Barletta-Paganese, in Coppa i primi gol stagionali
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Calcio

Barletta Calcio, il pagellone del 2013

Un anno con poche soddisfazioni, la difesa è l’unico punto fermo

Con il 2013 ormai alle spalle, è tempo di bilanci per un anno che se ne va. Il 2013 del Barletta Calcio è stato caratterizzato da poche gioie e da tanti "dolori". Il popolo biancorosso ancora ricorda il 2 giugno, data in cui il Barletta si è salvato al "Degli Ulivi" di Andria. L'indelebile ricordo di quella data, che resterà a lungo impressa negli annali del sodalizio di via Vittorio Veneto, ma la realtà cozza (e non poco) con quelle gesta. Il girone d'andata della stagione 2013-2014 ha portato solo tante delusioni, e l'addio annunciato del presidente Tatò non ha certo contribuito a rasserenare l'ambiente. Le tinte biancorosse del 2014 che è appena cominciato non sono certo brillanti. Prima di tuffarci in questo nuovo anno, riviviamo i tratti salienti del 2013 attraverso il pagellone diviso per reparti.

Difesa, voto 6.5: è sicuramente il reparto più positivo del sodalizio di via Vittorio Veneto. Da marzo in poi, la squadra ha subito davvero poco: solo due le reti al passivo fino a giugno, 19 quelle subite nel girone d'andata, per un totale di 21 gol subiti in 27 giornate. Non a caso, in estate sono rimasti tanti interpreti di una difesa che è uno dei pochi punti fermi della gestione Orlandi. I due protagonisti assoluti del nuovo anno sono Liverani e Di Bella, mentre hanno reso meno della scorsa stagione Camilleri e Romeo. Positivo l'innesto dei giovani terzini Cane e Cascione e del centrale Maccarone, anche se non sempre le prestazioni hanno raggiunto la sufficienza: il margine di crescita dei due fa ben sperare. Diversa la situazione di Pippa, il cui apporto non è mai stato in discussione. Le condizioni fisiche l'hanno tenuto lontano dai terreni di gioco per l'ultima parte di stagione, e nessuno è certo di rivederlo in campo con la maglia biancorossa.

Top dell'anno: Luca Liverani
Flop dell'anno: Alessandro De Leidi

Centrocampo, voto 5.5: l'ago della bilancia – non a caso – è Riccardo Allegretti. L'esperienza e il carisma dell'esperto regista hanno condizionato in positivo i primi sei mesi del 2013. L'acume tattico e la precisione del piede del numero 8 biancorosso , coadiuvate dall'ottimo apporto di Jacopo Dezi e Salvatore Molina avevano trascinato il Barletta ad una salvezza che a gennaio sembrava insperata. In sede di calciomercato, però, le partenze dei due giovani in direzione Crotone e Modena non sono state compensate dagli arrivi. La duttilità dell'esterno di proprietà dell'Atalanta e la capacità di inserimento del pupillo di De Laurentiis mancano tanto al nuovo Barletta, che da settembre in poi ha fatto ancor più difficoltà, visto anche l'infortunio del capitano. Gli arrivi di Mantovani, Branzani e Legras non hanno mai soddisfatto la piazza e il pubblico del "Puttilli". Discorso a parte vale per Ilari, che negli ultimi mesi ha messo a segno gol pesanti (è lui il capocannoniere con 3 gol all'attivo) e che nel 2014 si ritaglierà altri spazi importanti. Anche qui, però, sarebbe auspicabile qualche innesto in più.

Top dell'anno: Riccardo Allegretti
Flop dell'anno: Oscar Branzani

Attacco, voto 5: cambiano gli interpreti, ma il risultato non cambia. Il reparto offensivo del Barletta è quello che ha riscontrato più difficoltà nell'arco di tutto l'anno solare. Nei primi sei mesi del 2013, l'attacco si reggeva principalmente sui calci piazzati disegnati dal capitano Allegretti. Le reti segnate dagli attaccanti sono state davvero esigue, e non è bastato cambiare qualche nome per mutare i risultati. E se la salvezza è griffata dai gol degli attaccanti La Mantia e Carretta, che certo non possono definirsi bomber di razza, l'addio dell'esterno gallipolino e il serio infortunio del centravanti ex Frosinone hanno complicato i piani della "premiata ditta" Martino-Orlandi. In estate l'approdo in biancorosso di Picci aveva alimentato le speranze del popolo biancorosso, ma l'ex Brescia ha messo a segno solo 3 gol, bottino quanto meno insufficiente per colui che si è trovato a dover reggere praticamente da solo il peso dell'attacco biancorosso. Hanno deluso le aspettative, infatti, i suoi "compagni di reparto": Cicerelli, D'Errico e Zigon garantiscono imprevedibilità, ma sottoporta hanno raccolto davvero poco. L'attacco è il reparto che al momento necessita di più innesti, ma le nuvole sul futuro biancorosso non garantiscono sicurezza.

Top dell'anno: Andrea La Mantia
Flop dell'anno: Dejan Zigon
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