Tatò e Martino commentano la salvezza
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Calcio

Il Barletta Calcio del futuro e il gioco delle tre carte

Geria non si espone, Torma nega, ma spunta un terzo "incomodo"

Quando si parla di Barletta Calcio e di programmazione per il futuro, la palpitazione in città è maggiore di quanto visto durante in campionato. Ad una sola settimana dalla storica ed fondamentale vittoria nel derby contro l'Andria che è valsa la permanenza in Prima Divisione, e a pochi giorni dal congedo "ufficiale" della dirigenza biancorossa dal gruppo di calciatori che ha riscritto la storia recente del club, senza la benché minima sosta, si ritorna a parlare di mercato, di programmazione, di futuro. A differenza degli scorsi anni, quando i contatti con Castagnini e Pavone erano già cominciati prima che la stagione finisse, oggi la situazione in casa Barletta Calcio è diversa. Il futuro è (quasi) deciso. Partiamo dai punti fermi: innanzitutto, il presidente Roberto Tatò che, nonostante le difficoltà, nonostante le mille peripezie, nonostante una questione stadio che non accenna a risolversi (ma forse buone nuove potrebbero arrivare con l'insediamento del prossimo sindaco), rimarrà ancora alla guida del sodalizio biancorosso, intenzionato a ben figurare in una stagione in cui non ci saranno retrocessioni. L'altro punto fermo è il direttore Gabriele Martino che, giunto al termine dei sei mesi di mandato, prolungherà la sua esperienza al Barletta di un'altra stagione (ormai mancano soltanto i dettagli). Detto della presenza di Martino, l'ex direttore della Reggina dovrebbe però "salire di grado", lasciando il ruolo di direttore sportivo per ricoprire la carica di direttore generale, incarico lasciato vacante in questa stagione dopo l'addio di Falcone. Ecco spiegato il motivo per cui attorno al Barletta è ricominciato il più classico dei tourbillon riguardanti i direttori sportivi. Al momento i nomi più gettonati sono 3: Giuseppe Geria, Gianluca Torma e Riccardo Di Bari. Come nel più classico gioco delle 3 carte, a Barletta i 3 nomi si intrecciano, e al momento una soluzione sembra lontana.

Partiamo da Torma, ex giocatore e direttore sportivo dell'Andria, conosciuto come abile "talent scout". Contattato dalla nostra redazione, Torma ha smentito qualsiasi contatto con la dirigenza biancorossa, e per lui dovrebbe concretizzarsi una pista che porta al Nord Italia. L'altro nome "forte" è quello di Giuseppe Geria, ex direttore sportivo del Barletta e attuale Responsabile del Settore Giovanile del Bari. Ai nostri microfoni, Geria ha commentato così il possibile interessamento del Barletta: «Non ho ancora parlato con la dirigenza. Io sono qua a Bari, devo terminare alcuni lavori, poi non lo so. In questo momento non ho idea di quel che sarà il mio futuro. Al momento non so, se la società dice qualcosa, allora vedremo. Come società, come gente, come tifosi, come tutto, a Barletta mi sono trovato più che bene, ma questo non vuol dire nulla, in merito al momento non posso dire nulla». L'alone di mistero che gravita attorno a Geria non smuove la convinzione di molti addetti ai lavori, che vedono in lui il futuro direttore sporivo biancorosso 3 stagioni dopo il brusco "divorzio" con il Barletta dell'allora neo presidente Tatò. Il nome di Geria è legato a quello di Martino, entrambi alla Reggina con la presidenza di Foti (Martino in qualità di DS, Geria in quello di coordinatore del Settore Giovanile). I due si conoscono e si stimano, e non ci sarebbero problemi in vista di una possibile "convivenza". Analizzata la posizione di Geria, ecco spuntare il "nome nuovo". Si tratta di un altro ex Andria, Riccardo Di Bari, che ha terminato nel 2011 la sua esperienza in biancoazzurro. Di recente, Di Bari è stato direttore generale del Matera Calcio in serie D, club presieduto dal patron Columella, il cui tecnico è una vecchia conoscenza del calcio biancorosso: Marcello Chiricallo.

Al momento il futuro del Barletta ruota attorno a questi tre nomi. La pista più calda è quella che porta a Geria, ma nei prossimi giorni sono attesi sviluppi importanti su questo fronte.
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