Ingresso del fossato del Castello
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Politica

Dal Lidl al teatro, Coalizione Civica Barletta interviene sulle vicende di via Cafiero

«Schizofrenia politica dell'amministrazione» dichiarano i consiglieri

«Sta facendo molto discutere la notizia di alcuni nuovi progetti candidati dal Comune di Barletta per la realizzazione di interventi di rigenerazione urbana ricadenti, tra gli altri, nelle aree contigue al fossato del Castello. Nello specifico si tratta di un teatro all'aperto nell'area di proprietà della Lidl e di altri contenitori socio-culturali nell'area di proprietà Eni. I cittadini sono comprensibilmente divisi e confusi dalle proposte rese note dalla delibera di giunta n.96. Ciò che genera sconcerto e smarrimento è l'evidente schizofrenia politica di questa amministrazione che nel giro di poche settimane è passata dal candidare quelle aree a parco pubblico ripercorrendo il "sogno" del piano Ambasz, al comunicare di "non sapere" dell'esistenza di un progetto di realizzazione (dallo stesso Comune autorizzato) di un supermercato, fino all'ultima decisione di mettersi alle spalle l'idea del verde per lasciare il posto ai nuovi interventi che puntano su un interesse pubblico tutt'altro che "green"».

È quanto dichiarano in una nota stampa i consiglieri del Gruppo Consiliare di Coalizione Civica Barletta Carmine Doronzo, Michelangelo Filannino e Ruggiero Quarto.

«Dalla visione delle tavole dei progetti pubblicate sul sito del comune si evidenzia inoltre la presenza di una vasta area destinata a parcheggio proprio sotto le mura di San Cataldo con una conseguente ed inevitabile intensificazione del traffico veicolare nella fascia che separa il mare e il castello, come se quell'area non fosse già interessata dal transito dei mezzi pesanti operanti nel porto oltre che da lunghe code nei fine settimana e nel periodo estivo.

Ci chiediamo che fine abbia fatto il progetto del grande parco pubblico – dallo stesso sindaco richiamato di recente - , che fine abbiano fatto il verde e la mobilità sostenibile.

Ci chiediamo quale sia lo sviluppo che dobbiamo aspettarci per i prossimi 10, 15, 20 anni in quella zona di città, visto che un giorno si parla di porto turistico, il giorno dopo di stoccaggio di rifiuti speciali, mentre dalle mura di San Cataldo alle mura del Carmine, tra progetti rincorsi al fotofinish e grandi annunci, tutto si prospetta fuorché un "waterfront" degno di una città di mare.

Continuiamo a non comprendere perché questa amministrazione non abbia ritenuto di coinvolgere gli attori attivi della nostra comunità cittadina e, tra tutti, i giovani professionisti barlettani che a più riprese hanno offerto il proprio contributo di idee per sviluppare progetti futuri, come quello della "green belt" (cintura verde) che, abbracciando la città città lungo la linea di costa, porterebbe a sicuri vantaggi ambientali, urbanistici e paesaggistici.

L'impressione, se non la certezza, è che questa amministrazione si approcci a bandi e finanziamenti in modo confusionario e in assenza di uno straccio di visione strategica in grado di guardare al futuro con obiettivi di progresso sociale ed economico per la città.

Ancora una volta si è persa l'occasione per cambiare rotta e dimostrare di voler dialogare con le forze politiche, sociali e produttive grazie alle quali è possibile contemperare visioni, interessi e prospettive. Ancora una volta si è persa l'occasione di pensare a un modo sano di fare urbanistica grazie al quale, a seguito di un confronto serrato tra le parti, i "sì" restino "sì", i "no" restino "no", il verde resti verde, il bianco resti bianco e il nero resti nero. Ancora una volta a prevalere è invece il grigio, il grigio dei "forse" e dei "si vedrà"».
  • Coalizione Civica
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