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Calcio

Centenario biancorosso: dopo 15 anni è di nuovo C/1 - Dodicesima parte

2008-2011, i ragazzini terribili di Sciannimanico e Sfrecola e l’inizio dell’era Tatò

Agosto 2008, per il Barletta dopo 13 anni è finalmente Serie C. O meglio, Lega Pro Seconda Divisione, secondo la nuova denominazione della vecchia C/2, che poi altro non è che l'ennesimo patetico modo, da parte di una FIGC allo sbando più totale, di scimmiottare il calcio d'oltre Manica ("League One" e "League Two", corrispondono infatti a terza e quarta divisione inglese), limitandosi però rigorosamente al nome. Giammai sfiorare i contenuti…

Il Barletta - guidato in panchina dal riconfermato Chiricallo, e in campo ancora da capitan Daleno - da ripescato, ha come naturale obiettivo il mantenimento della categoria. Tuttavia le premesse della stagione 2008/2009 si rivelano quanto mai incoraggianti. I biancorossi infatti, che tornano tra l'altro a disputare la Coppa Italia dei "grandi", bagnano il loro esordio nella competizione andando a vincere con un secco 2-0, niente meno che in casa del Foggia con reti del neo acquisto Zotti, e del "cobra" Gaetano Romano. Quest'ultimo andrà in gol anche nel turno successivo contro il Sassuolo (3-1 per gli emiliani al Puttilli), prima di salutare la compagnia e accasarsi all'Aversa del presidente Spezzaferri.

L'assenza di un finalizzatore del livello di Romano si fa subito sentire, e nelle prime gare di campionato (eccezion fatta per il 2-2 in casa nel derby contro l'Andria BAT) il Barletta farà decisamente fatica a trovare la via della rete.

La prima vittoria per gli uomini di Chiricallo giunge alla sesta giornata sul campo del Monopoli, grazie alle reti del nuovo arrivato Maiella e di Nicolas Laviano, il quale andrà a segno anche nel pareggio interno contro la Vibonese. Subito dopo arrivano due vittorie consecutive di misura contro l'Isola Liri in trasferta, e con la Scafatese in casa che proiettano il Barletta in piena zona play off.

Poi però si spegne la luce, ed il Barletta perde prima contro l'Igea Virtus, con tanto di espulsioni di Laviano, Daleno e Mastronicola, poi, decimato dalle assenze, viene sconfitto in casa dalla Vigor Lamezia fanalino di coda, ed infine arriva la sconfitta del "Rinascita" di Aversa, con tanto di gol dell'ex Gaetano Romano, che costa la panchina a Marcello Chiricallo. Che dire, una vera e propria maledizione questo Aversa per il mister barese.

A risollevare le sorti della squadra viene chiamato Stefano Sanderra, un allenatore giovane ma già abbastanza esperto della categoria. E la scossa per i biancorossi arriva immediatamente, quando al "Puttilli" una doppietta di Emanuele Alessandrì stende il Pescina, squadra tra le massime favorite del torneo.
Dopo sei partite dove pur senza vincere il Barletta mostra senza dubbio segnali di ritrovata solidità, grazie all'importante contributo di nuovi innesti dal mercato di riparazione quali l'ex Andria e Monopoli Caracciolese, e i nigeriani Ike e Omolade, i biancorossi di mister Sanderra risalgono pian piano la classifica, grazie ad importanti risultati quali il successo contro il forte Gela, e le vittorie esterne di Manfredonia e Melfi, fino a terminare il campionato con un onorevolissimo settimo posto. Un bilancio più che positivo per il Barletta del presidente Francesco Sfrecola che però ora, in vista del campionato 2009/2010 di Seconda Divisione, deve fare di necessità virtù, e per far quadrare i conti è costretto a rinnovare totalmente la rosa e ad affidarsi per lo più a giovani di prospettiva. Una strada che non sempre a Barletta è stata foriera di grandi risultati.

Naturalmente in città lo scetticismo si taglia a fette, soprattutto dopo i risultati negativi del girone di Coppa Italia. A tutto questo si aggiungono poi le non proprio incoraggianti profezie di qualche ex presidente circa il futuro della società.
E invece il Barletta dei ragazzini allenati da Lello Sciannimanico inizia sin da subito a smentire le numerosissime cassandre inanellando risultati, e soprattutto prestazioni che van ben al di la di ogni più rosea previsione, issandosi a ridosso della zona play-off. Tra gli elementi che più si mettono in luce in questo brillante avvio di campionato vi sono l'ottimo portiere Di Masi, i laterali bassi Cutrupi e Menicozzo, il capitano ex Andria Pietro Sportillo, i centrocampisti Muwana e Cavaliere (anch'egli ex Andria), il trequartista Carozza, e soprattutto gli attaccanti Daniele Simoncelli, Orlando Fanasca e Saveriano Infantino.

Il Barletta chiude il girone di andata ben oltre la distanza di sicurezza dalla zona play-out perdendo solo con il Cassino in casa, al termine di una partita per altro largamente dominata, ed in trasferta contro la Scafatese e le corazzate Catanzaro e Juve Stabia. Ed è proprio contro le "vespe" di mister Massimo Rastelli che il Barletta è chiamato a riscattare la peggiore gara del campionato (0-3 a Melfi). Finisce con una prodezza a nove minuti dal termine di uno scatenato Saveriano Infantino, che permette ai ragazzini terribili di Sciannimanico di abbattere la capolista del torneo. Dopo la sconfitta di Manfredonia (0-2) i biancorossi inanellano una lunghissima serie positiva (durante la quale cadranno al Puttilli, tra le altre, anche il Brindisi e il Catanzaro) che si arresta solo all'ultima giornata sul campo del Siracusa, quando il Barletta dei ragazzini - quella squadra secondo più di qualcuno già condannata alla D sin da agosto o se preferite quella società destinata al fallimento secondo qualche illustre ex proprietario - ha già raggiunto la qualificazione ai play off da un paio di domeniche nonostante il punto di penalizzazione.

La corsa del Barletta dei Simoncelli e degli Infantino nella post-season si arresta, con un doppio 0-1, in semifinale contro il più esperto Catanzaro. Ma la sconfitta ai play-off finisce col passare alla storia quasi come un insignificante dettaglio alla luce delle grandi novità di questa estate 2010. Da qualche mese, carico di entusiasmo e ambizioni, è entrato in società l'imprenditore Roberto Tatò. Ma soprattutto la consueta valle di lacrime costellata di fallimenti e radiazioni che ormai da un paio di decenni è diventata la nostra Serie C , permette al Barletta, tramite il solito ripescaggio, di ritornare dopo 15 anni in Serie C/1 (o Lega Pro Prima Divisione, se preferite).

L'inizio del torneo di Prima Divisione 2010/2011 del Barletta, naturalmente non è dei più facili. La squadra è in pieno allestimento, ma soprattutto la società è in piena fase di transizione ed il 10 settembre 2010 - nel giorno in cui Barletta piange la scomparsa dell'ex sindaco Francesco Salerno - Roberto Tatò diventa presidente della S.S. Barletta. La rivoluzione nell'organigramma biancorosso vede inoltre Marcello Pitino sostituire nel ruolo di direttore sportivo il bravissimo Giuseppe Geria, l'artefice, in pratica, del miracoloso Barletta dei ragazzini terribili.

La nuova proprietà è alquanto ambiziosa, ma deve ben presto fare i conti con un avvio di campionato a dir poco disastroso, dove il Barletta in sei gare non ha racimolato che un miserrimo punticino. A preoccupare l'ambiente sono in particolare errori sesquipedali come l'incredibile papera del portiere Tesoniero contro la Juve Stabia, e le colossali topiche difensive costate la sconfitta (addirittura in superiorità numerica) nel derbissimo contro il Foggia di Zeman versione 3.0 : quello del tridente formato da Farias, Marco Sau e da un diciottenne Lorenzo Insigne.

La prima vittoria in campionato il Barletta la ottiene contro il Cosenza, grazie ad una doppietta del giovane fantasista barese Nicola Bellomo, per poi cadere di misura a Siracusa. Nel seguente match contro la Cavese, a proposito di errori ed ingenuità, succede poi l'incredibile. Il Barletta, sotto in casa per 1-2, riesce nei minuti finali a ribaltare la partita grazie ad una doppietta del difensore Lucioni (oggi capitano del Lecce). E' il 94' e il Puttilli attende solo che il fischio finale del direttore di gara Rocca di Vibo Valentia consegni agli archivi questa importantissima vittoria. Ma alla ripresa del gioco il fantasista della Cavese Antonio Schetter riceve palla sulla trequarti e con irrisoria facilità salta praticamente per intero l'immobile difesa barlettana, per poi porgere a Ciano la palla del comodissimo 3-3. Un risultato sconfortante che manda su tutte le furie Sciannimanico, e ancora di più il pubblico del Puttilli.

Da questo momento però il Barletta sembra capire la lezione e da il via ad una serie di risultati positivi che permettono alla squadra di Sciannimanico di abbandonare per lo meno l'ultima posizione in classifica. Ma le ambizioni della gestione Tatò non sono certo quelle di vedere un Barletta impelagato nelle sabbie mobili della zona retrocessione, e così a gennaio da il via ad un'autentica rivoluzione nell'organico, portando a Barletta giocatori di spessore come i centrocampisti Cerone e Zappacosta, il portiere Ugo Gabrieli, e gli attaccanti Rana e Innocenti. Ma la novità più importante è l'esonero di mister Lello Sciannimanico che viene sostituito dall'esperto Marco Cari.

E miglior esordio non potrebbe esserci per il nuovo Barletta di mister Marco Cari, che grazie alle reti del difensore Ischia e del nuovo arrivato Innocenti sbanca lo Zaccheria di Foggia, dando il là alla progressiva risalita in classifica di un Barletta che di li a fine campionato perderà solo due partite (contro la Ternana al Puttilli, e a Cava dè Tirreni) centrando una più che meritata salvezza anticipata. Un traguardo che sarebbe stato impensabile solo pochi mesi prima. Un traguardo che è frutto delle scelte coraggiose di Roberto Tatò, dell'esperienza e della competenza di mister Marco Cari, ma soprattutto di giocatori importanti come gli attaccanti Bellomo e Innocenti, come il difensore Lucioni e come il croato ex Bari Ivan Rajcic, vero e proprio faro della manovra biancorossa.
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