Chi vive di questa passione non merita questa situazione
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Dopo la partita: Barletta applaudito, la dirigenza...no

Fischi dagli spalti del "Puttilli" verso il dg Martino, in tribuna Allegretti tranquillizza sul futuro

Una bordata di fischi ha invaso questo pomeriggio il rettangolo verde del "Cosimo Puttilli" di Barletta al fischio finale del match pareggiato per 0-0 dai biancorossi contro il Perugia di Camplone. Fischi arrivati al termine di una partita giocata alla pari con i quotati avversari e in cui la prima vittoria in questo a dir poco tortuoso campionato è sfuggita anche a causa della sfortuna e dalle consuete imprecisioni sotto rete: il rigore calciato da Picci e respinto da Koprivec al minuto 14 del secondo tempo è la perfetta sintesi dell'antinomico rapporto dei biancorossi con la rete avversaria, sin qui convolato a nozze in sole due occasioni durante il campionato in corso. La squadra di Orlandi non ha demeritato, ma la disapprovazione del pubblico di casa è stata dirottata tutta sul direttore generale Gabriele Martino, correo della navigazione in acque burrascose della caravella biancorossa, e oggi unico rappresentante della società di via Vittorio Veneto dopo le dimissioni del presidente Roberto Tatò, assente oggi sulle tribune del "Cosimo Puttilli".

Il progetto biancorosso, per il quale non più di un mese fa Martino e Tatò predicavano pazienza, è venuto meno proprio per il forfait di uno dei due protagonisti. Nonostante le dichiarazioni rese giovedì in conferenza stampa, nelle quali meditava un pronto rilancio personale e del club, il dirigente calabrese non può non essere rimasto colpito dall'annunciato addio di chi l'aveva di fatto reso plenipotenziario, riservandogli indubbi onori, e oggi lo investe degli oneri della gestione in solitaria della società sportiva Barletta Calcio, peso del quale parrebbe più facile sottrarsi che oberarsi. Oggi, a una settimana dal comunicato di saluti di Tatò, le spiegazioni del numero uno di via Vittorio Veneto sono le grandi assenti sulle pagine biancorosse: così i 1.049 abbonati trovano riferimento per interrogarsi sui dubbi giustificati circa il futuro tecnico ed economico del Barletta in quello che a tutti gli effetti è il massimo dirigente non dimissionario presente allo stadio, oggi subissato di fischi mentre percorreva completamente da solo la porzione di rettangolo verde che conduce dalle tribune agli spogliatoi. Quasi una metafora del vento che tira dalle parti del Barletta Calcio oggi.

Martino sul banco degli imputati, quindi, sebbene non solo: i numeri non sono dalla sua e dalla parte del Barletta, ma l'innato ottimismo del dg biancorosso vorrebbe dipingere una situazione rosea sul plumbeo sfondo di via Vittorio Veneto, dove sin qui le gioie sono ferme alla salvezza del 2 giugno, culmine comunque di un'annata tutt'altro che "rose e fiori". Intanto, un punto di riferimento in campo e fuori resta sempre Riccardo Allegretti, che anche oggi in tribuna ha confermato a denti stretti di voler rimanere a Barletta nel futuro, sgombrando il campo dai dubbi circa la sua permanenza. " Resto a Barletta e non voglio abbandonare i miei compagni" ha spiegato nell'intervallo il capitano biancorosso. Rendimento in campo e fuori vanno di pari passo in una squadra di calcio: in curva è apparso uno striscione che recitava "Chi vive di questa passione non merita voi e questa situazione" (unito al coretto "Non ricordo più che sapore ha la felicità" sulle note della canzone di Simona Molinari): agli indiziati l'arduo compito di sostituire i fischi con urla di gioia e i demeriti del momento con il merito di un futuro all'altezza della piazza.
(Twitter: @GuerraLuca88)
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