Sessantadue anni dal crollo in Via Canosa
Sessantadue anni dal crollo in Via Canosa
La città

Il ricordo delle 58 vittime della malaedilizia

A sessantadue anni dal tragico crollo di Via Canosa

Nel 62° anniversario del tragico crollo di Via Canosa da quel mercoledì 16 settembre 1959, il "Gruppo di lavoro, studio e ricerca permanente sulla mala edilizia a Barletta per la storia dei crolli 1952-1959-2011", come dalla sua costituzione nel 2009 ed in partenariato con il Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia ODV, ha commemorato con i sopravvissuti, le famiglie delle 58 vittime e di quanti vogliono ricordare la tragedia che sbalzò Barletta all'attenzione della cronaca nazionale.

In mattinata, 11 negli spazi verdi in Via dei Pini l'omaggio istituzionale alla stele-cippo con l'intervento del vice prefetto vicario dott. Sergio Mazzia su delega di S.E. il Prefetto dott. Maurizio Valiante (assente il sindaco Cannito benché formalmente invitato) le Autorità commemorativa delle cinquantotto vittime. Servizio d'ordine a cura dell'A.N.P.S. Barletta. Alle 19 la celebrazione della Santa Messa di suffragio nella Chiesa dei Monaci in via Milano. Resi onori anche in via 16 settembre 1959, sul luogo della tragedia (dov'è stato concesso di riedificare) che vide la tragedia, nei pressi del cavalcaferrovia tra Via Canosa e Via Imbriani.Toccante la testimonianza di Gianfranco Desantis, scampato alla morte col fratello ed il padre, oggi residente a Lecce: "Mi ha fatto scudo mia madre con il suo corpo. Perché così siamo stati ritrovati da chi ci soccorse. Quest'anno ho perso mio fratello, e sono qui a Barletta anche come omaggio alla sua memoria".

Da palazzo Madama i messaggi istituzionali

Il sen. Dario Damiani (Forza Italia): "Una Giornata della Memoria per non dimenticare le 58 vittime innocenti che, all'alba del 16 settembre 1959, a Barletta in via Canosa, svelarono il volto famelico e cinico della malaedilizia, la piaga che sull'altare del profitto sacrificò vite umane, quasi tutte giovani. Una notizia che sconvolse l'opinione pubblica nazionale e portò la nostra città sulle prime pagine dei maggiori quotidiani.


A distanza di 62 anni da quel maledetto giorno che 58 barlettani non videro mai, siamo ancora ad interrogarci sul perché, umanamente e moralmente, un simile dramma sia potuto accadere; le risposte agli interrogativi tecnici, le motivazioni delle condanne penali, i risarcimenti economici, tutti elementi ormai acquisiti, non potranno mai sopire l'unico interrogativo che ancora inquieta e tormenta le coscienze: perché accade che il valore della vita umana venga deprezzato fino a quel punto di non ritorno, laddove la morte di qualcuno è posta sullo stesso piano del guadagno di qualcun'altro?

La risposta è affidata esclusivamente alle nostre coscienze, individuale e collettiva; ma ciò che più conta, è non smettere di porsi questa domanda, non cedere alla tentazione di consegnare all'oblio del tempo questa e analoghe vicende che, purtroppo, hanno fatto di Barletta la città italiana col maggior numero di morti causati da crolli di edifici.

Due anni fa, in occasione del 60esimo anniversario del crollo in via Canosa, ho avuto l'onore di presentare nella Sala Koch del Senato della Repubblica il volume "Quando il Giornalismo fa la Storia. Il crollo di Via Canosa a Barletta", raccolta dei materiali di cronaca dell'epoca a cura del Gruppo di lavoro sulla malaedilizia e del suo portavoce, il giornalista Vitantonio Vinella, distribuito gratuitamente nelle scuole della città quale strumento di conoscenza storica e presa di coscienza etica.

Come in quella emozionante occasione, torno a rinnovare il mio plauso a tutti coloro che con tenacia coltivano la memoria non come cimelio ma come pianta, che dà i suoi frutti solo se continuamente irrorata di domande e riflessioni. RingraziandoVi per il gradito invito alla commemorazione odierna ma purtroppo impegnato nei lavori parlamentari in Roma, a Voi tutti giunga il mio più affettuoso saluto".

Il sen. Ruggiero Quarto (Movimento 5 Stelle): "Ringrazio il "Gruppo di lavoro sulla malaedilizia" e il "Comitato Pro Canne della Battaglia" per le lodevoli iniziative finalizzate a ricordare il tragico crollo di via Canosa avvenuto 62 anni fa. Grazie anche per l'invito a partecipare a tali iniziative, che purtroppo non potrò presenziare per impegni istituzionali. Ricordare le tragedie è essenziale per prevenirle. In particolare in una città che prima e dopo il 16 settembre 1959 ha dovuto subire altre due gravi tragedie da crollo. Siamo purtroppo abituati, in Italia, a veder crollare costruzioni in occasione di terremoti e dissesti idrogeologici, ma quando assistiamo a crolli in assenza di eventi naturali rimaniamo particolarmente attoniti. Ma ogni crollo, sia innescato da fenomeni naturali, sia per semplice vulnerabilità statica e sia per imperizia, sono il frutto dell'inadeguatezza del costruito e dell'insufficienza delle norme che regolano la sua sicurezza o dei necessari controlli.

Costruire in sicurezza o adeguare il costruito anche ai più severi pericoli naturali è possibile. La Politica ha il dovere di garantire la sicurezza delle costruzioni. È il motivo per cui sono fortemente impegnato in Senato su tale problema. In particolare sulla mitigazione, riduzione e prevenzione dei rischi geologici, che molto spesso in Italia mettono in seria difficoltà il costruito, con tragedie in occasione di terremoti, alluvioni e frane. Evitabili.

Per tale ragione il 28/12/2020 ho presentato il disegno di legge n. 2058 "Disposizioni per la realizzazione di interventi strategici per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo ecosostenibile del territorio". Qui, tra l'altro, si affronta il problema della sicurezza dell'edificato, proprio per prevenire i crolli che possono verificarsi in edifici privati e pubblici. Basti pensare alle migliaia di scuole non adeguate al rischio sismico che incombe su di loro e sul "sacro" contenuto.

Anche grazie al mio impegno, nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sono stati stanziati 800 milioni di euro per l'edilizia scolastica che andrà a sostituire edifici a forte rischio di crollo in caso di terremoti.

Una tragedia italiana in prima pagina


"Quando il Giornalismo fa la Storia. Il crollo di Via Canosa a Barletta. Mercoledì 16 settembre 1959" ecco il titolo della pubblicazione, gratuitamente sostenuta e pubblicata a tiratura limitata da AdMaiora Editrice (Trani) del barlettano Giuseppe Pierro, e presentato a dicembre 2019 nella Sala Koch di Palazzo Madama.

Come ha ricordato il cav. Michele Grimaldi, Direttore dell'Archivio di stato di Bari, Barletta e Trani, presidente UNCI BAT: "Questa impegnativa opera di raccolta e di documentazione giornalistica resta sempre a disposizione di chiunque, ed in particolar modo delle Scuole perché è proprio agli studenti, ai giovani, a chi deve prendere coscienza di quanto avvenuto (e che potrebbe ancora avvenire) che il libro è rivolto con materiale inedito amorevolmente ricercato ovunque possibile (biblioteche, università, redazioni, fondi librari) e catalogato da varie fonti in tutta Italia.

Libro che è uscito "socialmente responsabile" senza un solo centesimo di finanziamento a carico di enti pubblici, ma solo grazie all'autofinanziamento ed ai liberi contributi di privati cittadini che, come noi, credono nel valore del sapere di tutti contro l'ignoranza strumentalizzata dal potere. Ed il libro andrà gratuitamente in tutte le scuole di Barletta quando la pandemia ce ne offrirà la possibilità in sicurezza ed in presenza".
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