Guardia di Finanza
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Cronaca

Usura ed estorsioni: sette arresti, sequestrato anche il bar Amarcord

Operazione della Finanza: bloccati beni per 4 milioni di euro. Sono tuttora in corso circa una 40 tra perquisizioni e sequestri preventivi patrimoniali

La Guardia di Finanza di Barletta, con il coordinamento dalla procura della Repubblica di Trani, ha sgominato un'associazione per delinquere finalizzata all'usura, estorsione e riciclaggio. Sono state eseguite sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli adepti dell'associazione che provvedevano ad effettuare sistematicamente prestiti a tassi usurari nel nord barese dal 30% al 450% annuo. Tra le vittime professionisti, imprenditori ed artigiani. Colpita anche la rete di riciclaggio dei proventi illeciti dell'associazione con l'arresto di un imprenditore barlettano. Sono stati eseguiti sequestri sul patrimonio dell'associazione per 4 milioni di euro.

I militari della Compagnia di Barletta della Guardia di Finanza sono intervenuti con l'ausilio di 40 militari del comando provinciale di Bari (per un totale di oltre 120 militari) alle prime luci dell'alba. I finanzieri hanno dato esecuzione a sette ordinanze di misure cautelari restrittive della libertà personale (4 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) emesse dal gip del tribunale di Trani dopo mesi di articolate indagini condotte nel nord barese dalla Compagnia di Barletta della Guardia di Finanza e coordinate dalla procura della Repubblica di Trani. Gli arresti hanno interessato, a vario titolo, soggetti residenti nei Comuni di Barletta, Trani, e Bisceglie, per gravi fatti di criminalità economica in forma associativa, usura in particolare (una quarantina i casi accertati), estorsioni (finalizzate al recupero dei prestiti), riciclaggio di denaro ma anche esercizio abusivo dell'attività finanziaria e del credito ed altri reati satellite, aventi come specifica finalità quella di rafforzare l'organizzazione per delinquere nel nord barese avvalendosi anche di soggetti di etnia albanese.

Sono tuttora in corso circa una 40 (dopo perquisizioni e sequestri preventivi patrimoniali), a Bari, Barletta, Andria, Trani e Bisceglie, tra abitazioni, società, imprese individuali nonché banche ed istituti di credito, quest'ultime destinatarie di sequestri di conti correnti, libretti di deposito e titoli, tutti riferibili agli indagati ed ai propri diretti familiari fittiziamente interposti. Il patrimonio sottoposto a sequestro all'associazione e, quindi, ai soggetti attinti dalle misure restrittive ammonta, allo stato, a 4 milioni di euro, comprendendo immobili, autovetture, partecipazione societarie, locali commerciali ed esercizi pubblici, tra i quali il Bar che ha dato il nome all'operazione (Amarcord ndr) ed un negozio di antiquariato di Bisceglie.

A capo dell'organizzazione criminale un andriese residente a Trani, il sessantenne Michele Mangino. L'imponente e corposo contesto investigativo ha interessato anche i canali di riciclaggio dei proventi illeciti accumulati dall'organizzazione attraverso un insospettabile imprenditore barlettano (ora agli arresti domiciliari), titolare del bar "Amarcord" sito nel centro di Barletta.
12 fotoConferenza Amarcord
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