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Barletta calcio: il tempo scorre, le voci corrono

Ad una settimana dalla mancata iscrizione in Lega Pro ancora nessun concreto segnale di rinascita

Voci, solo e soltanto voci. È trascorsa ormai una settimana da quell'1 luglio 2015 data che i tifosi biancorossi ricorderanno come giorno in cui per la seconda volta in 20 anni la propria amata squadra ha dovuto dire addio al calcio professionistico non per demeriti accumulati sul terreno di gioco, bensì per demeriti di chi l'ha gestita in maniera poco oculata (usiamo un eufemismo), ma ancora non si è riusciti concretamente a voltare pagina. Sin dai momenti immediatamente successivi alla mancata iscrizione, le parole d'ordine in tutto l'ambiente sono state "ci rialzeremo", "torneremo più forti di prima, "impareremo dagli errori commessi" ma al momento non si è andati oltre gli slogan e le parole, i fatti latitano ed il tempo scorre.

Di Vittorio e la sua cordata, Fiore, Di Cosola e chi più ne ha...
Il tempo scorre dunque, a dire il vero per l'iscrizione in serie D sfruttando l'art. 52 comma 10 del NOIF, previo versamento dei famosi 300mila euro a fondo perduto di tempo ce ne sarebbe fino alla prima settimana di agosto così come in alternativa ce ne sarebbe per iscriversi al campionato di Eccellenza Pugliese versando 100miila euro a fondo perduto, ma fare in fretta non sarebbe certo una cosa sbagliata considerando che si dovrebbe ripartire da zero. Eppure, fino a questo momento, come abbiamo detto, si sta assistendo solo ad uno sterile valzer di voci e di nomi più o meno attendibili. A caratterizzare l'inizio di questa nuova settimana, dopo che la scorsa sera stata contraddistinta da Corrado Azzollini (imprenditore molfettese) e dall'intervista nella quale Pasquale Di Cosola ha ribadito il proprio interessamento alla ripartenza previo il soddisfacimento di alcune condizioni, sono state le voci riguardanti Giuseppe Di Vittorio e Francesco Fiore.

Il primo, già presidente del Barletta negli anni dal 1996 al 1999 (anni del post fallimento, al suo attivo anche una promozione in D nel 1997-1998) ed impegnato poi successivamente come socio, secondo alcune indiscrezioni starebbe catalizzando alcune forze imprenditoriali barlettane (Daddato, Bosso, Zingrillo, Maffei?) per creare un nuovo sodalizio da cui ripartire. Come facilmente intuibile da quanto detto fino ad ora, tali voci non hanno trovato alcun riscontro ufficiale, come anche quelle riguardanti Francesco Fiore, l'ex n. 1 dell'Andria che dopo aver lasciato il sodalizio biancoazzurro nelle mani di Montemurro sarebbe interessato a far ripartire il calcio a Barletta, città nella quale ha anche diversi legami affettivi e di parentela. Questi sono dunque gli ultimi nomi emersi, ma c'è da giurare che ne verranno fuori altri, prima di arrivare alla soluzione definitiva del dilemma che comunque spetterà all'amministrazione comunale, chiamata a decidere quale sia il progetto migliore per il futuro della società di via Vittorio Veneto.

"Puttilil", ci siamo
Se per la rinascita societaria sono le voci a farla da padrone e la soluzione sembra lontana, per quel che riguarda l'annosa questione dei lavori di restyling dello stadio "Puttilli" dovremmo essere arrivati finalmente alla conclusione. Per la giornata di oggi è infatti prevista la consegna dell'immobile da parte del comune di Barletta alla ditta CMS di Nocera Inferiore che poi nei primi giorni della prossima settimana procederà alla cantierizzazione che porterà in un lasso di tempo di circa 150 giorni l'impianto barlettano ad una capienza di 8.474 posti (inclusi i 25 riservati ai diversamente abili). Chiaramente la questione dei lavori di ristrutturazione del "Puttilli" è legata a doppio filo a quella della rinascita del calcio a Barletta che non potrà prescindere da un impianto nuovo e funzionale, pronto ad ospitare un pubblico ferito e voglioso di tornare a gioire per i propri colori.
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