Pavone e Tatò
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Calcio

Barletta Calcio, tempo di valutazioni...e di "mea culpa"?

Carrarese possibile ultima spiaggia per Stringara, Pavone resta in stand-by

Al "Lungobisenzio" di Prato i bonus sono finiti, domenica prossima occorre tirare fuori "gli attributi": è questo il messaggio che il calendario del torneo di Prima Divisione, girone B, lancia idealmente al Barletta Calcio, oggi ultimo a quota 6 punti con la Carrarese in campionato, e con un rendimento che stenta a risalire la china. Domenica al "Puttilli" arriveranno proprio i toscani dell'ex biancorosso Di Costanzo per una sfida che non si può sbagliare, ma la settimana della dirigenza di via Veneto- del presidente Roberto Tatò in primis- è animata da tanti dubbi, numerose valutazioni sullo staff tecnico oggi in seno al sodalizio barlettano. La voce della società dopo il ko di Prato non si è fatta sentire: che si tratti solo di una "calma apparente? Vediamo i principali "protagonisti" di queste calde ore in casa biancorossa.

Pavone- E' l'indiziato numero 1 per il fallimento del "progetto-giovani" adottato in via Vittorio Veneto sin qui. La politica dello "state tranquilli, che questa squadra esploderà" (ipse dixit) non ha pagato, e i dati sono davanti a tutti: 6 punti in 12 partite, tanti "under" che stanno pagando sin troppo lo scotto della categoria e soprattutto la sensazione che per il ds biancorosso, dopo che sin qui a pagare è stato prima Novelli e ora- come potrebbe accadere in caso di mancato successo contro la Carrarese- Stringara, appare arrivato il momento di fare "mea culpa. Nessuno gli disconosce il complesso compito avuto in partenza, quello di costruire una squadra in clima di "spending review", ma certo non sono mancati gli errori. E' mancato sin qui in pubblico un gesto che sicuramente gli renderebbe merito: fare marcia indietro davanti a delle scelte sbagliate è sinonimo di intelligenza, proseguire ostinatamente per la propria via è carenza di lungimiranza. Il numero uno biancorosso starebbe valutando in queste ore la posizione del ds biancorosso, nel quale sin qui Tatò ha riposto la massima fiducia, e non sono da escludere del tutto clamorosi ribaltoni. Nelle scorse settimane a Barletta è stato avvistato l'ex diesse della Salernitana Danilo Pagni, domenica a Prato vi era Renzo Castagnini sugli spalti del "Lungobisenzio": due nomi tra i tanti "pretendenti" all'ambita- nonostante la classifica-piazza barlettana. Coincidenze o...?;

Stringara- Tre punti in quattro partite sulla panchina biancorossa, e la sensazione di non aver visto chiari miglioramenti nel gioco del Barletta Calcio dal suo arrivo in luogo di mister Novelli. Al "Lungobisenzio", contro un avversario certo non trascendentale, ma abile nello sfruttare l'acuto del giovane Disabato alla mezz'ora di gioco e addormentare poi i ritmi di gioco, i biancorossi hanno messo in scena il classico repertorio della gestione-Stringara: modulo che cambia troppo spesso, attacchi confusionari e scarsa convinzione. Quattro moduli (3-5-2, 4-2-3-1, 4-3-3 e 3-4-3.) mutati in 360 minuti sulla panchina biancorossa, senza effetti. Ne è sorta quella perenne sensazione di confusione tattica, eccezion fatta per la ripresa di Sorrento. Non è piaciuta la costante reazione nei post-sconfitte ("abbiamo preso gol sulla mezza occasione avversaria"). La panchina dell'allenatore di Orbetello appare scricchiolante, e sarà determinante l'esito della sfida contro la Carrarese per determinarne il futuro in biancorosso: dietro l'angolo vi è la sagoma di Raffaele Novelli, possibile "cavallo di ritorno" che non ha rescisso il contratto con il club di via Veneto. In alternativa si potrebbe pensare alla "promozione" dell'allenatore dei portieri Nicola Di Leo. L'eventuale ritorno di Novelli aprirebbe invece un dilemma: considerato il modo certo non amichevole con il quale l'allenatore salernitano si è lasciato con il ds Pavone, i due potrebbero continuare a condividere stanze e uffici?

Le trattative societarie- Nonostante la situazione complicata, sarebbe "tratto" il dado: la trattativa tra i Di Cosola e il presidente Roberto Tatò sarebbe stata "procrastinata" per scelta della proprietà del Barletta Calcio a maggio 2013, termine del campionato di Prima Divisione in corso. Un rinvio che suonerebbe come il secondo nel pour-parler tra le due parti, con Pasquale Di Cosola che già a marzo scorso aveva provato a entrare in società, con la squadra in lizza per i playoff, e il presidente del Barletta Calcio che decise di spostare l'appuntamento decisivo a giugno. Da un lato avremmo così un Tatò ritornato a "bomba" (per sua stessa ammissione) su alcuni amici imprenditori, per allargare la base societaria, dall'altro un imprenditore che vuole entrare con decisione nel calcio a Barletta, ma la cui offerta sin qui non sembra attecchire e/o garantire le necessarie basi. Una situazione che attende chiarimenti ufficiali;

Il mercato in entrata- A Prato si è visto l'esordio dell'ultimo arrivato, il 34enne Riccardo Allegretti, rinforzo di esperienza e qualità "pescato" nel mercato degli svincolati, una chiara inversione di marcia rispetto al "Questi calciatori non li cambierei con nessuno", un mantra che dalle parti di via Veneto era stato sentito varie volte fino a un mese fa. La sensazione però è rimasta la stessa: mancano ancora 2-3 figure che sul rettangolo di gioco con la loro semplice presenza conferiscano fiducia ai compagni più giovani. a storia è buona maestra in tal senso: due stagioni fa il Barletta dei Bellomo, dei Simoncelli, giovani talenti in ascesa, si salvò con 180' di anticipo, ma solo dopo aver conquistato la miseria di un punto in 6 partite, risultati che avevano condotto all'arrivo di veterani come Galeoto, Ischia, Frezza e Innocenti. Ad ora sembra che la società biancorossa stia lavorando più per gennaio, anche se in settimana potrebbe essere la volta buona per ratificare l'ingaggio dell'ex-Modena Gilioli, in prova da 10 giorni con il club.
(Twitter: @GuerraLuca88)
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