Dimissioni del sindaco Cascella
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Calcio

Pasquale Cascella: «Barletta calcio, non c'è più tempo da perdere»

L'intervento del sindaco a 9 giorni dalla dead line per l'iscrizione

Mancano 9 giorni, solo 9 giorni alla scadenza dei termini per iscrivere il nuovo Barletta al campionato di serie D o a quello di Eccellenza. Il 3 agosto alle ore 12 è l'ultima data utile, ormai per il Barletta calcio è iniziata una vera e propria corsa contro il tempo. Ne è consapevole il sindaco Pasquale Cascella che ha affidato al proprio profilo Facebook il suo pensiero sulla questione:

«Non c'è più tempo da perdere. E' arrivata venerdì dal segretario della Federazione Italiana Gioco Calco (FIGC), Antonio Di Sebastiano, la formale comunicazione della mancata iscrizione della società Barletta Calcio s.r.l. per il Campionato di Divisione Unica - Lega Pro 2015-2016, e della conseguente concessione al Comune di Barletta della opportunità di avvalersi della particolare procedura per l'iscrizione di una società in rappresentanza della città a un campionato dilettantistico.

Purtroppo, i tempi precedentemente prefigurati si sono drasticamente accorciati. Il responsabile della segreteria federale della FIGC ha indicato, perché possano esserne informati gli "eventuali interessati", che l'istanza di ammissione deve essere depositata entro le ore 12 del 3 agosto con tutta la documentazione richiesta, dal business plan al deposito del contributo relativo al campionato a cui la società interessata intenda partecipare. È richiesta anche una "lettera motivata di accreditamento della società", in cui il sindaco manifesti il "gradimento" e la "serietà" del progetto. Ma nonostante i sempre più accorati appelli, condivisi con tutte le forze politiche della città, agli imprenditori del territorio, agli appassionati dei colori della squadra di calcio e a tutti gli sportivi, nessun progetto è stato fin qui presentato alla Amministrazione. Si sono palesate solo ipotesi, da parte di soggetti singoli e associati, che nessuno ha fin qui tradotto in un impegno nei termini posti dalla FIGC, in particolare sulla "sussistenza dei requisiti organizzativi, patrimoniali e finanziari". E - è bene aggiungere - sportivi, visto quel che è accaduto nell'ultimo campionato, al punto da compromettere anche sul piano della giustizia sportiva i pur significativi risultati conseguiti sul campo.

Quel brutto capitolo è da chiudere definitivamente: la città di Barletta non merita che una storica adesione ai migliori valori dello sport siano ulteriormente mortificati. Per questo in tutte le occasioni di discussione e confronto è stata posta l'esigenza che ogni candidatura si misuri con il rigore necessario a garantire stabilità, efficienza e prospettiva a un nuovo impegno societario. La stessa attenzione va assicurata alla stessa gestione dello stadio, per il quale proprio in questi giorni giunge a compimento un primo consistente investimento pubblico. L'Amministrazione comunale, insomma, sta adempiendo alla propria parte, ed è decisa ad affrontare anche le difficoltà tecniche dell'ultima ora e le persistenti problematiche finanziarie per completare la ristrutturazione dello stadio con la pista su cui - va ricordato - Pietro Mennea conquisto' uno dei suoi record mondiali. Tanto più il Comune è legittimato a chiedere che all'impiego di consistenti risorse per la messa in sicurezza dell'impianto sportivo corrisponda l'oculata gestione di quel bene collettivo da parte della società che ne chiederà la concessione.

Questo, allora, non è più un appello, ma un vero e proprio allarme sul rischio che Barletta, pur disponendo di consistenti e significative personalità imprenditoriali tra gli stessi appassionati del suo calcio, non abbia la possibilità di esprimere una società che la rappresenti almeno in un campionato dilettantistico. La pur diffusa preoccupazione della gravità del momento deve pur tradursi in una mobilitazione che induca chi può non a tirarsi indietro ma a farsi avanti, con l'impegno necessario a definire rapidamente un progetto serio, completo di tutti gli adempimenti necessari, che l'Amministrazione possa accreditare e sostenere nei confronti della FGCI.

Nei pochi giorni a disposizione, insomma, non c'è da lasciare nulla di intentato. Nemmeno una soluzione - come dire - low cost, come l'azionariato popolare, pur di raccogliere le disponibilità effettive, anche quelle più minute, sui diversi piani: dal coinvolgimento dei giovani e dei ragazzi che già giocano nelle squadre di categoria a quello dei tecnici e delle vecchie glorie calcistiche rimaste legate ai colori biancorossi, dal prestito al mutuo finanziario, dalle quote legate agli abbonamenti all'anticipazione dei contratti di sponsorizzazione. Proviamo, insomma, a sentirci parte attiva di un ultimo pressante sforzo capace di dare all'improvvida crisi della società biancorossa uno sbocco trasparente. Tutti: politica (senza distinzioni tra maggioranza e opposizione) e società civile, economia e sport. Quel che davvero non possiamo perdere è la preziosa occasione di un buon gioco di squadra civica, anche al di fuori del campo di calcio».
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