Tony Schetter
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Calcio

Schetter: «Mi aspetto buona accoglienza al "Puttilli", porto Barletta nel cuore»

L'ex della partita prepara l'arrivo in Puglia con il Gubbio

Ci sarà un "ex" speciale domenica in campo al "Puttilli" per Barletta-Gubbio: parliamo di Antonio "Tony" Schetter, oggi in Umbria e un passato breve ma intenso in Puglia. Oggi il 32enne nato a Napoli è a Ischia, ma sono freschi i tempi in cui vestiva biancorosso con 29 presenze e 8 reti in campionato nella stagione 2011-2012, quando era stato tra i migliori della rosa a disposizione di Cari prima e Di Costanzo poi; il suo elevato ingaggio e i piani di ridimensionamento del presidente biancorosso Roberto Tatò avevano influito sulla fine anticipata del rapporto con la società biancorossa. Di lì i passaggi a Nocera Inferiore, Latina, Ischia e infine l'arrivo a Gubbio il 31 gennaio, giorno in cui era apparso prossimo al clamoroso ritorno in biancorosso. Ha scelto i microfoni di Barlettalife.it per raccontare la sua vigilia da "ex":

Antonio, partiamo dal 31 gennaio. Quanto c'è stato di vero nel tuo possibile quanto clamoroso ritorno a Barletta?
«Io mi aggiornavo attraverso i siti, poi ero in contatto con il mio procuratore, che mi ha spiegato come non ci fosse stato niente di concreto: aveva chiacchierato con il presidente, ma il Barletta puntava su un altro tipo di calciatori».

Di lì poi l'approdo a Gubbio: come hai vissuto il cambiamento di ambiente con Ischia?
«Sicuramente sono due piazze e categorie diverse. A Ischia c'erano problemi societari, ma comunque i ragazzi che sono rimasti stanno facendo ottimi risultati. A Gubbio sto bene, mi manca solo il gol».

Capitolo-amarcord. Di quel Barletta 2011/2012 in rosa non è rimasto nessuno: con chi sei in contatto tra i tuoi ex-compagni?
«Ci sentiamo spesso con Mazzeo e Sicignano e qualche volta ci vediamo. Sono in contatto anche con Masiero e Guerri: ovviamente essere ad Ischia con Pasquale, che conosco dai tempi della Cavese, è per me come giocare con un fratello minore, c'è un rapporto bellissimo tra me e lui».

Ripensando alle 29 partite e 8 reti di Barletta, il momento più amaro è il 2-2 di Piacenza?
«Quella partita ha segnato il nostro campionato e il futuro del Barletta in parte. Dopo una grande cavalcata, siamo stati a 30 secondi dai playoff e ne siamo stati estromessi da una punizione perfetta: non posso dire che siamo stati sfortunati, ma certamente quella gara ci ha segnati. Avremmo meritato i playoff quell'anno».

Arrivate a Barletta da tre sconfitte consecutive, poi il 3-0 a tavolino sulla Nocerina: quella di domenica sarà per voi l'ultima tappa verso i playoff?
«Sicuramente sì. Sarà una partita importante perchè vedendo le altre partite, facendo risultato potremo avvicinarci ai playoff. Per noi sarà un match quasi decisivo: abbiamo l'obbligo di vincere, un risultato negativo ci taglierebbe le gambe».

Che tipo di Barletta vi aspettate? In casa tre vittorie nelle ultime quattro partite per Di Bella e compagni.
«Credo troveremo un avversario che vorrà riscattare un ko immeritato come quello di Perugia, dove l'espulsione di Legras ha dato campo aperto al Perugia. Troveremo una squadra arrabbiata, con un pubblico che spingerà a far bene e raccogliere una soddisfazione».

Barletta-Gubbio riflette le dinamiche strane di questo campionato: da un lato una squadra che non ha niente da chiedere alla classifica, dall'altro una che ha solo da guardare avanti. A tre quarti di stagione, che idea ti sei fatto di questa Lega Pro?
«Direi che spero non si ripeta mai più questa formula. Arrivi a un certo punto del campionato e qualche squadra già non ha più stimoli e obiettivi, di qualunque tipo essi siano. Da calciatore e sportivo spero sia una stagione isolata. Sicuramente oggi il Barletta gioca bene anche perchè è a mente libera, ma dall'altro canto non è bello avere obiettivi».

La squadra più forte del girone B per Antonio Schetter.
«Credo che la classifica rispecchi valori reali, perchè Perugia e Frosinone sono ben allestite. Per me però la squadra più completa è il Benevento, che manca però di continuità. Credo che il campionato si deciderà nell'ultima partita».

A giugno, quale sarà il tuo futuro?
«Sono di proprietà dell'Ischia, a giugno tornerò lì per fine prestito, ma sicuramente non resterò lì. Tutte le porte sono aperte, a me piacerebbe anche tornare a Barletta, l'ho sempre detto».

Appunto, che accoglienza ti aspetti al "Puttilli" domenica?
«Una buona accoglienza, come successo contro la Nocerina due anni fa. Allora la maggior parte del pubblico mi accolse bene e a fine partita qualcuno dei tifosi mi venne anche a salutare. A Barletta ci sono stato bene, umanamente e professionalmente. E' stato un peccato non aver raggiunto i playoff, ma porto con me un ricordo splendido».
(Twitter: @GuerraLuca88)
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