Gabriele Martino direttore sportivo del Barletta Calcio
Gabriele Martino direttore sportivo del Barletta Calcio
Calcio

Barletta Calcio, un mercato senza lieto fine

L’ultimo giorno non porta grandi novità in casa biancorossa

Colpi in canna, Legras non soddisfa la piazza
Il mercato del Barletta si potrebbe definire alla "genovese", volendo usare un eufemismo. Un mercato ampiamente insufficiente, da braccino corto, considerate le premesse e vista la prova non certo entusiasmante offerta dai biancorossi davanti al pubblico amico. Dopo un pre-campionato comunque incoraggiante, dall'ultima giornata di contrattazioni ci si attendeva qualche nome in più, qualche rinforzo in più, e invece a Barletta sono arrivati soltanto il terzo portiere e un centrocampista francese che è poco più che uno sconosciuto. Si potrebbe pensare, facendo una battuta infelice, che l'arrivo del solo Legras sia testimonianza di un mercato di vacche magre, ma dal duo Tatò-Martino ci si attendeva di più che una serie di nomi in una spasmodica rincorsa al rinforzo mancante (o mancato che dir si voglia). Per stessa ammissione del direttore generale e del tecnico biancorosso Nevio Orlandi, la squadra aveva bisogno di qualche altro innesto per affrontare al meglio il girone d'andata. Ma così non è stato, e il popolo barlettano dovrà accontentarsi delle briciole, di una giornata all'Ata Hotel Executive caratterizzata da tante nuvole, da un fumo denso sul cielo di Barletta, ma senza il tanto atteso arrosto.

Giornata di irreperibilità
È stata una giornata particolare per i colori biancorossi, una giornata di sofferenza. Soprattutto per quel che riguarda l'attacco, si è registrata una serie impressionante di "no" ad eventuali trasferimenti a Barletta. Ma se Altinier e Marotta sono stati giudicati incompatibili con il progetto societario, Viola e Donnarumma hanno rifiutato per motivi differenti le proposte della dirigenza biancorossa, che a fine giornata è tornata a casa con il più classico degli "0" alla voce acquisti in attacco. Proprio nel reparto numericamente più inadeguato – restano a disposizione i soli La Mantia, Picci e Cicerelli -, il Barletta non ha battuto colpo, incassando tanti due di picche. Nel giro di pochi mesi, Barletta si è trasformata da isola felice con una società stabile a isola dove nessuno (o quasi) vuole approdare. Tanti telefoni hanno squillato invano, ma altrettanti tentativi di contattare la dirigenza biancorossa sono stati vanificati da una costante irreperibilità. Una scelta singolare quanto poco apprezzabile, proprio in una delle giornate in cui il tifoso è più curioso di conoscere il destino e l'ossatura della propria squadra. Alla chiamata dei colori biancorossi, l'unica risposta è stata: «Il cliente da lei chiamato non è momentaneamente raggiungibile».

Rosa minima
Giunge così al termine una giornata dai colori biancorossi stinti, quasi invisibili. Dal mercato arriva un solo volto nuovo, per di più una specie di mister X dalle caratteristiche tutte da scoprire. In questo momento la rosa del Barletta è corta più o meno quanto la più che famosa coperta di Linus. Considerando la "promozione" stabile di Ferreira in prima squadra, al momento mister Orlandi può contare su 18 giocatori di movimento, a cui aggiungere i 4 portieri. Si spera dunque in una mancanza totale di infortuni e squalifiche. In caso contrario, qualche stop di troppo non farebbe altro che ridurre ulteriormente il ventaglio di ipotesi a disposizione del tecnico di Casalmaggiore. Troppo poco per una squadra blasonata come il Barletta, anche quando si disputa un campionato senza retrocessioni. Ora la parola torna al campo e ai suoi protagonisti, consci del fatto che qualche innesto in più certo non avrebbe fatto male alla causa biancorossa.
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