Italiani bloccati a Dubai: la testimonianza di una coppia barlettana
Italiani bloccati a Dubai: la testimonianza di una coppia barlettana
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Italiani bloccati a Dubai: la testimonianza di una coppia barlettana

Il racconto di due giovani che lavorano a Dubai

Decine di migliaia di italiani si trovano improvvisamente bloccati tra Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrein e Qatar. C'è chi era partito per una vacanza a Dubai, chi stava facendo scalo e chi, invece, vive e ci lavora da anni. Nel giro di pochi istanti, quella che per molti rappresenta la capitale del turismo si è trasformata in una città sotto attacco, con scie di intercettori nel cielo e boati nella notte.

Le testimonianze del disagio si moltiplicano: turisti e passeggeri sono rimasti bloccati a causa della cancellazione dei voli e della chiusura degli aeroporti. Disagi anche nei porti, con alcune navi da crociera ferme. Una situazione surreale che coinvolge non solo i visitatori, ma anche chi risiede e lavora stabilmente nella zona.

Tra gli italiani presenti a Dubai c'è anche una coppia di Barletta, negli Emirati per lavoro. Dopo una prima rassicurazione - «Qui stiamo bene» - hanno raccontato le ore più difficili. «La prima notte l'abbiamo trascorsa in reception dopo aver ricevuto una serie di messaggi di allerta da parte delle autorità che invitavano a restare al riparo e lontani da balconi e finestre. Come noi, altre persone erano in reception e altre ancora nei garage», spiegano. «Solo alle 9 del mattino, abbiamo visto delle nubi in cielo e sentito due forti boati: sono stati intercettati altri attacchi. Sinceramente ora i boati li viviamo diversamente, perché capiamo che gli attacchi vengono neutralizzati e che è tutto sotto controllo». Secondo l'ultimo aggiornamento ufficiale diffuso dal Ministero della Difesa, «i sistemi di difesa aerea hanno gestito con successo 9 missili balistici, 6 missili da crociera e 148 droni».

Il Ministero ha inoltre precisato che, dall'inizio dell'attacco iraniano, sono stati rilevati 174 missili balistici lanciati verso il Paese, di cui 161 distrutti e 13 caduti in mare; 689 droni iraniani, con 645 intercettati e 44 caduti all'interno del territorio nazionale; 8 missili da crociera, tutti distrutti. Alcuni detriti hanno causato danni collaterali, provocando 3 morti e 68 feriti lievi.

«Qui tutto procede con tranquillità - rassicura la coppia - Le persone in giro non sono molte perché bisogna essere cauti. Molte aziende e scuole hanno incrementato lo smart working per ridurre gli spostamenti non necessari. Le autorità hanno comunicato il loro completo supporto ai turisti, che al momento non possono lasciare il Paese perché gli spazi aerei sono chiusi».
  • Nota politica
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