Rosa e Carmela - unioni civili. <span>Foto Gentiluomo Wedding Studio</span>
Rosa e Carmela - unioni civili. Foto Gentiluomo Wedding Studio
Attualità

L'amore di Rosa e Carmela, unite civilmente a Barletta

Essere spose nel 2021: il personale è politico

Si è tenuta sabato 3 luglio l'unione civile tra Rosa e Carmela presso la Sala Rossa del Castello di Barletta. Si sono conosciute su Facebook, in occasione del Pride che stavano organizzando a Bari tempo fa.

«Una cosa normale ai tempi d'oggi» perché i social network più di qualunque altra piattaforma hanno consentito e consentono di creare dei luoghi sicuri per la comunità lgbtq+, uno spazio tra virtuale e realtà, che consente di conservare una certa protezione attraverso lo schermo nero.

Sono poi passati 4 anni e nel 2021 hanno deciso di celebrare pubblicamente il loro amore. L'unione civile per Rosa e la sua compagna è stata la manifestazione del loro diritto di amare, ma non è abbastanza. «Sarebbe stato bello sposarci perché significa avere dei diritti e delle responsabilità equiparate a quelle delle famiglie eterosessuali».Si tratta sempre d'amore, eppure celebrato in forme diverse. Ed è quello che Rosa cerca di insegnare ai suoi bambini essendo maestra d'asilo: «Cerco di prepararli all'amore, di insegnarglielo perché non c'è differenza tra il rosa e il blu, tra i giocattolini da maschietto e quelli da femminuccia. Vorrei educare bambini liberi di potersi esprimere».

A celebrare l'amore in vesti ufficiali il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Rosa ribadisce l'importanza di aver scelto un esponente politico, come presa di posizione nei confronti di temi importanti. «Sentivo il bisogno di comunicare un messaggio e volevo farlo attraverso il Presidente. La politica è anche visibilità, non soltanto lotta nel quotidiano» richiamando lo slogan intersezionale: il personale è politico.

«Ho pensato subito che oltre i messaggi di denuncia, di aggressione e di odio, ci fosse bisogno di mandare anche quelli di felicità, di vittoria. Era importante che alla nostra celebrazione ci fosse Emiliano per amplificare anche la bellezza del nostro amore, che non è diverso dagli altri».

Rosa, infatti, ha fatto politica per vent'anni, ha organizzato 5 Pride in Puglia, unendo attività divulgativa, culturale e divertimento. Non manca nel sottolineare l'importanza proprio di questo elemento: lo svago. La possibilità di avere luoghi di aggregazione, in cui poter fare amicizia, uscendo dall'anonimato in cui vengono relegate le persone della comunità lgbtq+.

«Non ci sono luoghi in cui è possibile conoscere gente lesbica o gay, per questo ho chiesto di trovare un posto di ritrovo. A Bari potrei dirti dove andare perché i locali sono identificati. Su Barletta invece, non saprei dirti. Non saprei dove andare per trovare compagnia. Anche al livello culturale e politico non ho visto un grande movimento lgbtq+. Si potrebbe fare molto di più. Sarebbe bello creare un Pride a Barletta come un percorso di consapevolezza, perché Barletta è una città grande."

E in merito al nostro territorio, Rosa ci dice: «Mi sento sicura a camminare per strada perché ho acquisito sicurezza col tempo. Adesso so che questa forza nessuno potrà mai scalfirla, non mi sento più sbagliata a camminare mano per mano per le strade di Barletta».

Proprio durante le celebrazioni, il presidente Emiliano si è lasciato sfuggire dolcemente un: «Quando siete belle, mamma mia!».



L'importanza di celebrare le unioni civili è stata ribadita più volte, non come un surrogato del matrimonio, ma come un'istituzione che dia le medesime opportunità. Per questi motivi Emiliano durante la celebrazione ha detto: «Io oggi ho la misura grazie a voi di vivere in un bel paese che è l'Italia, ma non sarebbe stato un Paese così bello se non avesse consentito alla vostra felicità e alla felicità di tutti di potersi esprimere totalmente. Quello che sta avvenendo oggi se lo sono dovute sudare, continuando ad impegnarci per la felicità di tutti. La scena che ho visto oggi, gli occhi che ho visto oggi, mi rimarranno per sempre scolpiti nella memoria».
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