lunedì. Addio domenica per ora: "E' vero, diciamo che questi orari creano diverse problematiche-ammette Perpignano-Per me il calcio è la domenica alle 15: ci adeguiamo perché speriamo possa portare risultati positivi alla Lega». Bella la cornice di pubblico vista sabato al "Puttilli", ma la campagna abbonamenti «non sarà riaperta-spiega Perpignano- è stato bello vedere tanta gente allo stadio sabato: per gli abbonamenti, siamo contenti dei tagliandi staccati, anche se me ne aspettavo di più, ma c'è chi farà il biglietto di domenica in domenica. Speriamo di vedere lo stadio ancora più pieno l'altro sabato contro il Cosenza, ma prima pensiamo a far bene a Lecce».

Dopo le prime prestazioni potrà essere il Barletta la mina vagante del torneo? «E' una bella definizione, ma mi basta essere la mina vagante della salvezza. Le mine vaganti possono essere pericolose e scoppiarti in mano, ma pensiamo solo a crescere, fare gruppo, creare entusiasmo e così dar vita a un campionato degno del nostro nome». Il presidente glissa e si gode le magie di Roberto Floriano: «Erano quattro anni che inseguivo Floriano, ci farà ancora divertire. E' stato cercato in serie B, ma ce lo teniamo ben stretto». 20 arrivi, 18 partenze e un solo rimpianto, lo scarso tempo a disposizione nell'ultimo giorno della finestra estiva di calciomercato per portare a termine l'ultimo colpo dalla cintola in su e dare maggiore "pepe" alla rosa a disposizione di mister Marco Sesia. Il bilancio del calciomercato estivo del nuovo Barletta Calcio 2014/2015 va in archivio con questi dati: da Floriano a Meola, sono stati due mesi densi di annunci, arrivi e addii, fino alle partenze di Maccarone, Mantovani e D'Errico. Sul mercato il club biancorosso si è mosso perseguendo gli obiettivi in entrata e in uscita: «Non è stato facile concludere le operazioni Mantovani e Maccarone-il commento di Perpignano- ci siamo riusciti all'ultimo momento. Mantovani non è stato maltrattato e questo voglio precisarlo, sono state delle considerazioni tecniche». Inatteso l'addio di D'Errico: «Il ragazzo non si è comportato bene, noi ci puntavamo, tanto che era sceso in campo contro il Messina. Doveva essere all'allenamento lunedì e invece ce lo siamo trovati a Milano. Così siamo stati colti alla sprovvista. D'Errico all'ultimo momento ha fatto una sceneggiata e siamo stati costretti a cederlo. La squadra è a posto e faremo a meno di lui: oltre ai buoni piedi bisogna avere altre caratteristiche per essere buoni calciatori, e D'Errico non ne ha. Abbiamo provato a portare a Barletta Nicastro della Juve Stabia, è vero, ma non ci sono stati tempi e modi per far decollare la trattativa».

Nonostante le voci di corridoio, al momento in entrata non arriveranno svincolati: «Siamo contenti di quanto abbiamo fatto sul mercato e credo che la squadra non abbia urgenza di innesti: abbiamo due giocatori per ogni ruolo, è arrivato Meola che è il terzino destro che ci mancava, mentre in avanti aspettiamo Biancolino e Dell'Agnello, e Fall può giocare anche in fascia». Immancabile una chiosa sullo stadio, considerando che a ottobre potrebbe avere il via il restyling del "Puttilli", tiritera pluriennale in città: «Lo stadio ormai è un chiodo, ma non ci penso sempre. Se partiranno i lavori, bene, altrimenti andremo avanti così».
(Twitter: @GuerraLuca88)
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