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Politica

A Barletta la destra è civica

L'adesione del vicesindaco Lanotte e della lista Scelta Popolare a Forza Italia ha creato non poco scompiglio

Mentre il Senato della Repubblica applaudiva l'istituzione della Commissione straordinaria, voluta dalla Senatrice Liliana Segre per controllare i diffusi fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, il Consiglio comunale di Barletta dava uno degli spettacoli più indecorosi di sé. In aula, i temi politici fanno il loro ingresso, insieme ai nuovi componenti della Giunta, Graziana Carbone e Nicola Salvemini. I modi e il linguaggio, invece, ne restano fuori, sdoganando nella massima assise cittadina termini e condotte disdicevoli.

Tra l'aula di Palazzo Madama e quella di via Zanardelli però, infondo, un'assonanza c'è. Non certo nella profondità e nell'urgenza dei temi trattati, ma nella centralità che, in entrambi i momenti di espressione democratica, ha avuto il centrodestra. Una destra sfacciata, che si è astenuta a Roma dal voto sull'istituzione della Commissione Segre e che ha ribadito a Barletta una collocazione civica all'interno della maggioranza Cannito.

La "destra civica"
E allora, se coniassimo l'espressione "destra civica", forse, accontenteremmo i palati di tutti. Quelli più esigenti delle opposizioni, che chiedono di abbassare le maschere del civismo e di far entrare in Consiglio comunale i simboli politici sventolati fuori dall'ex tribunale di via Zanardelli, ma anche quelli della maggioranza che, tergiversando, continua ad ostentare un civismo zoppicante. Il problema è che si continua a dare rilievo alla forma e non alla sostanza delle cose.

La recente adesione del vicesindaco Marcello Lanotte e dell'intera lista civica Scelta Popolare (che trova rappresentanza in Consiglio comunale in Pier Paolo Grimaldi e Michele Maffione) a Forza Italia ha creato non poco scompiglio, suscitando perplessità anche nelle opposizioni. Il passaggio, ad ogni modo, non modificherà gli assetti della maggioranza: Scelta Popolare continuerà ad essere una delle liste della coalizione, senza confluire in Forza Barletta. Ma la domanda è: Forza Italia è in maggioranza oppure no? «Non potete chiederci – ha detto il Consigliere Grimaldi – di rinunciare alle idee, ad un pensiero, all'intelligenza di ognuno di noi. Le mie idee sono quelle liberali, democratiche, garantiste e se coincidono, in questo momento, con quelle di Forza Italia non ho alcun timore a dirlo, ma non capisco perché mi viene detto: "Allora non dire che sei civico"».

Equilibri di Giunta

E allora, se non si fa mistero della propria appartenenza politica, sarebbe più che lecito chiedersi, date le recenti vicissitudini che hanno interessato la Giunta comunale, se il vicesindaco Marcello Lanotte possa essere l'espressione in Giunta della lista Forza Barletta, sintesi civica dei partiti Forza Italia e Fratelli d'Italia.

«Forza Barletta è ancora in attesa di un posto in Giunta – chiarisce la Consigliera comunale Stella Mele che, stigmatizzando i criteri ondivaghi adottati dal sindaco Cannito negli ultimi rimpasti, si è definita "anima critica" della maggioranza – Non mi risulta che in Consiglio comunale l'assessore Lanotte abbia aderito a Forza Italia. È una cosa che riguarda l'esterno, ciò che accade fuori dal Consiglio comunale. Anche io – ricorda la Mele – ho una posizione ben precisa: civica all'interno del Consiglio comunale e sono dirigente nazionale di Fratelli d'Italia fuori dal Consiglio comunale».

Le elezioni regionali 2020

Ciò che accade all'esterno del Consiglio comunale altro non è che l'appuntamento elettorale per le regionali del 2020. Direzione Italia, il partito di Raffaele Fitto al quale appartengono sia il Consigliere regionale Francesco Ventola, sia i Consiglieri comunali Riccardo Memeo e Luigi Antonucci (Noi con Barletta), è da poco confluito in Fratelli d'Italia. Ed è sul ruolo del partito di Giorgia Meloni che si consuma l'ennesimo interrogativo sugli equilibri di questa maggioranza.

«Il passaggio in Noi con Barletta, che pure si era ipotizzato di fare, voleva essere un'anticipazione di quello che sta accadendo a livello nazionale – ci spiega Stella Mele. Abbiamo pensato che da Roma potesse arrivare una direttiva di unire i gruppi in Consiglio comunale, ma ci rendiamo conto che essendo stati eletti nelle liste civiche, queste direttive potrebbero non essere applicate. Se in Consiglio comunale ci fossero stati i partiti Fratelli d'Italia e Direzione Italia, la confluenza sarebbe stata obbligatoria. Nulla è escluso – conclude la segretaria di Fratelli d'Italia – cercheremo di capire quale potrebbe essere il metodo migliore per poter lavorare e coordinarci».
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