Covid Graphers
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Scuola e Lavoro

Covid Graphers: intervista ai protagonisti

La scuola che oltrepassa le barriere dell’istituto e diventa servizio pubblico; un professore e i suoi alunni creano un progetto per far fronte all’emergenza Coronavirus

Un professore e una ventina di studenti che mettono all'opera i loro studi per qualcosa che è di interesse pubblico e di stretta attualità: è questo il riassunto perfetto che si può fare di COVID Graphers, il progetto nato tra le mura del Liceo Scientifico Carlo Cafiero e messo in atto dal professor Danilo Marano e da alcuni suoi studenti delle attuali classe di 4° e 5° Liceo.

Il progetto si conforma di una diffusione tramite mezzi social (Facebook e Instagram), di un sito, di un'app e elabora i dati forniti dal sito github.com e li mette su un grafico, spiegando i vari argomenti che vengono trattati. In questo momento è in previsione anche un collegamento con alri istituti di tutta Italia per raccogliere ancora più informazioni che possano migliorare il progetto in questione. I grafici sono stati creati con Google Foglio e vengono spiegati nei vari post sui canali social, mentre il sito è stat creata con Google Sites.
Noi ne abbiamo approfittato per fare qualche domanda ai protagonisti.

Da questa prima analisi che è stata effettuata, cosa è stato possibile notare?

Gaetano Rizzi: «Abbiamo notato che, in Puglia, in base all'andamento dei casi di terapia intensiva e secondo le nostre previsioni il 4 Novembre verrà raggiunto il livello di saturazione delle terapie intensive. Attraverso i dati forniti ogni giorno, valutiamo le nostre previsioni. E' importante sapere che solo il 30% dei posti letto delle terapie intensive è destinato ai malati di COVID ed in Puglia i posti letto di terapia intensiva sono 366: il 30% equivale a 110 posti letto.

Questo tetto massimo stimiamo possa essere raggiunto il 4 Novembre. I dati raccolti hanno dato vita a più linee di tendenza e abbiamo notato che queste linee di tendenza crescevano, ciò significa che i posti occupati in terapia intensiva stanno aumentando esponenzialmente».

Sulla base di questa analisi, come prevedete che possa evolversi la situazione nei prossimi mesi?

Gaetano Rizzi: «Continuando così, trattandosi di un grafico esponenziale, la situazione non può far altro che peggiorare, a meno che non ci sia un andamento inverso, a livello esponenziale, della linea di tendenza nei prossimi giorni, ma finchè questa linea continua ad innalzarsi, significa che la situazione sta peggiorando».

Prof. Danilo Marano: «Tramite questo grafico noi stiamo facendo vedere non soltanto l'andamento dei grafici, ma "l'andamento degli andamenti" quotidiani: la linea di tendenza che c'era il 20 Ottobre è andata peggiorando giorno per giorno, ciò significa che l'andamento è non solo esponenziale, bensì un esponenziale che peggiora, sia a livello regionale che nazionale. Con la speranza di portare notizie sempre migliori nei prossimi giorni, dobbiamo ammettere che l'analisi in questione ci ha lasciato basiti».

Da chi è nata l'idea di lavorare insieme al vostro professore per qualcosa che è pubblicamente utile, e cosa si prova a lavorare fianco a fianco, mettendo in pratica le informazioni e gli insegnamenti per un progetto che è di interesse comune?

Antonio Mascolo
: «In origine l'idea è stata del professore e consisteva nel creare una task force, che poi si è evoluta in "COVID Graphers". Collaborare con un docente può sembrare strano agli occhi di chi lo vede da fuori, ma per noi non lo è: a Maggio abbiamo già creato un altro sito insieme, chiamato "Matematicamente Insieme", perciò l'idea di collaborare è non solo utile, ma è soprattutto molto bella.

È qualcosa che parte dalla scuola, ma va decisamente oltre ed è questo a renderla così bella, sappiamo che siamo in una situazione di emergenza generalizzata, che non può essere rinchiusa solo al contesto scolastico, ma il fatto di partire dalla scuola ci aiuta nel nostro obiettivo di sconfiggere l'ignoranza in materia, ma soprattutto i luoghi comuni, che sono la cosa più importante da cancellare. Un progetto simile avrebbe avuto un impatto minore se fosse nato già al di fuori; noi lo stiamo facendo da studenti di scuola superiore e stiamo dimostrando con la pratica che dalla scuola può partire tutto».

Il grafico è senza dubbio il mezzo attraverso cui si trasmette al meglio l'informazione, ma ci sono altri mezzi di cui usuffruite per trasmettere il vostro messaggio e sensibilizzare anche chi sottovaluta il pericolo?

Antonio Mascolo: «Secondo me proprio per questo è importante spiegare i dati. Quello che vogliamo trasmettere non è solo l'andamento numerico dei dati, che in rete si trovano con facilità elementare, bensì seguendo una linea di tendenza, cerchiamo di far capire quali sono le previsioni. Nel momento in cui si spiega perché un andamento esponenziale è pauroso, nel momento in cui si spiega perché la linea di tendenza fa sempre più paura, lì si arriva concretamente alla gente! Solo così si può arrivare a spiegare alle persone che la situazione è pericolosa. Ovviamente io stesso non penso di arrivare alla gente solamente con il grafico, perché non è facilmente leggibile da tutti, però in questo modo si può arrivare a comprendere un argomento così delicato».

Secondo il vostro studio sull'andamento esponenziale e i numeri raccolti, quanto credete che sia grande questa minaccia e come è possibile contrastarla?

Dacia Carpentiere
: «Dal punto di vista della Puglia la situazione è già abbastanza grave, perché si prospetta una saturazione delle terapie intensive già il 4 Novembre, che di conseguenza manda in tilt tutto il sistema sanitario. Inoltre un'operazione di abbassamento della linea di tendenza non è qualcosa che ha immediate conseguenze, non è possibile agire ora per avere già effetti il 4 Novembre, però attraverso un'attività di maggiore tracciamento si può attuare un maggior controllo, che può portare all'abbassamento dei dati in questione.

Dal canto nostro, noi stavamo pensando di realizzare un secondo grafico in cui poter rendere il tracciamento più rapido: qualora qualcuno risultasse positivo, deve inserire nel documento le persone con cui ha avuto contatti, ovviamente sempre nel rispetto della privacy, che a loro volta potrebbero generare un effetto a catena con il fine di cercare di snellire il processo di tracciamento, che non è affatto rapido, sia per tempistiche tecniche, con l'esito dei tamponi che a volte viene fornito a distanza di giorni, sia per la situazione di emergenza generale, che può rallentare ulteriormente le operazioni».

Il progetto si serve non solo del sito generale, ma anche di piattaforme social quali Instagram e Facebook. Qual è l'obbiettivo che vi ha spinto ad utilizzare i social?

Dacia Carpentiere
: «Noi stiamo utilizzando molto Instagram e Facebook, soprattutto per raggiungere i ragazzi della nostra età, che sono il pubblico che per la stragrande maggioranza utilizza questi social. Cerchiamo di veicolare il discorso pubblicando ogni giorno storie e post, descrivendo non solo i grafici, ma cercando di far capire cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni. Il pubblico più giovane si raggiunge tramite Instagram attraverso la nostra pagina, ma stiamo utilizzando anche la pagina del nostro istituto "Carlo Cafiero Web", che può allargare il bacino di utenza e arrivare anche agli adulti».

Avete già ampiamente spiegato che il vostro obiettivo primario è combattere la misinformazione, arrivare ai giovani e alle loro famiglie attraverso dei dati matematici chiari; ma quale è stata la scintilla che vi ha spinto ha iniziare il progetto e avere obbiettivi ancora più ampi che volete raggiungere: superare i confini della Puglia arrivando un pubblico nazionale o se preferite un'azione di studio più concentrata, ma che resti ad un bacino di utenza più ristretto?

Prof. Marano: «L'idea è nata perché ci sono stati vari episodi di scontro tra persone che, con una competenza quasi nulla in materia, contestavano l'analisi dei dati che venivano forniti dalla Protezione Civile, dati che però presentano un'evidenza sperimentale e reale. Il discorso del pubblico a cui arrivare è releativo: il progetto è bello perché nasce dalla scuola, fa capire che la scuola non è un mondo a parte ma una realtà nella realtà, una comunità di un mondo di cui è parte integrante. L'obbiettivo è questo in primis.

Ovviamente all'interno di questo obiettivo, sin da Maggio quando è nato il primo progetto, c'è stata la volontà di informare, ma soprattutto di applicare ciò che abbiamo studiato su un aspetto reale e di assoluta attualità. Da lì è stato facile estendere questo obbiettivo al campo dell'informazione; se poi questa informazione arriverà oltre, ben venga. In realtà gli obbiettivi più ampi sono due. Il primo è attuare il tracciamento veloce, che non è una cosa semplice: se tutti avessero una casella e-mail, il tracciamento sarebbe già operativo e pronto per essere fornito agli ospedali, ma soprattutto, attraverso il nostro Google Foglio, sarebbe automatizzato, quindi basterà scrivere nome, cognome, e-mail e all'ufficio basta solo un "click" perché tutto vada in automatico, ma dato che non tutti hanno una e-mail, quello che stiamo facendo ora è studiare come gestire l'invio degli SMS, che sicuramente può arrivare a tutti, ma il processo è molto più complesso; vien da sé che se riuscissimo a farlo, il progetto sarà immediatamente presentato agli ospedali.

Il secondo è, da un punto di vista più matematico e "scolastico", riuscire a capire l'andamento delle curve di distribuzione, applicata a casi ideali. Gli obbiettivi matematici sono sempre più alti, anche perché al momento del primo progetto i ragazzi erano di classi terze e quarte, ora sono di quarte e quinte, perciò ci sono anche molti più mezzi matematici da utilizzare».

Professore, perché lei ha scelto di coinvolgere nel progetto i ragazzi, piuttosto che i suoi colleghi professori, scelta che sarebbe stata sicuramente più naturale?

Prof. Marano: «Perché l'obbiettivo non era quello di fare un progetto sul COVID, ma quello di fare didattica. La DAD non può essere svolta allo stesso modo della didattica in presenza: per me è abbastanza ovvio partire dalle scienze matematiche per metterle in pratica per casi reali e preferisco di gran lunga valutare, attraverso questi studi pratici, se quello che si studia viene capito in maniera adeguata dai ragazzi, piuttosto che fare delle interrogazioni standard, sinonimo di una didattica stantìa e immobilizzata, perché credo che la prima cosa, a distanza, avvenga in maniera migliore, perché i ragazzi vengono spronati a mettere in pratica le competenze imparate a scuola.

Ecco perché il primo pensiero è stato quello di coinvolgere i ragazzi. Il tutto è nato da una mia spiegazione in una quarta dello scorso anno sui logaritmi e da lì ho maturato l'idea che si potesse fare qualcosa al di fuori della scuola per mettere in pratica ciò che si studia, secondo un progetto che si può definire "didattico", che è stato svolto dai ragazzi in primis nel loro tempo libero dopo lezioni e studio, in secundis senza che il fine sia l'attribuzione del voto e questa è una cosa che dà ancora più valore al fatto».
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