Undici anni senza Serie C prima parte 2015-2016. <span>Foto Cosimo Campanella</span>
Undici anni senza Serie C prima parte 2015-2016. Foto Cosimo Campanella
Calcio

Undici anni senza Serie C (prima parte): il crack Perpignano e i primi difficoltosi passi del Barletta 1922

Dal rovinoso fallimento della S.S. Barletta al ko nella finale playoff di Altamura

Liverani; Meola, Stendardo, Radi, Guarco; De Rose, Quadri, Legras; Venitucci, Fall, Turchetta. Questa è la formazione dell'ultimo Barletta di Serie C che, guidato da Ninni Corda, scese in campo il 3 maggio 2015 davanti ai tifosi barlettani, in un Puttilli ormai ridotto quasi a un rudere e prossimo all'abbattimento, contro il Foggia allora allenato da un quasi esordiente Roberto De Zerbi: derby che i rossoneri vinsero per 1-0 con rete messa a segno su punizione dall'ex grande promessa mancata Vincenzo Sarno.

È con questa premessa necessaria che intendiamo partire con il nostro racconto di questi quanto mai sofferti e tormentati ultimi undici anni di storia del nostro amato Barletta. Dalla Serie C perduta in modo così devastante nel 2015, alla Serie C meravigliosamente riconquistata dai ragazzi di Massimo Paci e del presidente Marco Arturo Romano domenica scorsa allo Zaccheria di Foggia.

Certo, potrà obiettare il lettore, ci sono stati anche i tredici anni dal 1995 al 2008, che per molti versi sono stati anche peggiori, vista l'inarrestabile caduta di inizio secolo che portò i biancorossi a sprofondare addirittura nel campionato di Promozione, fino addirittura a rischiare, nella stagione 2003/2004, la retrocessione in Prima Categoria, dove adesso milita l'Etra Barletta, tanto per intenderci.

A rendere altrettanto dolorosi questi ulteriori undici anni senza Serie C, hanno inoltre senza dubbio alcuno contribuito i sette lunghissimi anni senza il Puttilli, con le poche centinaia di irriducibili tra il tifo biancorosso sballottati tra Manzi-Chiapulin e Canosa, senza poi contare il forzato anno e mezzo lontano da quei due colori tanto amati, a causa del Covid.


Un percorso quasi omerico che va dal duro 1-3 di Novoli, al playoff di Altamura; dall'affaire "Madre Pietra" al playout con l'Unione Calcio Bisceglie; dal Covid all'immane delusione di Barletta-Corato; dall'apoteosi di Rieti 2022 al baratro di Angri 2024, fino al 3-1 all'Heraclea, alla zampata da Serie C di Michelino Dicuonzo, e alle lacrime di gioia di Vincenzo Lanotte, uno che del Barletta Calcio ha praticamente visto tutto.

Un percorso che ci apprestiamo a raccontare in più parti, a cominciare dai primi difficilissimi mesi della seconda rovinosa caduta in Eccellenza.

L'umiliante e malinconico addio alla Serie C
Il de profundis ufficiale dell'ultimo Barletta di Lega Pro fu "officiato" allo stadio "Enzo Mazzella" di Ischia dai gialloblu locali sei giorni dopo il derby con il Foggia, con un 3-0 firmato in maniera quasi beffarda dagli illustri ex Saveriano Infantino (doppietta) e Antonio Schetter, vale a dire due dei giocatori più rappresentativi di quello che tra il 2010 e il 2012, risultati alla mano, è stato di gran lunga il miglior Barletta dai tempi della retrocessione dalla B.

Poco più di un mese dopo, ecco inevirabile la mancata esclusione dalla Serie C, dopo mesi di agonia iniziati con la cessione al Pisa dell'eroe dello Zaccheria Roberto Floriano, proseguiti con stipendi, conti d'albergo e utenze non pagati, e culminati persino nell'accusa di combine nel famoso Barletta-Vigor Lamezia 3-3.

Dal club "i biancorossi" agli illusori playoff d'Eccellenza
"Visto che la città non mi vuole, lascio la squadra. Non ci sono altre soluzioni". Queste le parole al limite del provocatorio di Giuseppe Perpignano da Genova poco prima dell'effettiva esclusione del Barletta dal campionato di Serie C 2015/2016, ufficializzata il 30 giugno 2015.

Dopo l'umiliazione per il secondo fallimento della storia del Barletta Calcio, su iniziativa del club "I biancorossi", ha inizio una vera e propria corsa contro il tempo per provare a scongiurare la definitiva cancellazione di Barletta dalla mappa del calcio italiano.

Grazie anche a una raccolta di fondi di oltre 100mila euro, tra il 31 luglio e il 5 agosto, la neonata ASD Barletta 1922 ottiene l'affiliazione alla FIGC, e l'iscrizione al campionato di Eccellenza pugliese, mentre nelle settimane successive viene man mano allestita una rosa di discreto valore per la categoria, che ha nei punti di forza i vari Ruggiero Rizzi, Saverio De Candia, Francesco Cantatore, Giuseppe Sguera e Vincenzo Ladogana.

ASD Barletta 1922 che, causa inizio lavori di ammodernamento del Puttilli, e della limitatissima capienza del Manzi-Chiapulin, giocherà le sue gare interne al San Sabino di Canosa, per quello che sarà l'inizio di una vera e propria Odissea.


A guidare la squadra viene scelto l'ex tecnico di Bitonto, Terlizzi e Cerignola Massimo Pizzulli, che all'esordio stagionale di Vieste in Coppa Italia del 5 settembre schiera la seguente formazione: Di Candia; Di Pinto, Rizzi, Cifaratti, Piazzolla; Zingrillo, Cantatore, Fabiano; Martinelli, D'Ambrosio, Ladogana.

Dopo un pari senza infamia e senza lode in terra garganica, a vent'anni dallo lo zero a zero di Laterza, il Barletta fa il suo secondo esordio nel campionato di Eccellenza sulla terra battuta del Toto Cezzi di Novoli, seguito da poche decine di coraggiosissimi tifosi biancorossi giunti in Salento per sostenere sin dall'inizio la nuova faticosissima rinascita.

La partita, come noto, finisce 3-1 per il Novoli, grazie anche a una rete fantasma dei salentini convalidata dal direttore di gara, mentre il primo gol del Barletta del nuovo corso viene messo a segno dal barlettano doc Giuseppe Sguera al termine di una veloce azione di rimessa.

Giuseppe Sguera che, nelle partite successive, dapprima salverà il Barletta dalla sconfitta interna contro l'Unione Bisceglie con una prodezza in acrobazia a tempo ampiamente scaduto, e poi, con un calcio di rigore negli ultimi minuti di gara regalerà a i biancorossi la prima vittoria in campionato al "Paolo Poli" di Molfetta.

Ma proprio quando il Barletta sembra finalmente iniziare ad ingranare, ecco la beffa di Barletta-Gravina, partita terminata 1-1 al San Sabino di Canosa poi purtroppo tramutatasi in 3-0 a tavolino a favore dei murgiani capolisti, a causa di una squalifica non scontata dal calciatore Rinaldo Piazzolla.

Intanto a fine novembre ecco insediarsi una nuova compagine societaria composta dai presidenti Michele Di Paola e Pino Pollidori, e dal vice presidente Giuseppe De Nicolo.

Nei giorni successivi, il cosiddetto mercato di riparazione, porta in biancorosso i vari Moscelli, Vicentin, Pepé Lacarra e il ventitreenne Nicola Loiodice, mentre saluta senza molti rimpianti Vincenzo Ladogana, partito in direzione Gravina dove avrebbe poi vinto il campionato.

Campionato nel quale il Barletta, soprattutto nel girone di ritorno, mantiene una buona andatura conquistandosi un quarto posto che vale l'accesso ai playoff regionali, dove il Barletta riesce dapprima nell'impresa di far fuori il Casarano al Capozza grazie a una perla di Nicola Loiodice in avvio di gara, ma poi nulla può di fronte al più attrezzato Team Altamura che vince 2-0 la finale regionale playoff grazie alle reti di Berardi e di Del Core, al termine di una gara pressoché dominata, dove però non mancano i rimpianti per il Barletta, soprattutto in occasione della traversa colpita da Vicentin sul finire del primo tempo, sugli sviluppi della quale D'Ambrosio cicca clamorosamente il pallone con il portiere altamurano a terra e la porta completamente sguarnita.
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