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Calcio

Daniele Medico: «Barletta esperienza indimenticabile»

L'ex centravanti della promozione in D in un'intervista-amarcord

Monaco, Rizzi F., Rubini, Lanotte G., Rizzi Ru., Bagnara, Balducci, Di Bari Sav., Medico, Lanotte V., Musti. D'Elia, Di Vincenzo, Gusmai, Cormio, Cuocci, Abruzzese, Carelli, Landini, Ricatti, Berardino, Di Bari Seb., Capogrosso, Binetti G., Cazzella. In panchina Marcello Chiricallo. Tanti tifosi biancorossi ricordano come un mantra la formazione del Barletta Calcio 2005/2006, che conquistò la promozione in Serie D e avviò la risalita verso il calcio che conta del sodalizio di via Vittorio Veneto: un posto particolare nei cuori dei tifosi barlettani lo ha sempre Daniele Medico, centravanti di quella squadra. Ex-Centravanti classe 1975, 194 centimetri e formidabile nel gioco aereo, Medico in carriera ha realizzato circa 150 reti tra serie D ed Eccellenza con formazioni pugliesi e il Messina: Brindisi, Grottaglie, Barletta, Casarano, Fasano e Trani soltanto alcune delle tappe percorse. L'abbiamo sentito ai nostri microfoni in un esclusivo angolo-amarcord.

Daniele Medico, parliamo del presente. Cosa fai oggi?

«Oggi ho una scuola calcio a Brindisi, si chiama Nitor, alleniamo "Allievi" e "Giovanissimi". E' bellissimo allenare i ragazzi, ci vuole tanta pazienza e tanta passione, ma dà tante soddisfazioni. Loro sanno che non tutti giocheranno a calcio da grandi, magari a giocare saranno due, tre. L'importante è educarli a capire che il calcio è solo uno sport, un divertimento ».

Nella tua carriera oltre 150 gol e tantissime maglie indossate. C'è un piccolo rimpianto, un mancato momento di svolta?
«Il mio errore è stato di credere poco in cosa potevo fare nel calcio. Man mano che crescevo, mi sono reso conto che avrei potuto giocare "sul serio" a calcio, ma era troppo tardi. Ho avuto qualche possibilità da piccolo, a Brindisi e Barletta, poi nulla più. Diciamo che ho avuto poca spinta da me stesso e nessun aiuto nel giro del mondo del calcio. Ho iniziato tardi a fare l'attaccante, prima giocavo come mediano».

Qual è stato l'allenatore che ti ha cambiato posizione in campo?
«Già ero stato schierato come mezz'ala e mezzapunta e poi come attaccante a Brindisi. In realtà, dove ho consolidato la mia carriera da centravanti-boa è stato a Barletta, alle dipendenze di Angelo Columbo, nella stagione 2004/2005 in Eccellenza».

Tanti tifosi biancorossi ti ricordano nell'anno in cui hai contribuito alla conquista della D: qual è il tuo ricordo di Barletta invece?
«E' semplicemente indimenticabile: io e la mia famiglia abbiamo vissuto una pagina meravigliosa della nostra vita, siamo stati benissimo dal punto di vista umano e professionale. Ricordo una piazza caldissima e un clima splendido».

Dell'album dei ricordi barlettani, quali partite custodisci gelosamente?
«Ho dei ricordi amari e dolci: con meno piacere ricordo il ko contro il Taurisano (campionato di Eccellenza, gol di Botrugno, 8 dicembre 2005, ndr), anche se in occasione di quel ko capii che avremmo conquistato la promozione in Serie D. Fu una partita strana, forse preparata male da parte nostra complice anche l'orario di disputa, alle 18 se non erro, inoltre la palla non ne volle sapere di entrare. Con grande gioia ricordo tutte le partite della cavalcata finale di quell'annata».

Con quali dei tuoi ex compagni barlettani hai ancora contatti?
«Sono andato al matrimonio di Ruggiero Rizzi, con il quale sono molto legato. Mi sento con Vincenzo e Giuseppe Lanotte, anche tramite Facebook, ma la persona con la quale mi vedo di più è Salvatore Tramacere, essendo lui di San Pancrazio Salentino, viviamo vicini».

Segui ancora il Barletta? Negli ultimi due anni un problema cronico è rimasto il gol. Qualcuno sugli spalti magari si chiede cosa succederebbe se ci fosse ancora Daniele Medico…
«Magari (ride, ndr), sarebbe stato un sogno giocare tra i professionisti con il Barletta. Ho sentito in passato i tifosi, ho visto una piazza demoralizzata l'anno scorso, poi è arrivata una bella salvezza. Non so se ci siano dei problemi, ma spero continui ad esserci il grande entusiasmo che fa sì che Barletta meriti un palcoscenico migliore».

Facciamo un gioco: ti ricordi quanti gol hai fatto a Barletta?
«Ne ho fatti più di 30, se non ricordo male 33. Ma non ero un attaccante che si segnava i gol che faceva, pensavo solo a segnarli nel senso di realizzarli».

Un saluto per i tifosi e la piazza di Barletta.
«L'augurio che faccio è di vivere anni lucenti nel calcio che conta: io e i miei compagni abbiamo vissuto i momenti della rinascita, è stato meraviglioso essere alla base del riavvio della macchina biancorossa. Faccio un grosso in bocca al lupo alla società e a tutti i barlettani, lo meritano».
(Twitter: @GuerraLuca88)
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