Michele Cianci. <span>Foto Ida Vinella</span>
Michele Cianci. Foto Ida Vinella
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Annullamento Jova Summer, Cianci: «Basta con la caccia al colpevole»

La nota del presidente del comitato operazione aria pulita Bat

«L'annullamento del Jova Summer Party ha impiegato poche ore per trasformarsi nell'ennesimo scontro politico. C'è chi parla di fallimento dell'Amministrazione, chi di improvvisazione, chi chiede dimissioni e chi cerca immediatamente un responsabile politico». Così il presidente di Oap, Michele Cianci.

«OAP non intende partecipare a questa inutile gara, pur capendo la prossimità delle elezioni amministrative, ma non è additando gli altri come colpevoli e ritenendosi illibati che si conquista un elettorato stanco e profondamente deluso da tutto e tutti. Quando saranno conosciuti tutti gli atti sarà possibile stabilire se vi siano stati errori, ritardi o sottovalutazioni e, eventualmente, a chi siano imputabili.

Oggi sappiamo che Barletta ha perso un evento da decine di migliaia di spettatori per le criticità ambientali emerse nell'area dell'ex Cartiera. Continuare soltanto a domandarci «di chi è la colpa?» rischia però di farci perdere la domanda più importante: «che cosa facciamo adesso?»

Meno tempo a cercare il colpevole politico. Più tempo a cercare le soluzioni.

EX CARTIERA E AMIANTO: FACCIAMO CHIAREZZA SU TUTTA LA CITTÀ
La vicenda dell'ex Cartiera deve essere chiarita fino in fondo. Perché controlli decisivi sono arrivati a ridosso dell'evento, quando i lavori erano già iniziati? Quali verifiche erano state effettuate prima?
Ma soprattutto: quanto amianto è ancora presente a Barletta? Vecchi capannoni, coperture, aree industriali dismesse, manufatti e campagne.
OAP propone una mappatura aggiornata dell'amianto presente sul territorio, senza allarmismi, individuando dove si trova, in quali condizioni è e dove occorre intervenire con controllo, messa in sicurezza e bonifica quando necessaria.

CANALE H: RISOLVIAMOLO UNA VOLTA PER TUTTE
Non possiamo aspettare ogni estate nuove analisi e nuovi divieti di balneazione. Prima bisogna individuare ed eliminare eventuali scarichi impropri e assicurare il corretto trattamento delle acque.
Poi facciamo qualcosa di più ambizioso: studiamo la possibilità di prolungare il recapito del Canale H con una condotta sottomarina verso il mare aperto, valutando anche una distanza nell'ordine dei tre chilometri dalla costa.
Non significa decidere oggi di costruire un tubo di tre chilometri. Significa commissionare uno studio di fattibilità su fondali, correnti, impatto ambientale, costi e benefici. Solo dopo aver eliminato ciò che non dovrebbe arrivare nel Canale e dopo il necessario trattamento delle acque si potrà valutare se l'allontanamento del recapito dalla battigia sia tecnicamente e ambientalmente utile.
Se gli studi confermeranno la validità della soluzione, cerchiamo i finanziamenti regionali, nazionali ed europei disponibili per tutela delle acque, gestione delle acque meteoriche e interventi ambientali. Se i tecnici individueranno una soluzione migliore, realizziamo quella.
Il Canale H deve smettere di essere il problema che ogni estate riscopriamo e diventare il problema che finalmente risolviamo.

BUZZI E TIMAC: LAVORO E SALUTE DEVONO CONVIVERE
Le fabbriche devono poter produrre. I lavoratori devono poter lavorare. Ma i cittadini devono sapere cosa respirano.
Servono controlli, autorizzazioni rispettate e dati facilmente accessibili. OAP propone un portale ambientale pubblico nel quale chiunque possa consultare in maniera semplice qualità dell'aria, controlli e principali informazioni ambientali.

IL PORTO CRESCE. MA DOVE PASSERANNO I GROSSI MEZZI?
Vogliamo che il porto di Barletta cresca. Ma più merci possono significare più camion, tir e grossi mezzi.
Non possiamo permettere che lo sviluppo del porto venga pagato dai quartieri attraversati quotidianamente dai mezzi pesanti. Servono collegamenti adeguati tra porto, grande viabilità e zona industriale e un piano per allontanare progressivamente i grossi mezzi dalle zone abitate.
Sviluppare il porto sì. Trasformare le strade cittadine in corridoi per i TIR, no.

TRAFFICO E MOBILITÀ
Non possiamo parlare soltanto dei camion. Anche noi utilizziamo troppo spesso l'automobile. Servono parcheggi agli ingressi della città, autobus più efficienti, percorsi ciclabili realmente collegati, marciapiedi percorribili e maggiore sicurezza davanti alle scuole.
L'inquinamento non esce soltanto dalle ciminiere: esce anche dai nostri tubi di scarico.

PIÙ VERDE, MENO ASFALTO
Piantiamo più alberi vicino alle scuole, sulle strade trafficate, nei parcheggi e nei quartieri che hanno meno verde. Ma cambiamo metodo: non diciamo soltanto quanti alberi abbiamo piantato. Dopo tre anni diciamo quanti sono ancora vivi.
Non conta la fotografia della piantumazione. Conta l'ombra che quell'albero produrrà fra dieci anni. Dove possibile, riduciamo inoltre superfici inutilmente asfaltate e impermeabilizzate.

DUNE, FRATINO E COSTA
Dune e fratino devono essere tutelati, ma proteggere l'ambiente non significa bloccare la città. Servono accessi organizzati, passerelle, aree protette e una gestione della spiaggia rispettosa dell'ecosistema.
Una costa tutelata vale di più anche per il turismo.

INCENDI: PREVENIRE PRIMA DELL'ESTATE
Ogni primavera individuiamo terreni incolti, sterpaglie, aree degradate, zone vicine alle abitazioni e luoghi nei quali vengono abbandonati rifiuti. Controlliamo prima, puliamo prima, interveniamo prima.
Un incendio evitato costa molto meno di un incendio spento.

RIFIUTI: QUALCHE VOLTA LA CITTÀ LA SPORCHIAMO NOI
Dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Un materasso abbandonato sul marciapiede non ce lo mette il sindaco. Un sacchetto gettato per strada non ce lo mette Bar.S.A.
Servono servizi efficienti, ma servono anche cittadini civili. Fototrappole, controlli e sanzioni devono essere accompagnati dall'educazione.

RIPORTIAMO IL VIGILE NEI QUARTIERI
OAP propone il ritorno del vigile di quartiere: non soltanto per multare, ma per parlare con residenti, commercianti e ragazzi nelle scuole, raccogliere segnalazioni, prevenire il degrado e riportare una presenza riconoscibile delle istituzioni nelle strade.
L'educazione civica non si insegna soltanto sui libri. Si costruisce ogni giorno per strada.

IMPARIAMO DALLE CITTÀ CHE HANNO FATTO BENE
Non dobbiamo inventare tutto. Possiamo studiare esperienze già realizzate altrove: Ferrara per il vigile di quartiere, Bologna per la gestione e il monitoraggio del patrimonio arboreo, Parma per gli elevati livelli di raccolta differenziata e la tariffazione puntuale.
Non dobbiamo copiare nessuno. Dobbiamo prendere ciò che funziona e adattarlo a Barletta.

FACCIAMO GLI STATI GENERALI DELL'AMBIENTE
OAP propone gli Stati Generali dell'Ambiente di Barletta: Comune, Provincia BAT, Regione, ARPA, ASL, Autorità Portuale, Acquedotto Pugliese, Bar.S.A., industrie, associazioni, professionisti, scuole e cittadini.
Non un altro convegno. Un tavolo dal quale uscire rispondendo, per ogni problema, a tre domande: cosa dobbiamo fare? Chi deve farlo? Entro quando?
Ex Cartiera e amianto. Canale H e mare. Buzzi e Timac. Porto e grossi mezzi. Traffico. Verde. Dune e fratino. Incendi. Rifiuti e decoro. Mettiamo tutto sul tavolo.

BARLETTA PUÒ DIVENTARE UN LABORATORIO AMBIENTALE
Se riuscissimo a mettere insieme queste azioni in un unico progetto pubblico, trasparente e verificabile, con un responsabile, una scadenza e un risultato per ogni obiettivo, Barletta potrebbe ambire a diventare una delle esperienze ambientali urbane più avanzate d'Italia.
Non limitiamoci a recuperare ritardi. Proviamo anche a sperimentare. Per una volta non chiediamoci come raggiungere le altre città. Proviamo a costruire un modello che siano le altre città a venire a studiare a Barletta.

L'AMBIENTE NON È DI DESTRA O DI SINISTRA
OAP continuerà a sostenere ciò che ritiene giusto e a criticare ciò che ritiene sbagliato, indipendentemente da chi governa. Perché l'ambiente non è di destra. Non è di sinistra. È di Barletta.
Il concerto di Jovanotti sarebbe durato una sera. La lezione dell'ex Cartiera può durare molto più a lungo.
Abbiamo passato troppo tempo a chiederci chi abbia la colpa dei problemi. Adesso chiediamoci chi è disposto a risolverli.
  • Michele Cianci
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