Mennea Day
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Le origini del mito: il Mennea-Day arriva in anticipo a Barletta

Ricordi, filmati ed emozioni ieri presso il Castello Svevo. Le parole aprono la pista alla corsa di oggi al "Puttilli"

Il Mennea-Day sarà celebrato oggi in tutta Italia - con gare di velocità sui 200 metri aperte a tutti- ma a Barletta, come d'uopo che fosse, ha avuto il via ieri. Nell'aria della città di Eraclio riecheggia ancora il profondo spirito di sacrificio che ha condotto Pietro Mennea a una lunga stagione di vittorie attraverso cinque partecipazioni alle Olimpiadi, il record del mondo, numerosi altri successi in Italia e in Europa. Un'infinità di traguardi raggiunti affrontando e superando la difficoltà degli esordi a Barletta, del confronto da meridionale con una realtà da sempre ostica al Mezzogiorno, dalla presenza di figure che lo hanno formato nella vita e nello sport. Non solo record: le sue lauree, le sue pubblicazioni, l'impegno costante nella lotta al doping e per lo sviluppo della propria terra sono stati parametri fondanti della vita della "Freccia del Sud".

A quasi sei mesi dalla prematura scomparsa dell'orgoglio barlettano, il mondo dell'atletica e non solo ha inteso celebrarlo nel 34° anniversario di quello storico "crono" del 12 settembre 1979. Ieri pomeriggio, presso la Piazza d'Armi del Castello Svevo, nel segno di Pietro si è celebrato il gemellaggio sportivo della città di Barletta con la città di Formia. Presenti le maggiori rappresentanze del territorio, dal sindaco di Barletta Pasquale Cascella al vice-sindaco di Formia, Maria Rita Manzo, fino al presidente della provincia Barletta-Andria-Trani Francesco Ventola. A omaggiare la memoria della Freccia del Sud anche gli atleti Domenico Ricatti e Vito Incantalupo, due delle punte di diamante del panorama dell'atletica leggera barlettana. Una serata presentata dal giornalista Giuseppe Dimiccoli, vissuta tra annulli filatelici, confronti editoriali, proiezioni di cortometraggi a tema e ricordi di vecchi amici.

Tutto è partito da Barletta, è vero, ma il seme della fame e del professionismo è germogliato e ha invaso con solide radici il panorama dell'atletica leggera mondiale a Formia, "culla della fame dell'atletica leggera" come l'ha definito il vice-sindaco del centro laziale. "Domani (oggi, ndr), alla presenza del presidente del Senato Grasso, scopriremo la targa dedicata a Pietro Mennea, che al termine dei lavori di riparazione della pista di atletica sarà posta sulla pista stessa" ha assicurato Cascella, aggiungendo che l'atletica leggera resta in cima ai pensieri dell'amministrazione comunale.

Veemente, aneddotico e risentito l'intervento del professor Franco Mascolo, storico primo allenatore di Pietro Mennea. "A Barletta abbiamo amato Pietro Mennea. Dobbiamo mettere i presupposti per creare a Barletta una Cittadella dello Sport: dobbiamo dire ai vari esponenti dele istituuzoni che noi andiamo avanti" una richiesta avanzata con decisione al primo cittadino di Barletta, una domanda troppo spesso inevasa nella nostra città. "Il Comune di Barletta deve ascoltare le nostre idee con ogni forza, ma che venga messa su una statua di Pietro Mennea, costi quel che costi". Parole dense di umanità, quella che Pietro ha sempre comunicato in gara e in vita. Si dice spesso, troppo spesso Mennea sia stato dimenticato dalla nostra città, una sentenza contraddittoria stando al professor Mascolo: "Sono andato sulla tomba di Pietro Mennea e ho trovato un mazzo di fiori, firmato i cittadini di Barletta".

Una leggenda tutta da raccontare, come fatto dal giovane scrittore Stefano Savella in "Soffri ma sogni", la celebre frase di Pietro Mennea che predicava la fatica come sempre utile e mai concepita come spreco: "Ho voluto mitigare nel mio libro gli spazi identitari di Mennea, cercando di rendere l'idea della straordinaria grandezza della sua figura", principio di un'opera che si è avvalsa della prefazione di Luca Cordero di Montezemolo. La memoria di Mennea è stata insignita anche di un annullo filatelico e una cartolina celebrativa del Comitato Pro Canne della Battaglia. La cartolina raffigura l'immagine di Pietro Mennea che il 12 settembre 1979 taglia il traguardo di Città del Messico. Il particolare sta nel pettorale che non è un semplice 314 ma è P greco il moltiplicatore, moltiplicatore delle esperienze e delle battaglie, e Pietro ne ha davvero vissute tante.

Un emozionato Giuseppe Acquafredda ha invece ricordato i momenti vissuti da giovane atleta con Pietro Mennea e con Cosimo Puttilli, sempre prodigo di incitamenti per i suoi giovani allievi. " Ricordo quando l'autoparlante dello speaker durante le gare annunciava i quattro componenti della nostra staffetta, tutti ridevano ma poi li facevamo ricredere vincendo e stracciando tutti gli avversari. Il 6 luglio 1969 durante la finale di Coppa Italia eravamo all'Acquacetosa: io ero con Pietro, anche per affinità di carattere, eravamo un po' schivi e questo ci legava. La mattina bussarono alla porta della nostra stanza e vi introdussero un gatto nero ma noi due ore e mezzo dopo scendemmo in pista stabilendo il nuovo record pugliese della staffetta, infrangendo un tabù che durava da diversi anni". Ai ricordi segue l'amarezza: "Forse la federazione di atletica, le istituzioni e l'Italia tutta non hanno dato a Pietro lo spazio che meritava". Enzo Bruno, rappresentante AVIS, ha sottolineato come senza il dottor Lattanzio, fondatore della società AVIS Barletta di atletica probabilmente Pietro Mennea si sarebbe perso e non avrebbe potuto coltivare il suo immenso talento.

A fine serata le parole hanno lasciato spazio alle immagini, alla loro forza evocativa, alla loro potenza poetica, con la proiezione del docu-film sulla sua vita, "Diciannove e Settantadue", girato dal regista Sergio Basso, una rincorsa alle origini del mito. Un pugliese emigrato per sport che da ragazzo non aveva neanche una pista per allenarsi e che si scopri' nato per correre i duecento metri, 52 volte "azzurro", protagonista di 528 gare, 419 individuali e 109 di staffetta. Numeri da record, numeri da "Citius!, Altius!, Fortius!", come recita il motto del Comitato Olimpico Internazionale. Una definizione che sembra calzare a pennello per Pietro Mennea, il cui dito indice alzato in segno di vittoria resterà immagine nelle nostre menti e icona per lo sport italiano. Il Mennea-Day è però solo all'alba: il meglio deve ancora venire.
(Twitter: @GuerraLuca88)
17 fotoMennea Day
Mennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande PietroMennea Day, l'abbraccio di Barletta al grande Pietro
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