Sacchetti di rifiuti
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Patalini e raccolta porta a porta: un matrimonio combinato ma virtuoso

Dibattito a largo Primavera tra amministrazione e cittadini

Stagione calda, tema caldo. Durante il secondo appuntamento di "Periferia in festa" organizzato da Sinistra Unita per Barletta, si è parlato dell'ultimo cambiamento storico apportato al quartiere della città aumentata, quello della raccolta differenziata porta a porta. Un'evoluzione dettata dall'eccessivo consumismo, dalle linee-guida europee, dalle 10 pratiche della strategia "Rifiuti zero" e dalla necessità di aiutare l'ecosistema a mantenere un suo equilibrio. A discutere con i residenti della zona 167, la cavia insieme al centro storico dell' esperimento, l'assessore alle politiche ambientali del comune di Barletta, Irene Pisicchio, la quale ha espresso la sua soddisfazione su questa prima fase: «Risultati eccellenti sono stati prodotti dal quartiere Patalini e per me è un grande traguardo, quello di aver raggiunto il 9% rispetto al dato atteso del 5%. Questo ci permette di diminuire l'ecotassa e di raggiungere il 60% di raccolta differenziata, tetto stabilito dalle normative europee entro i prossimi 6 anni (Agenda Europa 2020). Dal frazionamento degli scarti alla loro rivalorizzazione, questa dev'essere l'idea che devono avere tutti i cittadini che praticano questo sistema a beneficio di tutti. Il comune ha deciso di attivare il PaP per far diventare anche Barletta una città virtuosa. Ogni cambiamento porta la sua difficoltà, e di questo ci siamo resi conto; questa prima fase ci è servita per capire i disagi ed effettuare tutte le migliorie del caso».

Inoltre, l'assessore ha rassicurato su due novità che verranno attuate quando la raccolta PaP sarà estesa a tutti i cittadini di Barletta e quando ci saranno le disposizioni idonee: «L'indirizzo dell'amministrazione va verso la predisposizione di una premialità per i cittadini più virtuosi, tramite carte magnetiche per esempio; ma questo sarebbe più facile farlo con l'attivazione del tanto discusso CCR (Centro comunale di raccolta), che favorirebbe una maggior tracciabilità dei cittadini che conferiscono i rifiuti in maniera corretta. Altra novità da implementare è l'instaurazione, equa e omogenea su tutto il territorio, di Casette dell'acqua, in modo da dissuadere il cittadino dall'acquisto e consumo di bottiglie di plastica: a tal proposito, infatti, l'amministrazione ha firmato un protocollo d'intesa con l'acquedotto pugliese». A tal riguardo, è intervenuto per una spiegazione più dettagliata il consigliere comunale Carmine Doronzo: «Innanzitutto il mio plauso va a questa dirigenza Bar.S.A. per il dialogo aperto con la didattica, per l'apparato comunicativo e la cooperazione aperta con l'amministrazione. Poi, vorrei chiarire meglio cosa sono queste casette dell'acqua: sono delle piccole strutture urbane che fungono da fontanini pubblici, da cui non solo si può usufruire dell'acqua corrente, ma anche di acqua refrigerata e frizzante con un piccolo contributo, all'incirca di 5 centesimi a litro. A questo punto, proporrei Largo Primavera come primo candidato per l'instaurazione della prima casetta dell'acqua nella città di Barletta».

Al dibattito hanno preso parte anche il prof. Luigi Pannarale e l'ing. Scarpati, rispettivamente presidente e direttore generale Bar.S.A. Il parere sul buon esito della raccolta PaP è unanime: «La professionalità di altissimo livello nella nostra azienda sta permettendo di ben gestire questa nuova tecnica, che-è scientificamente provato- riesce ad ottenere i risultati maggiori per la differenziazione, il frazionamento e la rivalorizzazione degli scarti e un grande supporto all'ambiente globale. Barletta - continua Pannarale - non può permettersi di tornare indietro. E' una città in espansione, come in espansione è il suo consumismo. Questo tipo di recupero è il metro per misurare i livelli di civiltà della popolazione di una città. Dobbiamo avere tutti un grande senso di responsabilità per i nostri figli, prima ancora di un senso civico per i nostri pari. Dall'ecologia parte il futuro della nostra città, sempre sulla scia dell'approccio pedagogico che questa amministrazione ha deciso di intraprendere. La raccolta PaP ha permesso una minore punizione nei confronti del comune di Barletta con l'ecotassa. Così, questa città potrà diventare non solo un centro di smaltimento, ma anche un grande centro di riuso. E riuso significa risparmi sui portafogli, aiuto globale e qualche posto di lavoro in più. Abbiamo un dialogo diretto con le scuole tramite il Concorso di idee, a cui hanno aderito molte strutture formative perché i bambini da soggetti da educare possono diventare soggetti educatori, in grado di rimproverare i loro genitori quando sbagliano».

L'Ing. Scarpati, direttore Bar.S.A., ha dato spiegazioni sulla scelta dei quartieri in fase sperimentale: «Dal 19 maggio questo quartiere sta effettuando la raccolta differenziata in maniera egregia. Perché Patalini? Per la sua organizzazione urbanistica e perché rappresenta da solo quasi un terzo della città. I numeri che abbiamo su questo quartiere sono incoraggianti. Abbiamo ringraziato voi residenti di questa zona e quelli del Centro storico per i numeri raggiunti. Dal 21% del giugno 2013 siamo passati al 38% di quest'anno in tutta Barletta. Patalini, da solo, supera il 70% di raccolta differenziata, un tasso persino superiore a quello di tanti comuni ricicloni. Dall'8 settembre partirà il quartiere Borgovilla e dal 13 ottobre tutta la città di Barletta conoscerà come fare sistema nell'ecosistema. Un ringraziamento particolare va alle casalinghe e a tutti quei membri che nelle famiglie si sforzano di far rispettare questa buona pratica, utile a tutta l'umanità. Il conferimento in discarica e l'incenerimento dei rifiuti non giovano a nessuno e per far comprendere a tutti non solo cos'è la raccolta PaP, ma anche come e perché si fa, abbiamo rinforzato il nostro apparato comunicativo/informativo e siamo aperti a qualsiasi critica che richiede intervento».
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