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XIII edizione di Ecosistema Scuola Legambiente, in Puglia crescono i servizi

Bari è la città con le scuole meno sicure. Su 89 Comuni capoluogo monitorati, Lecce è la prima città del sud

Su 7.139 edifici scolastici italiani di competenza dei comuni capoluogo di provincia presi in esame, circa il 60% è stato costruito prima del 1974, anno dell'entrata in vigore della normativa antisismica. È questa la preoccupante fotografia scattata da Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia. Guardando alla Puglia, il patrimonio immobiliare scolastico risulta per il 51,26% costruito prima del 1974 con una percentuale del 10,69% edificato tra il 1991 e il 2011: sotto la media nazionale il dato sugli investimenti per la manutenzione ordinaria, poco sopra quello per l'ordinaria. Sul fronte dell'adozione di pratiche relative al risparmio energetico, in Puglia gli edifici che utilizzano fonti rinnovabili sono il 13,57%. Nella classifica generale, su 89 Comuni capoluogo monitorati nel dossier, Bari si trova al 2° posto della classifica nazionale, mentre la migliore città pugliese a livello nazionale è Lecce, posizionata all'89° posto.

"Dal dossier Ecosistema Scuola 2012 – dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia – Lecce risulta la prima città del sud in graduatoria, piazzandosi al 23º posto della classifica generale, mentre Bari si colloca al 67º posto. Fra i capoluoghi pugliesi si distingue Brindisi, per la somministrazione di pasti interamente biologici nelle mense scolastiche. Invece fra le città più deficitarie sul fronte della messa in sicurezza nelle scuole troviamo Bari, al secondo posto della classifica nazionale, con scuole maggiormente esposte a fonti d'inquinamento interno come l'amianto e il radon, fonti d'inquinamento atmosferico, elettromagnetismo, inquinamento acustico e industriale. Sul fronte della raccolta differenziata, invece, la situazione in Puglia è positiva: vetro, pile, carta e toner nei capoluoghi sono tutti differenziati per il 70,56%, valore sopra la media degli stessi materiali mentre non è prevista la raccolta dell'organico e quella dell'alluminio si ferma all'11,21%".

"Per migliorare le condizioni dell'edilizia scolastica – conclude Tarantini – Legambiente chiede il monitoraggio costante degli edifici, risorse versate con continuità alle scuole e una ridefinizione delle competenze e dei ruoli degli Enti per completare definitivamente l'anagrafe scolastica. Se da un lato cresce la consapevolezza dell'importanza dell'edilizia scolastica come infrastruttura strategica del nostro Paese dall'altro occorre, però, andare oltre l'emergenza per parlare di come devono essere le nostre scuole del futuro: sicure, in classe energetica A, belle, educative e aperte al territorio. Per far questo bisognerà innanzitutto svincolare dal patto di stabilità gli interventi destinati alla messa in sicurezza delle scuole e poi avviare un dialogo con Ministero, Enti locali e soggetti della società civile per definire linee guida comuni verso le quali indirizzare la programmazione degli interventi e le risorse destinate ai nostri edifici scolastici".
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