Benevento-Barletta 4-2
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Calcio

Barletta, verso Catanzaro tra recuperi e incertezze societarie

Pippa e Romeo verso il rientro. Intanto in via Vittorio Veneto non si vedono acquirenti

Per valutare la situazione odierna del Barletta Calcio 2013/2014 è necessario scindere il rettangolo di gioco dalle stanze dei bottoni: su entrambi i lati la situazione è grigia, ma se sul rettangolo verde le conseguenze possono limitarsi a un'annata di oblìo stante l'assenza del pericolo-retrocessioni, in ambito societario è difficile ipotizzare il futuro. Pochi gli abboccamenti arrivati in via Vittorio Veneto dopo il "coming out" calcistico di patron Roberto Tatò, che il 21 novembre ha ufficializzato il suo addio a fine stagione. Così la preparazione verso la trasferta del "Ceravolo" di Catanzaro procede a passo lento, con la testa sul rettangolo verde e un occhio attento alle stanze societarie, dove oggi tutto è sotto l'egida del direttore generale Gabriele Martino, forte di un contratto pluriennale ma al tempo stesso rimasto "orfano" dell'altra metà (e del portafogli) del "progetto" biancorosso, appunto il presidente Tatò, in una scelta che l'ha anche sfiduciato, nonostante le smentite dei diretti interessati.

Sul campo: la difesa recupera pezzi
Dopo il rinvio della partita contro il Pontedera- recupero in programma il 18 dicembre- per il Barletta arrivano discrete notizie perlomeno dal campo: l'infermeria è quasi vuota, almeno per quanto riguarda la difesa: sia Pippa che Romeo, infatti, sono prossimi ad ottenere il lasciapassare per il rientro in gruppo, anche se la presenza del difensore salentino resta in dubbio per la gara di domenica a Catanzaro. Al "Ceravolo", però, mister Orlandi dovrà fare a meno di Picci, che deve scontare il turno di squalifica rimasto in sospeso contro gli amaranto toscani, oltre che di La Mantia- il cui rientro è previsto entro un paio di mesi- e di Allegretti: le condizioni fisiche del capitano restano un piccolo "tabù", in quanto la società non ha ancora comunicato ufficialmente i tempi di rientro. Si resta alle date stimate appena dopo l'infortunio rimediato in Coppa Italia Lega Pro contro il Lecce, risalente al 23 ottobre: si parlava all'epoca di 40 giorni per tornare in campo dopo la frattura alla clavicola, confine oggi sorpassato. Da valutare il modulo: la difesa, il reparto più falcidiato da infortuni e critiche (16 gol subiti fin qui in campionato) riprende fisionomia. Orlandi tornerà al 3-5-2 o riproporrà il 4-3-3 meditato ma non applicato contro il Pontedera? Il test di oggi pomeriggio al "Puttilli" fornirà le prime risposte.

Fuori dal campo: dead-line lontana, acquirenti pure...
30 giugno 2014: questo il termine dell'esperienza di Tatò come proprietario della S.S. Barletta Calcio. Alla dead-line teorica mancano più di sei mesi, ma i mesi, in Italia e nel calcio, si sa, valgono poco più di giorni. Allora appare corretto interrogarsi a fondo sui possibili scenari futuri in via Vittorio Veneto: detto dei defalcati rumors riguardanti la famiglia Daddato e un imprenditore edile barlettano, dello stand-by di Pasquale Di Cosola, osteggiato dalla curva nord in uno striscione durante Barletta-Viareggio, al momento guarda alla porta d'ingresso di via Vittorio Veneto il solo gruppo salentino rappresentato dall'avvocato De Matteis, intervistato in esclusiva recentemente sulle nostre colonne, portatore di un interesse ancora lontano dall'essere definito tale. Alla finestra resta anche l'amministrazione comunale. Negli scorsi giorni i contatti tra il Primo Cittadino di Barletta Pasquale Cascella, l'assessore comunale allo sport Antonio Divincenzo e il presidente biancorosso sono proceduti: l'incontro vero e proprio, riferiscono fonti vicine a Palazzo di Città, è prossimo a tenersi, vista la realizzata manovra di assestamento del bilancio. I tempi ci sono tutti, essenziale sarà agire per tempo e compatti: sul tavolo c'è il futuro del Barletta Calcio, club oggi tanto solido nei conti quanto claudicante sul rettangolo verde e in attesa di novità sostanziali fuori.
(Twitter:@GuerraLuca88)
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