Cardinal Monterisi
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Religioni

La riflessione di cardinal Monterisi per il Venerdì Santo

Il crollo di via Roma come una nuova "peste" che ha colpito la città. Il discorso si è svolto - come tradizione - in Piazza Plebiscito

Cari fratelli e sorelle,

l'Evangelista San Luca così descrive la morte di Cristo in Croce: "Si fecero tenebre su tutta la terra fino alle ore 15". Allora Gesù, mandando un forte grido, esclamo: "Padre, nelle tue mani affido il mio spirito". "E ciò detto spirò".Proprio alle ore 15.00 di questo Venerdì Santo siamo giunti numerosi in questa Piazza come facciamo annualmente da tanti anni. Nella nostra anima leviamo lo sguardo a Cristo Crocifisso, appena morto, dopo indicibili sofferenze. Il suo corpo è stato flagellato, per cui sanguina da ogni parte. Ha sul suo capo una corona – che è poi come un casco - di acutissime spine, che lo feriscono e lo tormentano. E' stanco e dolorante al termine del viaggio al Calvario, con la croce sulle spalle. E poi, nel suo animo si sono accumulate la tristezza e l'angoscia. All'istintiva paura di morire si sono aggiunti il tradimento di Giuda, l'abbandono degli altri Apostoli, l'ingiusta condanna, il dileggio della soldataglia ed anche l'odio dei capi e del suo stesso popolo. "Dio mio, Dio mio, perché mi ha abbandonato". L'angoscia dell'abbandono del Padre è certamente la sofferenza più profonda e misteriosa che conduce alla morte Cristo, Figlio di Dio, ma pienamente partecipe della nostra Umanità.

Cari concittadini,

il Cristo crocifisso che muore alle 15.00 del Venerdì Santo è qui con noi e fra noi. E' presente nell'Ostia consacrata che si trova nell'Urna. Quest'Urna è stata portata dai sacerdoti a piedi nudi durante questa Processione, ed ora è ferma, qui davanti alla Porta della Chiesa di S. Gaetano. Gesù Crocifisso, Ostia sacrificata per i nostri peccati, portatrice di salvezza per tutti noi, singolarmente e per tutte le famiglie, la società, la nostra Città. Voi sapete che questa Processione annuale, tanto caratteristica, fu istituita circa 500 anni fa dalle Istituzioni e dal Popolo di Barletta come voto per fermare la peste che si stava diffondendo nel Paese. L'atto di penitenza e di fiducia nella preghiera a Gesù Eucaristico morto per noi ottenne da Dio Padre la cessazione della peste. Per questo, anche noi, seguendo la Tradizione dei nostri Padri, siamo in adorazione e in preghiera, col pentimento dei nostri peccati e la speranza di migliorare noi stessi e la nostra società.

Cari concittadini,

la nostra Città e la nostra società anche di questi tempi non è stata e non è esente dalla Peste, anzi da tanti tipi di peste, come e più di 500 anni fa. Abbiamo avuto il tristissimo crollo di Via Roma ed altre disgrazie e pericolo del genere, dovuti forse ad incuria, avidità ed altro. Da qualche tempo, in un crescendo preoccupante, abbiamo la crisi economica, che lascia aziende fallite e famiglie sul lastrico, per cui si verificano episodi estremi come suicidi, cresce con la povertà anche la criminalità violenta, fino ai delitti su persone e cose. Ma, forse alla base di tutto, sta prevalendo una paurosa perdita di valori: il comportamento corretto ed onesto, l'amore alla vita, la solidarietà nella famiglia e nella società stanno perdendo terreno. Questa è la peste e la causa di altre pesti. Non vorrei rappresentare un quadro totalmente scuro, perché si sa che la maggioranza dei barlettani ha nel sangue sentimenti e tradizioni di grande senso religioso e civile. Ma è questo un momento in cui, almeno all'esterno, tali sentimenti e il clima generale appaiono in deterioramento.

E' l'ora in cui bisogna invocare Gesù crocifisso perché fermi questa peste in tutti i suoi risvolti. E' Gesù che ci dà sulla Croce l'esempio della sua potenza nascosta che esploderà nella Resurrezione. E noi ci dobbiamo dare dei propositi, di coraggio e di responsabilità per seguirlo in questo passaggio dal male al bene, dalla sofferenza alla vittoria. Egli ha detto: "Io ho vinto il mondo". E noi potremo vincere la peste di questo mondo che ci sta assalendo se ci appoggeremo a Lui e lo pregheremo. Maria Addolorata, la nostra Madonna dello Sterpeto, ci sarà accanto. Ella sotto la Croce ci ricevette come suoi figli: "Ecco tuo Figlio, ecco tua Madre" disse Gesù prima di morire. Barletta, Civitas Mariae, è sotto la sua protezione.

"O Crux, Ave, Spes unica" canta la Liturgia d'oggi. "O Croce, salve, nostra unica speranza".

Amen

  • Mons. Francesco Monterisi
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