Sono un ragazzo di 23 anni, disabile

Con enormi difficoltà, scendo da tanti gradini che la vita mi mette davanti

Spettabile Redazione,

sono un ragazzo di 23 anni, disabile. Dalla nascita sono affetto da tetraparesi spastica, condizione che mi costringe a spostarmi in carrozzella. Scrivo al vostro giornale per denunciare un episodio che mi è accaduto alcuni giorni fa presso il Castello di Barletta. Essendo appassionato di musica ed apparecchiature elettroniche in genere, da qualche settimana ho iniziato a frequentare un corso con un gruppo teatrale. Le prove degli spettacoli si tengono presso la Sala Rossa, ma quando non è disponibile il gruppo si sposta nei sotterranei del castello. Per ben due volte però mi è stato impedito l'accesso ai sotterranei dall'ingresso per disabili che dà sul fossato perché, a detta del personale presente, mancavano le chiavi per aprire la porta.

Con enorme difficoltà sono stato costretto a scendere i numerosi gradini, per giunta sconnessi, che dal piazzale conducono al sotterraneo, grazie al sostegno di un mio amico, rischiando di cadere e farmi male. L'episodio si è ripetuto per ben due volte, quindi deduco che l'accesso per i disabili sia quasi sempre chiuso. Ho segnalato il mio caso per dare voce a tutti coloro che, per la loro condizione di disabilità, già si trovano ad affrontare ogni genere di ostacolo; quando poi , nonostante le strutture siano dotate di servizi idonei, questi non sono fruibili per problemi organizzativi e gestionali, si arriva al paradosso.

Non chiedo corsie preferenziali, ma soltanto di esercitare il mio diritto a raggiungere e frequentare senza difficoltà i luoghi in cui mi sento parte attiva della società, in cui la mia creatività può trovare realizzazione. E' un dovere della nostra pubblica amministrazione rimuovere tutti gli ostacoli, fisici e mentali, che impediscono a me e a tanti altri come me di vivere una vita "normale", ma in queste due occasioni ho trovato, è il caso di dirlo, la porta chiusa in faccia.
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