Il mare di Barletta
Il mare di Barletta
Cara Barletta ti scrivo

Dal castello a piazza Marina giace l'antico porto della Città marinara Barletta

La prima parte dell'intervento del dott. Nicola Palmitessa

«Giù le mani dai preziosi tesori archeologici - scrive il dott. Nicola Palmitessa del Centro studi: La Cittadella Innova - dell'antica città marinara e del suo porto interrato. Da sempre ignorato dai governatori e amministratori della nostra città! sarebbe troppo? Ma a chi lo dici? Non certo ai proprietari dell'erigendo ipermercato le cui proprietà è tutelata dalla Carta Costituzionale della Repubblica. Lo dico a chi finge: di essere sordo e approssimativo. Ignorare è forse umano, perseverare parrebbe come transumano. Specialmente per chi correrebbe lesto per la via larga di amministratore e gestore della cosa pubblica. E della nostra non amata città e delle sue nascoste bellezze.

Del resto, la Sovrintendenza ai beni culturali (di Foggia), non ha funzioni di onnipresenza, onniveggenza o di gendarmeria nello scovare beni archeologici, se non venisse formalmente informato su qualche ipotesi di rinvenimento dal Comune di Barletta. Ma lo storico a chi lo avrebbe già detto se non agli stessi amministratori e sindaci di turno? E quindi a lui chi glielo avrebbe detto? Ovviamente amici della generazione passata. Ma costui ha studiato da altri libri e cartografie storiche. E per lunga pezza. Pubblicato diversi libri, sulla identità storico marinara, in diversi convegni e rassegne storico-cartografiche. Da almeno un ventennio.


Pertanto, la prima rassegna storico-cartografica risale al 2002, poi quella del 2004: «Agli alunni bisognava fornire gli strumenti per leggere la natura che li circonda, perché possano trasformare queste aree in Risorse». Si prendeva atto che sul nostro territorio «Nicola Palmitessa ha illustrato l'importanza di riscoprire anche iconograficamente e geograficamente il territorio» scriveva Marina Ruggiero, (Gazzetta 28/03/2004). L'ultima risale al 13 maggio 2005. No anzi, durante la Giunta del sindaco Cascella.

Che fare e come? Salvaguardare almeno il molo di Ponente dell'antico porto interrato, comunicando alla Sovrintendenza, che cartografie storiche quella di Anonimo del Cinquecento e quella del sindaco De Leon, attestano e indicano chiaramente l'ubiquità di questo prezioso manufatto.

Se quella del De Leon ci indica solo il molo di ponente con il topos più chiaro e più netto rispetto a quella del Cinquecento. Infatti la linea del porto si avvia dalla chiesa di San Cataldo, declinarsi di alcuni gradi verso levante. Infine per confluire, come vedremo, oltre sede della Capitaneria di Porto (ex mercato ittico). A sua volta molo antico dell'Anonimo del Cinquecento, in virtù del fatto che risale a circa due secoli precedenti, contempla invece entrambi i moli: quello di Levante, in prossimità del Castello, e quello di Ponente, ben delineato dallo stesso De Leon.
In particolare, nella sua historia di Barletta del 1769 a pagina 68, il Sindaco e autorevole storico erudito Francesco Paolo De Leon, tratteggiava questo porto interrato, definendolo come "Porto dei canosini, oggi caricaturo di Canosa fatto nel 1000 avanti Cristo", successivamente e opportunamente correggendo nel 1781 con una nuova dicitura in una cartografia più analitica: "Molo antico interrato". Quanto era lungo il molo di Ponente? De Leon scrive «Che il nuovo molo fosse stato fatto da' Romani non è da dubitarsene», si tratta di «un tenimento di fabbriche in mare - [ fabbriche sta per manufatto, diremmo oggi] – lungo canne 122; delle quali 62 dal primo ponte al lazzaretto» (pag. 65). Visto che la misura lunghezza della Canna Napoletana era di circa m. 2,10, per 122 Canne, sapremo che il molo si estendeva (da San Cataldo) nel mare per 256 metri. Scoprire quale fosse il primo ponte ce lo indica in pianta la stessa cartografia del De Leon, ancora meglio sarebbe la visibilità a volo di uccello è la tela del 1790 di Jacob Philipp Hackert (trovasi nella reggia di Caserta) e riprodotta su cartoncino. Questo primo ponte corrisponderebbe praticamente all'altezza dell'attuale bar Conchiglia. Probabilmente il porto antico era strutturato con «smisurati macigni» (personalmente molti anni fa ne riscontrai uno nella chiesa di san Cataldo).
Quale immediata operazione dovrebbe attivare il Comune?
a) La prima consiste nel sollecitare in via ufficiale, come accennato, la Sovrintendenza per l'individuazione alla luce delle suddette cartografie e un primo carotaggio di perforazione del terreno; ponendo per altro a formale, immediata conoscenza l'autorevole e legittimo proprietario, cioè l'Eni.
b) Quale fruibilità e progettualità sarebbe confacente per l'intera città ex-marinara di quel vasto retroterra di quei 5-6 ettari di terreno di proprietà Eni? Quale futuro? Da mattone, o da vera cerniera di vivibilità tra l'area portuale e il centro storico marinaro? Le speranze certe dopo circa un secolo, si aprirono con il coraggioso atto portato a segno dall'ex sindaco Pasquale Cascella. Egli riuscì felicemente (forse solo lui poteva farlo), nel trasferire d'imperio il pericoloso obrobrio di gigantesche cisterne all'interno del porto (Molo di Ponente). Diede così respiro non solo atmosferico all'area, ma anche a possibili progettualità di senso.
c) Riuscii ad abbozzare presto una specie di pubblico dibattito – poi suggerendo anche al consigliere Comunale Dott. Cosimo Cannito – che oggi si ripropongono per l'immediato futuro di: possibili strutture di riqualificazione dell'area nel favorire e facilitare anche il passeggio pedonale e piste ciclabili dalle mura di san Cataldo verso quell'area; allestendo spazi sociali museali marinari per il turismo di massa e di minicrociere, per la cittadinanza tutta e la valorizzazione delle antiche vestigia di Barletta Città Marinara. Come a dire i tempi biblici e pur autorevoli dell'Adsp MAM possono aspettare. La grande bellezza e vivibilità della Città che fu e che sarà, non proprio. Rilancerei dunque queste ipotesi progettuali per un pubblico dibattito e concorso di idee, su un'area a forte sedimentazione storico-archeologica e culturale (Fine della prima parte)».
1 fotoAntico porto della città marinara di Barletta
Antico porto interrato della città marinara di Barletta
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