Barletta
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Si celebra oggi la "Giornata Nazionale dei Dialetti"

Scopriamo l'antica origine di alcuni termini dialettali barlettani

Promossa e istituita nel 2013 dall'UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d'Italia), con lo scopo di valorizzare il patrimonio dialettale delle varie regioni italiane, si celebra oggi 17 gennaio la "Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali". Quale migliore occasione, se non questa, per provare a riscoprire quello che il nostro caro dialetto barlettano che, seppur sempre meno, specialmente tra le giovani generazioni, tanto racconta su chi siamo, e su come il nostro territorio sia stato nei secoli un infinito crocevia di culture, dominazioni e influenze?

Dagli illiri agli spagnoli, passando per greci, longobardi, bizantini, normanni, svevi, francesi, e persino saraceni, il dialetto barlettano non è infatti che il sovrapporsi nei secoli di culture spesso assai diverse tra loro, che col passare del tempo hanno integrato fino a stravolgere il ceppo dominante latino.

Sono quattro le aree dialettali pugliesi che rispecchiano a vario titolo quelle che sono state le dominazioni e le varie influenze politiche e culturali che hanno investito il nostro territorio:
  • l'area garganico foggiana, dove al comune ceppo latino infarcito di venature illiriche, molto forte è l'influenza napoletana, specie dalle parti del Subappennino Dauno;
  • l'area corrispondente con l'antico territorio della Terra di Bari (che comprende anche i territori della BAT), dove un po' più accentuato è l'elemento balcanico, oltre che naturalmente alle classiche influenze franco-spagnole tipiche del meridione d'Italia;
  • molto simile ai primi due ceppi è la cosiddetta zona di transizione che percorre una linea ideale che va da Taranto a Ostuni;
  • infine c'è il ceppo salentino, dove molto forte è l'influenza della lingua greca.

Il dialetto barlettano, appartenente al ceppo della Puglia centrale, è quindi figlio di numerose influenze, con alcune differenze di pronuncia rispetto al dialetto barese.

Di seguito elenchiamo termini dialettali barlettani derivanti dalle varie presenze straniere sul nostro territorio, a partire da alcune espressioni di derivazione latina come ad esempio:
  • "cré" e "pscrè" (domani e dopodomani), derivanti da "cras" e "post cras";
  • "cannecul" (grappolo d'uva), derivante da "cannaculae";
  • "appccè" (accendere), che deriva da "apdiceare";
  • "vov" (bue), che discende da "bovis";
  • "assuché" (asciugare), che deriva dal termine "exsucare"

Esempi derivanti dalla lingua greca, derivanti dalla presenza ellenica nella Puglia centrale sono:
  • "attan" (padre), che deriva dal greco "atta";
  • "fanov" (falò), derivante da "fanos";
  • "iusch" (brucia, fa male), che deriva da "jusk";
  • "putrsein" (prezzemolo), derivante da "petroselinon";
  • "cuccuesc" (civetta, gufo), che discende da "kukubaghia";
  • "c'ntron" (chiodo), derivante da "kéntron".

Non mancano inoltre termini dialettali derivanti da vocaboli arabi:
  • "tavout" (bara), termine, pare anch'esso di origine greca, ma che viene assimilato dall 'arabo "tabout";
  • "zamben" (zanzara), da "zabanya", che letteralmente significa 'demone infernale';
  • "cupet" (torrone), termine derivante da "kubbaita".

E poi naturalmente vi sono termini dialettali barlettani di origine storicamente più recente, comunque abbastanza comuni con quelli della Puglia centro-settentrionale, che derivano dalle dominazioni germaniche (longobardi e normanno svevi), francesi e spagnole di cui riportiamo alcuni esempi:
  • "arrnghè" (sistemare oggetti in ordine), termine derivante dal germanico "hring";
  • "sparagnè" (risparmiare), termine anch'esso con radici germaniche che deriva dal termine "sparanian";
  • "a buffett" (tavolo da cucina), termine praticamente identico al francese "buffet";
  • "palumb" (colombo, piccione), dallo spagnolo "paloma";
  • "crienz" (cortesia), dallo spagnolo "crianza", termine con come radice il verbo "criar";
  • "mareng" (arancia), dallo spagnolo "naranja", termine tra l'altro di chiara derivazione araba;
  • "abbusché" (guadagnare), dallo spagnolo "buscar", che comunque ha come significato letterale 'cercare';
  • "accattè" (comprare) dal francese "acheter", a sua volta derivante dal latino "ad-captare";
  • "vuccir" (macellaio), dal francese "boucher".
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