Roberto Tatò
Roberto Tatò
Calcio

Dalla Sala Stampa: i commenti al termine di Barletta-Salernitana 0-2

Quarto ko per i biancorossi, ancora a secco di gol

Aria amara al termine di Barletta-Salernitana 0-2: quarta sconfitta su cinque incontri per i biancorossi di Nevio Orlandi, superati a domicilio per la terza volta in stagione, e squadra contestata a fine partita. I granata dell'ex Stefano Sanderra fanno fruttare al massimo i gol di Ginestra e Guazzo e salgono a quota sette punti dopo quattro partite giocate. Nel Barletta bocche cucite nella Sala Stampa del "Cosimo Puttilli": parla solo il presidente Roberto Tatò, mentre nella Salernitana analizzerà la partita l'allenatore romano con l'attaccante Ciro Ginestra.

Sanderra ammette l'inizio incerto dei suoi: "Abbiamo fatto una partita giocata con giudizio e senso tattico, sapevamo che il Barletta sarebbe partito forte. Le vittorie in Lega Pro passano anche per una difesa di massa e la capacità di soffrire: abbiamo avuto un gran possesso palla però nel secondo tempo, c'è stato un gran lavoro oscuro da parte del collettivo. La squadra non ha preso gol per la prima volta in campionato". Sull'ambiente: "Ho trovato tanti amici, sono stato bene a Barletta, ho visto un buon Barletta, ma abbiamo avuto qualcosina in più dal punto di vista della personalità". Sul modulo adottato: "Avevamo già proposto contro il Pontedera nel secondo tempo il 4-3-1-2, ma al di là di quello, credo vada evidenziato il gran lavoro di Guazzo e Ginestra nel pressing, siamo stati bravi a non abbassare il baricentro e a costringere il Barletta a giocare sempre palle sporche". Sull'atteggiamento della squadra dopo il vantaggio: "Nel secondo tempo non volevamo che si abbassasse la guardia. Siamo stati bravi a non abbassarci e pressare i loro piedi buoni a centrocampo: merito della compattezza della squadra". La chiave tattica del match: "Abbiamo lavorato bene sulla profondità, in particolare di Guazzo, e da quegli attacchi allo spazio sono nate le situazioni complicate per il Barletta".

Ginestra ha aperto le marcature del match: "Oggi il mister ci ha chiesto una prestazione di cuore, venivamo dalla partita non buona contro il Pontedera. Era importante fare risultato su un campo difficile, abbiamo sbloccato e amministrato con un buon possesso palla. Era un campo difficile, dobbiamo continuare su questa scia". Sulla coppia d'attacco con Guazzo: "Io e Matteo l'anno scorso abbiamo fatto un grande campionato, sono contento soprattutto per il suo gol in un momento difficile della sua vita". Meglio il tridente o il fantasista con due punte? "Sono due moduli diversi, il mister ha provato tutto il pre-campionato con il tridente, ma abbiamo giocato bene all'inizio contro il Lecce. Abbiamo avuto qualche difficoltà con Gubbio e Pontedera, ma siamo abituati a giocare con l'1+2 in avanti, ci rimettiamo alle scelte del mister".

Tatò entra in Sala Stampa alle 17.44: "Spetta al presidente parlare in momenti difficili come quello attraversato dalla squadra. Abbiamo costruito una squadra con molti giovani di speranza, sui quali il sottoscritto e la società hanno investito guardando oltre l'annata in corso. Parlo poco della partita: una spinta alla Salernitana l'ha data il direttore di gara, assegnando il rigore sul contatto tra Prutsch e il calciatore della Salernitana, su un contatto quasi inesistente. Questo ha permesso alla Salernitana di segnare e gestire il match". A Tatò vengono chiesti lumi sul mercato: "Questo è un tormentone già tornato lo scorso anno, quando ci trovavamo in una situazione drammatica e il sottoscritto è rimasto al suo posto a lavorare, facendo cambi di staff e giocatori, senza sognarsi di sparare contro quelli che gli avevano sparato contro durante tutto l'anno anche ingenerosamente. Nella nostra città non si fa sistema, non si fa squadra tra le varie componenti. Già dalla terza partita di campionato si riesce a montare una protesta così esagerata per un campionato che non ha retrocessioni. Un pò tutti avete messo benzina sul fuoco. Io non ho abbandonato la nave lo scorso anno e non lo farò quest'anno".

Come si esce da questa situazione? "Si esce continuando a lavorare- spiega Tatò- e cercando di trovare quella serenità che comincia a mancare perchè è stata gettata troppo presto benzina sul fuoco: l'anno scorso che avrei dovuto fare? Ribattere a ognuno? La prima richiesta che ho fatto è stata quella di voltare pagina. Noi siamo qua per continuare a lavorare, lavorare. I ragazzi devono acquisire maggiore consapevolezza delle loro qualità e lavorarci su". Squadra in ritiro? Non ci ho mai pensato. Sapevamo che quest'anno sarebbe stato duro". Il tasso tecnico è inferiore a quello dello scorso anno? "La squadra è costituita per buona parte da calciatori che c'erano già lo scorso anno e realizzarono l'obiettivo della salvezza. Oggi i tiri più insidiosi sono venuti da ragazzi di 19 e 17 anni: questo significa che questi ragazzi hanno qualcosa, hanno bisogno di crescere e lavorare". C'è un termine per attendere risultati? "No, quest'anno abbiamo aggiunto al nostro patrimonio 12-13 ragazzi. Il nostro programma è che possano crescere senza assilli di retrocessione e arrivare pronti al prossimo anno, creando uno zoccolo duro di squadra per un torneo come il prossimo che si preannuncia di serie B". Cambiano i programmi? "Io dissi che non avremmo vivacchiato e che avremmo cercato di arrivare tra i primi nove. Al momento non possiamo trarre risultati finali, non possiamo emettere sentenze e non lo fate neanche voi, potreste essere smentiti dai risultati". Altri arrivi in programma dal mercato degli svincolati? "Non credo, abbiamo anche valutato un paio di situazioni che personalmente non mi convincevano affatto. Il mercato può ritenersi chiuso, salvo novità dell'ultim'ora. Rischiamo di bruciare i talenti? I ragazzi dello scorso anno hanno fatto vedere che i ragazzi hanno bisogno di tempo per crescere, dipende da come sapranno reagire i ragazzi".

Teme disaffezione del pubblico? "Ho parlato con una rappresentanza di tifosi in settimana- aggiunge il presidente biancorosso- questo è un anno di pazienza, bisogna prepararsi a fronteggiare il prossimo anno in cui ci saranno squadre agguerritissime per evitare di scendere tra i dilettanti". Coperta corta in attacco? "In estate due-tre situazioni che si erano create non sono più diventate possibili. Avevamo un parco attaccanti di cinque elementi, alla fine non siamo rimasti sprovvisti da un mio punto di vista. Certo, il ko di La Mantia ha creato delle difficoltà: purtroppo al ragazzo si è girata la gamba e abbiamo preso in corsa questo ragazzo, Zigon, per il quale sono stati avviati i tempi di tesseramento".

"In realtà vicine, nel momento in cui ci sono difficoltà amministrativo, economico e tecnico, sparagli addosso non serve a niente. Le critiche sono accettabilissime, sono costruttive, ma quando si personalizza, parlando dell'incapacità del presidente e del direttore, significa fare una camicetta di negatività in una situazione che di per sé non dice niente di buono. La critica ci sta, ci mancherebbe, però non si spara sui singoli". Addetto stampa? "E' una mia pecca, non sono convinto al momento della rosa di nomi propostami, ma tapperemo la falla". Interventi a gennaio? "Vediamo come riusciamo a crescere- conclude Tatò- c'è un mercato di riparazione per tutti, capiremo se ci sono voragini e lacune evidenti, ma soprattutto vogliamo capire se la squadra riuscirà a srotolarsi un attimino".

Termina una giornata davvero grigia per la storia recente del Barletta Calcio. Non resta che voltare pagina e sperare che non sia ancora nera.
(Twitter: @GuerraLuca88)
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