Barletta-Pisa 1-0
Barletta-Pisa 1-0
Calcio

Focus sull’avversario: passato e presente del Pisa

Una storia importante alle spalle, un mercato da “big”

Una storia importante da "nobile decaduta"
Fondata nel 1909, l'Associazione Calcio Pisa vanta un passato davvero glorioso, con 7 partecipazioni in serie A e 31 in serie B. Ed è proprio alla ricerca di un ritorno in cadetteria che riparte la nuova stagione degli uomini di mister Pagliari. La storia del club neroazzurro parla anche di uno scudetto tricolore mancato per un soffio. Correva l'anno 1921, e i rossocrociati persero la finale scudetto contro la Pro Vercelli per 2 a 1; in quell'occasione andarono in rete per la squadra piemontese Ceria e Rampini, mentre per il Pisa Sbrana. Il passato del team toscano è davvero glorioso: oltre alla finale scudetto persa con la Pro Vercelli, il Pisa ha conquistato due Mitropa Cup nel 1986 e nel 1988, oltre ad una Coppa Italia di Lega Pro vinta nel 2000. Il Pisa si può però considerare una vera e propria "nobile decaduta" del calcio italiano, visto che è passata anche dalla serie D in seguito ad un fallimento e ormai da quattro stagioni staziona in Prima Divisione. I neroazzurri ritrovano il Barletta per la terza volta, con sfide sempre all'insegna del segno X, ad eccezione dell'ultimo incontro, vinto al "Puttilli" dal Barletta con una rete di Dezi. L'ultima stagione ha visto il Pisa combattere per ottenere il ritorno in serie B. Dopo un campionato fortemente altalenante, i neroazzurri hanno concluso la "regular season" al quinto posto, accedendo così alla lotteria dei playoff. Da squadra materasso, però, il Pisa di Pagliari si è trasformata in rivelazione delle semifinali, eliminando a sorpresa il più quotato Perugia. In finale, però, ad un passo dal sogno, l'ha spuntata il Latina, capace di sfruttare il fattore-"Francioni" per salire in serie B.

Lo Stadio
Le partite casalinghe dell'Associazione Calcio Pisa vengono disputate presso l'Arena Garibaldi intitolata a Romeo Anconetani, una struttura situata nel quartiere di Porta a Lucca. La gradinata dell'Arena è stata dedicata a Gianluca Signorini, indimenticato capitano del Genoa e nativo di Pisa. "Il Capitano" ha vestito la maglia neroazzurra all'inizio e alla fine della sua carriera calcistica, entrando in seguito a far parte della dirigenza rossocrociata come direttore sportivo. L'impianto, con Anconetani alla guida del Pisa, ha ospitato anche 35.000 spettatori, ma le nuove norme per la sicurezza ne hanno limitato la capienza sino ad un massimo di 15.000 posti.

Rivoluzione sotto la Torre: il mercato
Il direttore generale neroazzurro ha operato una vera e propria rivoluzione in sede di mercato. Il Pisa è risultata infatti una delle "regine" del campionato per quel che riguarda i movimenti in entrata. In casa Pisa si è voluto puntare decisamente su un giusto mix tra giovani di belle speranze provenienti dai settori giovanili della serie A (Speranza dal Milan, Sampietro e Martella dalla Sampdoria, Provedel dal Chievo Verona, Rozzio dalla Fiorentina e Forte dall'Inter) e della serie B (Goldaniga, Bollino, Kosnic e Caputo formano una mini-colonia proveniente da Palermo), oltre ad alcuni tra i migliori protagonisti della scorsa stagione in Lega Pro. In tal senso, l'arrivo di Napoli, Arma, Cia e Giovinco arricchiscono d'esperienza una squadra che punta ad un ruolo di assoluta protagonista nel girone B. Non sarà comunque facile per Pagliari portare questa squadra al vertice: la concorrenza è tanta e altamente agguerrita. Servirà in ogni caso una partenza sprint, ma sarà fondamentale mantenere la calma nei momenti più delicati. In tal caso, servirà l'esperienza di uomini come Favasuli e Mingazzini.
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