
Piazza Plebiscito, l’Ambulatorio Popolare: «È il simbolo della solidarietà che si vuole abbattere»
L'associazione annuncia di aver già presentato al Comune la richiesta di rinnovo dell’adozione
«Sei anni fa abbiamo adottato una piazza buia e abbandonata, segnata dal degrado, dallo spaccio, dalla prostituzione, dalla sopraffazione, dal consumo anche di droghe pesanti, utilizzata persino come bagno pubblico a cielo aperto.
Per sottrarla a quel destino e all'illegalità abbiamo affrontato anche pressioni e intimidazioni. Non siamo andati via. Abbiamo resistito.
E l'Ambulatorio Popolare quella piazza l'ha trasformata.
Oggi Piazza Plebiscito è un simbolo di solidarietà, un luogo di emancipazione e di restituzione, un modello virtuoso di gestione dei beni pubblici.
Qui la solidarietà non è mai a senso unico: diventa mutualismo. Chi riceve dalla solidarietà di Barletta restituisce a Barletta tempo, lavoro, cura, fiori, piante e bellezza.
In Piazza fanno volontariato anche persone che ricevono beni e donazioni.
E c'è di più.
Grazie agli accordi con l'ASL vengono accolte persone che affrontano particolari forme di dipendenza e che nella cura, nella natura e nelle relazioni trovano occasioni di serenità e partecipazione.
Qui si svolgono percorsi di messa alla prova grazie agli accordi con il Tribunale di Trani.
Qui arrivano le scuole con le bambine e i bambini, le famiglie, le persone. Tutte le persone, senza distinzioni di colore della pelle, religione o nazionalità.
E poi ci sono le piante e gli animali: colombe, anatre, pesci, tartarughe.
Non sono semplicemente elementi decorativi. Rendono questo luogo vivo, contribuiscono al benessere delle persone e svolgono una preziosa funzione educativa.
Più di mille parole, riescono a creare relazione, attenzione e cura e, soprattutto nelle bambine e nei bambini, a far nascere l'amore e il rispetto per gli animali e per la natura.
Una piazza che prima veniva evitata oggi è frequentata, attraversata, vissuta.
E una piazza vissuta genera valore anche intorno a sé.
Da quando l'Ambulatorio Popolare ha in gestione Piazza Plebiscito, le attività commerciali già presenti hanno visto crescere la propria clientela e nuovi esercizi hanno scelto di aprire proprio qui.
Non è un aspetto secondario.
La cura di un bene pubblico, la sua frequentazione e la sua restituzione alla comunità possono creare condizioni favorevoli anche per l'economia di prossimità.
Perché solidarietà, cura e bellezza possono produrre anche valore economico.
Quello di Piazza Plebiscito è un modello virtuoso di gestione dei beni pubblici, riconosciuto e apprezzato anche fuori Barletta.
Lo dimostrano l'importante riconoscimento ottenuto dall'Università degli Studi di Foggia e il finanziamento ricevuto attraverso il bando Megamark per un progetto dedicato proprio a Piazza Plebiscito.
Riconoscimenti che confermano il valore di un'esperienza nata dal basso e diventata un modello replicabile ed esportabile: prendere un bene pubblico abbandonato, restituirlo alla comunità e trasformarlo in uno spazio capace di generare solidarietà, inclusione, relazioni, bellezza e valore sociale.
Piazza Plebiscito è diventata così UN ARGINE CONTRO LA FRAGILITÀ, L'EMARGINAZIONE, LA POVERTÀ, LA SOLITUDINE E LE DISUGUAGLIANZE.
Ed è proprio questa funzione sociale che, a nostro giudizio, oggi si vuole colpire.
C'è una parte della politica locale a cui evidentemente non piace ciò che l'Ambulatorio Popolare rappresenta e costruisce ogni giorno: solidarietà, inclusione, mutualismo, attenzione alle persone più fragili.
E Futuro Nazionale, con la richiesta pubblica di revocare all'Ambulatorio la gestione o l'adozione degli spazi di Piazza Plebiscito, di questa politica sembra essersi assunto oggi, a nostro giudizio, il ruolo di testa d'ariete.
Perché togliere Piazza Plebiscito all'Ambulatorio non significherebbe semplicemente colpire un'associazione.
Significherebbe colpire ciò che questo luogo è diventato in sei anni e mettere in discussione la sua funzione sociale: solidarietà, mutualismo, inclusione, emancipazione, restituzione e cura dei beni comuni.
E poi c'è un pensiero che non possiamo nascondere.
Quando Piazza Plebiscito era buia, degradata e abbandonata erano davvero in pochi a interessarsene.
Oggi è pulita, bella, curata, frequentata e piena di vita.
E proprio adesso, intorno a quella piazza, sembrano moltiplicarsi attenzioni e interessi.
Sarà un caso. Ma è una domanda che abbiamo il diritto di porci.
L'adozione è in scadenza e abbiamo già presentato al Comune la richiesta di rinnovo.
Attendiamo con fiducia la decisione dell'Amministrazione, certi che saranno valutati il lavoro svolto, la trasformazione realizzata e il valore sociale costruito in questi sei anni.
In questi giorni, però, abbiamo visto soprattutto un'altra cosa.
Tantissime persone ci hanno scritto, telefonato e manifestato la loro vicinanza.
Associazioni, movimenti, collettivi, realtà sociali e partiti hanno scelto pubblicamente di stare al nostro fianco.
A ciascuna e ciascuno di loro va il nostro grazie.
Sei anni fa abbiamo iniziato a prenderci cura di un luogo abbandonato.
Oggi, con gioia, scopriamo che a prendersene cura è un'intera comunità.
Ed è insieme a questa comunità, insieme a tutte le persone che ci hanno sostenuto e a quelle che vorranno esserci, che Piazza Plebiscito, simbolo di solidarietà, difenderemo sempre e comunque.»
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