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Calcio

Michele Di Paola: «Giocando come sappiamo possiamo battere il Casarano»

Il giovane presidente del Barletta 1922 suona la carica in vista del Casarano

Una gara importante, forse non decisiva ma sicuramente indicativa circa quello che sarà il finale di campionato che aspetta il Barletta 1922. Il match di domenica pomeriggio al "S. Sabino" contro il Casarano è di quelli che stuzzicano la fantasia dei tifosi biancorossi che attendono di poter sfidare l'attuale seconda forza del campionato per testare le reali ambizioni di Zingrillo e compagni. A 3 giorni dal match contro i salentini, abbiamo contattato il presidente Michele Di Paola per ascoltare le sue emozioni a ridosso di una sfida così importante e per fare un punto della situazione su quello che è il presente e su quello che potrà essere il futuro del Barletta 1922.


Presidente, ripartiamo dalla vittoria di Grottaglie. Che partita ha visto? È soddisfatto della prestazione della squadra?
«Si sono assolutamente soddisfatto della prova della squadra in una partita che è stata ostica come nelle previsioni. Il Grottaglie ha dato filo da torcere al Casarano e l'ha fatto con noi, sono convinto che sia una squadra che non merita la posizione di classifica che ha. L'importante però è che siamo riusciti però a spuntarla grazie allo splendido gol di Lacarra che finalmente si è sbloccato, grazie alle ottime prove dei giovani Diella e D'Ambrosio e grazie ad una prestazione di gruppo bella e concreta».

Ora il match con il Casarano, quante possibilità pensa abbia il Barletta di poterla spuntare?
«Domenica andremo ad affrontare una squadra solida che ha fatto un gran mercato invernale, una squadra che pensavo potesse essere in testa a questo punto del campionato. Detto questo, rispetto moltissimo il Casarano ma se giochiamo come sappiamo, giochiamo da squadra con giocatori che si sostengono l'un l'altro potremo provare a vincere andando ad aprire scenari diversi da quelli attuali. Il calcio non è una scienza esatta, ma ripeto, se giochiamo come sappiamo possiamo farcela».

Possiamo definire quello con il Casarano, un match decisivo per il futuro della stagione?
«Mancano 9 partite, è importantissimo ma non decisivo. Ci sono ancora tante gare, un mese di scontri diretti che decideranno il destino di questo campionato. Ora abbiamo la possibilità di riprendere il Casarano e dobbiamo provare a sfruttare l'occasione, poi penseremo alle prossime gare e valuteremo gli scenari che si apriranno».

Quale crede sia l'obiettivo reale di questo Barletta?
«In questo momento il nostro obiettivo è quello di giocare i play-off possibilmente attraverso il secondo posto che ci porrebbe nella posizione di giocare in casa e con due risultati a favore. Poi, si sa l'illusione è dolce per sua natura e vediamo cosa accade».

Questione stadio, quali sono le ultime evoluzioni? È realistico pensare ad un ritorno a casa per l'inizio del prossimo campionato?
«Quello che ci è stato promesso dalle autorità comunali è che nel 2016-2017 si tornerà al "Puttilli". Ad oggi i lavori stanno procedendo in fretta, l'importante è che si abbiano tribuna e curva disponibili con 4000 unità, poi si potrebbe anche giocare con un cantiere in essere come accaduto in altre città».

Si sente di dire che senza il nuovo stadio il progetto societario può considerarsi naufragato?
«Nel momento in cui non dovessimo avere il "Puttilli" a disposizione difficilmente il calcio potrà continuare ad esistere in questa città. Tengo a precisare che i possibili lavori di ampliamento del "Manzi-Chiapulin" non possono interessarci, in quanto avere una struttura da 1000 posti non permetterebbe una programmazione ambiziosa come quella che noi abbiamo in mente. Lo ripeto, solo con il "Puttilli" a disposizione si potrà continuare a fare calcio a Barletta».

Infine, tornando alla partita, domenica ci sarà la giornata pro-Barletta e si auspica di riempire il "S. Sabino". Vuole fare un appello ai tifosi?
«Il mio auspicio è che la gente possa star vicina alla squadra e ad una società che sta facendo il massimo per riportare il Barletta in categorie più consone al suo blasone. Mi auguro di riempire il "S. Sabino" per quanto possibile in occasione di un match in cui il 12mo uomo in campo potrebbe rivelarsi fondamentale».
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