Pietro Sciusco
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Politica

Correnti interne al Pd a Barletta: «Posizione ambigua del partito all'opposizione»

La nota di Pietro Sciusco e Cinzia Dicorato, esponenti dell'area radicalità del partito

«Di solito d'estate, durante il periodo che prelude il ferragosto, le attività della politica vanno in ferie. Evidentemente sono cambiati i tempi se, in risposta a tutto questo caldo che sfiancherebbe chiunque, stiamo assistendo ad una febbrile attività della politica a cominciare dalle vicende che riguardano l'amministrazione di Barletta». Intervengono così Pietro Sciusco e Cinzia Dicorato, esponenti dell'area radicalità del Partito democratico, la corrente interna al Pd guidata da Gianni Cuperlo.

«La coalizione che tre anni fa con Cannito sindaco ha vinto - proseguono - costituendo così la maggioranza per governare la città, è implosa malamente. Un gruppo costituito da sette consiglieri si è dissociato. Ad un primo annuncio di sostegno esterno questo si è trasformato in dissenso e poi in distacco totale. Il sindaco per il momento è rimasto al suo posto, il bilancio consuntivo è stato approvato grazie al sostegno espresso attraverso l'astensione dei 5 stelle e al voto del dem Ruggiero Mennea. Nel frattempo sono volati gli stracci e le accuse. Tra le più pesanti di tutte, il j'accuse lanciato dal sindaco contro il Partito democratico.

Il gruppo del PD che fa riferimento all'area Radicalità per Ricostruire trova inaccettabili queste accuse, per tanti che credono nella politica dell'impegno e del servizio verso la propria comunità, il PD non può essere raccontato come il sindaco Cannito lo ha descritto in consiglio comunale. Ma purtroppo non possiamo ignorare alcune stranezze e alcuni passaggi avvenuti nel momento in cui quella maggioranza si è costituita. Tre anni fa Cannito per soddisfare il proprio spasmodico desiderio di fare il sindaco di questa città era disposto a fare il patto pure con il diavolo.

Secondo il suo racconto - così scrivono Pietro Sciusco e Cinzia Dicorato - ha fatto un patto con Filippo Caracciolo, consigliere regionale e capogruppo del gruppo consigliare regionale del PD, che ha messo a disposizione di un sindaco alternativo a quello del PD un gruppo di candidati di suo stretto riferimento, per formare questa curiosa "grand coalition" che più che una coalizione di germanica memoria faceva pensare ad un'armata Brancaleone. Inoltre, sempre per sottolineare l'operazione spuria, uomini che avevano fatto parte dell'amministrazione Cascella, per dimostrare di essere uomini per tutte le stagioni, si uniscono a questa avventura.

Se questo è vero il Partito Democratico dov'era mentre accadeva tutto questo? Diciamo che si stava facendo la sua modesta campagna elettorale rassegnato ad andare all'opposizione. Solo che in questi tre anni questa opposizione non è stata molto brillante. Cosa non ha funzionato in questa accordo finalizzato al potere e agli interessi? È successo che la posta in gioco è diventata troppo alta e che c'è un limite alla sottomissione di un sindaco disposto a pagare qualunque prezzo pur di fare il sindaco. Come si dice, adesso il Re è nudo.

C'è una parte in questo Partito Democratico, costituito da semplici militanti che amano fare politica perché hanno sempre pensato che con la politica si possono cambiare le cose e che credono che la politica sia servizio e non potere. Ancora di più crede che il Partito Democratico si debba muovere nel campo del centrosinistra, quel centro sinistra che si occupa dei problemi della gente ed in particolare di coloro che vivono in difficoltà. Un gruppo di militanti che si sente autenticamente socialdemocratico. Questa parte non si riconosce in un PD monopolizzato e sottomesso a nessun consigliere regionale, soprattutto se nella sostanza ha una visione politica più vicina alla destra che non alla sinistra.

Invece questa parte, piccola e con poca agibilità politica, è in totale dissenso con quel partito che è stato rappresentato in consiglio comunale, sia quello in maggioranza i cosiddetti filippidi, che quello all' opposizione. Su quelli che erano in maggioranza il sindaco Cannito li ha abbondantemente descritti, facendo nome e cognome. Su quelli all'opposizione grava una posizione ambigua perché non ha mai preso in maniera netta e chiara le distanze dal gruppo dei consiglieri legati a Caracciolo. Detto questo bene ha fatto il gruppo consigliare del PD ha votare contro se non fosse che su di loro pesa il dubbio che il loro voto sia più un ordine di scuderia.

Il gruppo Radicalità per ricostruire, che nel PD fa riferimento all'area nazionale, prende le distanze da queste logiche. Il Partito Democratico - aggiungono i referenti della corrente politica - deve essere restituito alla politica sana che opera nell'interesse dei cittadini e non in quello dei singoli individui e chiede:
  • alla segreteria regionale, provinciale e cittadina e al gruppo consigliare una netta dissociazione e una chiara smentita di quanto descritto dal Sindaco;
  • di individuare un percorso di costruzione di un'alleanza autenticamente di centrosinistra;
  • una totale chiusura agli uomini per tutte le stagioni che si nascondono nelle cosiddette liste civiche e agli ex iscritti al PD che a quel tempo si sono presentati in una coalizione alternativa a quella del PD in quanto soggetti non credibili. Le alleanze si realizzano con i partiti e non con le persone che hanno intendi personali e non degni di fede;
  • infine la commissione di garanzia il cui comportamento finora è stato mostrarsi "forte con i deboli e debole con i forti" deve aprire una vera e propria inchiesta sugli avvenimenti che riguardano la scorsa campagna elettorale amministrativa».
  • Partito Democratico
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