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Diffida su discariche "tal quale" per evitare "percolato in falda e immissione biogas"

Il Movimento Rifiuti zero vuole che la discarica di Trani resti chiusa

I referenti del Movimento nazionale Legge Rifiuti Zero per la Regione Puglia, Alessandro Zagaria e Sabrina Salerno, si fanno portavoce di un gruppo di persone che hanno presentato un atto di diffida alle «autorità competenti», per non far riaprire la discarica sita a Trani e gestita dall'AMIU "perché crediamo che questo enorme buco nero che ingoia tonnellate di rifiuti ogni giorno, oggi chiuso per una serie di criticità riscontrate dagli organi competenti, non debba mai più riaprire.

Affermiamo questo perché crediamo che si debbano e si possano sviluppare buone pratiche per potenziare o iniziare specifici progetti a servizio delle comunità locali e del territorio dirette a ridurre la quantità dei rifiuti, ad estendere la raccolta differenziata domiciliare per favorire la massimizzazione del riciclaggio e del recupero di materia dai rifiuti urbani e rendere effettivamente residuale il ricorso alla discarica, come prescrive l'articolo 182 del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i., nonché evitare l'incenerimento come pratica di distruzione di materia e di produzione di particolato tossico in atmosfera, residui di ceneri e scorie da conferire di nuovo in discariche per rifiuti speciali e pericolosi.

Purtroppo abbiamo quasi sempre riscontrato un clima di chiusura da parte degli Enti locali (Regione, Provincie e Comuni) ed è per questo che non ci è rimasta altra strada che quella di porre in essere una forte e clamorosa iniziativa volta a richiamare tutti i livelli istituzionali e, in generale, i soggetti a vario titolo coinvolti nel rispetto della legge ad una chiara assunzione di responsabilità che implichi un reale cambio di rotta.

Abbiamo presentato una diffida nei confronti delle autorità competenti (Ministro dell'Ambiente, Presidenti di Regione e Province, Sindaci, gestori di discariche) recependo noi finalmente sia le direttive europee che la circolare ministeriale in materia di discariche. Infatti la Commissione Europea, con nota 17/6/2011 ha inviato alla Repubblica Italiana una lettera di costituzione in mora per violazione della direttiva 1999/31CE, recepita con D. Lgs n. 36/2003, e della direttiva 2008/98 CE, recepita con D. Lgs n. 152/2006. A seguito della procedura d'infrazione, è stata emanata una circolare dal Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 6/8/2013, peraltro inviata a tutte le Regioni italiane, che riconosce come trattamento adeguato dei rifiuti in discarica la tecnica della trito-vagliatura solo se accompagnata dalla stabilizzazione della frazione umida, onde evitare la formazione di percolato in falda e l'immissione di biogas.

Oggi pertanto le discariche che conferiscono rifiuti indifferenziati senza provvedere alla separazione e al trattamento della frazione organica sono illegali e andrebbero immediatamente chiuse, predisponendo un intervento di bonifica al fine di abbattere l'inquinamento delle falde idriche e dell'atmosfera circostante i siti.

A febbraio di quest'anno il Movimento Legge Rifiuti Zero per la Regione Lazio ha presentato un atto di diffida e messa in mora contro le discariche cosiddette di 'talquale' con risultati straordinari, portando infatti il Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, a chiudere ben cinque discariche perché illegali. Noi in Puglia abbiamo individuato nei Comuni di Trani, Andria e Cerignola le discariche per rifiuti urbani non pericolosi che non effettuano adeguato trattamento, così come prescritto dalla circolare ministeriale suddetta, e presentato lo stesso atto di diffida e messa in mora alle autorità competenti in materia.

Chiamiamo in causa – conclude la nota di Zagaria e Salerno -il Presidente della Regione, Nichi Vendola, e i Sindaci dei Comuni interessati, a dar seguito alla nostra diffida e ad applicare sia la direttiva europea che la circolare ministeriale, ponendo le basi finalmente per una chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso l'adozione della Strategia Rifiuti Zero. Unica strategia, ampiamente sperimentata con ottimi risultati a livello internazionale, in grado di coniugare tutela della salute e dell'ambiente con sana occupazione".
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