Calcio, Salernitana-Barletta 3-1
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Gianfranco Francavilla: «Fiero della mia avventura al Barletta, dispiaciuto che sia finita così»

Il responsabile dell’area scouting del sud Italia commenta il momento biancorosso

Nella tribolata stagione calcistica del Barletta Calcio, fatta di gioie e dolori, di vittorie e penalizzazioni, sono stati diversi i barlettani che hanno lavorato con passione e sacrificio per il bene della piazza, dissociandosi nel momento opportuno quando le decisioni del presidente Perpignano sembravano non andare nella direzione opportuna. Tra questi, il responsabile dell'area scouting biancorossa per il sud Italia Gianfranco "Gianco" Francavilla, che ripercorre la sua esperienza nel sodalizio di via Vittorio Veneto, dai primi passi fino alla disperata situazione attuale.

Gianfranco, parliamo della tua esperienza a Barletta. Quali emozioni hai provato da barlettano nel difendere i colori della squadra della tua città?
«Sicuramente sono state delle emozioni forti,vissute in maniera intensa. Mi sono buttato a capofitto in questa avventura e sono onorato di aver difeso spero al meglio i colori della mia città, ci ho messo corpo e anima».

L'inizio dell'avventura sembrava promettente. Cosa si è rotto poi con il passare del tempo?
«Eravamo partiti bene, l'entusiasmo non è mai mancato: ero pronto a tutto pur di fare una stagione esaltate e in parte penso sia stata fatta. Poi sono cominciati i problemi societari ma nonostante tutto ho dato il 110%. In seguito, purtroppo, è successo quello che tutti sappiamo».

Come è maturata in voi la scelta di allontanarvi dal Barletta? E' stata soltanto una questione economica?
«Assolutamente no, ci siamo sacrificati parecchio per la causa. La scelta e' maturata in seguito alla decisione presa dalla società di esonerare lo staff. Questa scelta non è stata condivisa: a malincuore abbiamo quindi deciso di non continuare dando le dimissioni. Mi sembrava un atto dovuto».

Che tipo di rapporto si è creato con il trascorrere dei mesi con mister Sesia e tutto lo staff?
«Il rapporto con mister Sesia e tutto lo staff è stato ed è eccezionale. Sin dall'inizio ho avuto la fortuna di lavorare con gente vera, che può vantare valori importanti dentro e fuori dal campo, sotto tutti i punti di vista. Si è creata una famiglia vera ed è rimasta tale».

Ti aspettavi che il Barletta potesse finire nelle maglie del calcio scommesse?
«No assolutamente era inimmaginabile tutto ciò che è successo. Purtroppo da quello che sento e leggo è andata cosi, spero che non ci sia un coinvolgimento concreto della Società Barletta calcio perché non lo meritiamo».

Durante il tuo periodo in biancorosso, avevi mai notato qualcosa di strano o di sospetto?
«No assolutamente. Fin quando siamo rimasti in carica, non c'è stato nulla di sospetto. Siamo uomini veri con dei valori dentro, la passione per me va oltre ogni discorso economico. Abbiamo raggiunto il record assoluto di risultati utili consecutivi nella storia del Barletta Calcio: questo la dice lunga sulla nostra gestione tecnica».

Dopo il vostro addio, avete più avuto rapporti con Perpignano? Siete riusciti a sentirlo di recente?
«Non ci siamo più visti né sentiti, tranne in un'occasione, quando ci siamo scambiati delle opinioni».

Secondo te, qual è il futuro del Barletta? Sarà inevitabile ripartire da categorie inferiori?
«Mi piange il cuore solo a pensare che il Barletta possa ripartire da categorie inferiori. Purtroppo è molto difficile salvare la categoria, ed è un peccato, considerati tutti i sacrifici fatti da parte nostra e da una splendida tifoseria. Penso che solo un miracolo possa salvare questa situazione. Staremo a vedere»

Se dovessi tornare indietro, risponderesti nuovamente presente alla chiamata del Barletta?
«Sono fiero e orgoglioso di aver rappresentato la squadra della mia città, e lo rifarei senza pensarci due volte.

Cosa si prospetta per il tuo futuro nel mondo del calcio?
«Qualche contatto c'è stato. Questo è per me gratificante, significa che qualcosa di buono è stato fatto. Vedremo come si evolverà la situazione, ma resto fiducioso per il prosieguo della mia carriera».
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