Filippo Petterini
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Calcio

Barletta-Perugia giocata dal doppio ex: Filippo Petterini

Intervista al terzino sinistro, oggi al Castel Rigone

Le sue radici sono vicine all'Umbria, ma la sua carriera parla anche biancorosso Barletta: parliamo di Filippo Petterini, folignate che non ha mai vestito la maglia col grifone sul petto in gare ufficiali ma ha partecipato ad un ritiro precampionato con Serse Cosmi prima di passare alla Sambenedettese del Presidente Gaucci. Un curriculum, il suo, che vanta anche un'esperienza all'ombra di Eraclio: in febbraio Filippo Petterini ha salutato il sodalizio di via Vittorio Veneto. Arrivato in Puglia dal Pescara di Zeman il 31 gennaio 2012, per colmare il "buco" apertosi a sinistra in difesa dopo l'accantonamento di Angeletti, l'esterno umbro ha collezionato 10 presenze nel primo anno con Di Costanzo e 6 in questa stagione tra le gestioni Novelli (una partita in Tim Cup e una in Coppa Italia Lega Pro) e Stringara (4 gettoni in campionato). Oggi Filippo è in convalescenza dopo l'infortunio grave al ginocchio (ko di crociato anteriore e menisco) subìto un mese fa con la maglia del Castel Rigone, dove oggi milita in Seconda Divisione. Ora gioca in anticipo per noi la sfida in programma domenica prossima al "Cosimo Puttilli".

Filippo, hai sempre un occhio di riguardo per il girone B di Prima Divisione?
«Seguo sempre il campionato di Lega Pro e il Barletta, mi sento in particolare con Romeo e Di Bella. Sono spiaciuto del fatto che la situazione del Barletta non sia la migliore, mentre il Perugia sta lentamente riprendendo la marcia. Mi sono trovato bene con entrambe, sono esperienze di cui ho un buon ricordo».

A Barletta sono recenti le dimissioni del presidente Roberto Tatò. Come è stato il tuo rapporto con il patron biancorosso?
«Nonostante gli ultimi sei mesi siano stati caratterizzati da qualche problema, con Tatò ci siamo lasciati in ottimi rapporti: ricordo che il presidente aveva grandi ambizioni e un grande amore per il Barletta. Anche nell'estate 2012 aveva minacciato le dimissioni, quando c'ero io in rosa: è una notizia che mi spiace. Speriamo ci sia qualcuno interessato al club, l'anno prossimo sarà un campionato vero, al contrario di quest'anno dove non ci sono retrocessioni».

L'anno scorso hai affrontato il Perugia in Tim Cup con il Barletta, quest'anno l'hai incrociato in Coppa Italia Lega Pro con il Castel Rigone. Cosa è cambiato tra quel Perugia e questo?
«Restano un'ottima squadra, giocano molto bene e hanno una rosa e una squadra di tutto rispetto. Se si leggono gli undici titolari, troviamo nomi come Mazzeo, Fabinho, Moscati, Nicco, Comotto, Scognamiglio, un organico che sicuramente rientrerà nei primi posti».

Che tipo di partita sarà quella di domenica al "Puttilli"?
«Il Barletta non ha ancora vinto e credo avrà tanta voglia di riscattarsi. Mi attendo una prova d'orgoglio e chissà che il presidente non cambi idea. Premetto però che ho tanti amici sia in Puglia che a Perugia, quindi non tifo per nessuno (ride, ndr)».

Il ruolino di marcia del Barletta di quest'anno è uguale a quello della scorsa stagione: in entrambi i casi 3 punti in 8 partite. Tu eri in rosa lo scorso anno: perchè si ripetono queste false partenze?
«L'anno scorso con Novelli giocavamo bene ma non trovavamo risultati, lo dico nonostante non andassi molto d'accordo con il mister. Se però in 8 partite non vinci mai e segni solo in un incontro di campionato, hai dei numeri che testimoniano che c'è qualcosa di sbagliato. Quest'anno, con il fatto che non si retrocede, si può entrare in campo senza patemi di classifica, però ciò non significa che debba venir meno la voglia di vincere e far bene. Speriamo che domenica riescano a trovare questa prima vittoria».

In biancorosso ci sono nove tuoi ex-compagni della scorsa stagione: come vuoi salutare la squadra e la piazza?
«Il primo pensiero è per i tifosi, che anche l'anno scorso ci hanno sempre sostenuto. Un in bocca al lupo a tutti, mister, direttore e presidente, e speriamo che domenica vinca il migliore».
(Twitter: @GuerraLuca88)
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