
La città
Civiche benemerenze, le perplessità di Francesco Corcella
La nota dell'ex coordinatore della Camera del Lavoro Cgil di Barletta
Barletta - domenica 19 aprile 2026
Comunicato Stampa
«Confermo convintamente la mia censura per una compagine politico/amministrativa comunale spenta ed improvvida. La qualità della maggioranza che ci governa è tutta sintetizzata nelle dichiarazioni di un sindaco che in modo goffo ha cercato di giustificare il mancato riconoscimento della benemerenza civica per il presidente del Comitato di Quartiere 167 della nostra città, gambizzato misteriosamente qualche mese fa da delinquenti, evento su cui sono in corso le indagini delle Autorità Giudiziaria». Così l'ex coordinatore della Camera del Lavoro Cgil di Barletta, Francesco Corcella.
«Sulla testata barlettana di "BarlettaViva" di mercoledì 08 aprile u.s. ho letto che il Sindaco ha dichiarato di credere nel…"… buon operato della commissione esaminatrice e mi attengo all'analisi svolta sui curricula delle personalità proposte alla benemerenza…omissis… c'è un'indagine in corso e quando verrà acclarata la matrice dell'agguato, saremo pronti a riprendere in considerazione il conferimento della benemerenza…omissis… Il ferimento è stato associato a temi urbanistici, che per me non rientrano nella reale matrice di tale gesto criminoso. Auspico una rapida risoluzione del caso e rinnovo la mia solidarietà a Di Bari.".
E' una affermazione che ha dell'incredibile e che meriterebbe di essere approfondita e verificata dagli organi inquirenti poiché presuppone il possesso di informazioni evidentemente sfuggite alle indagini. Quanto al Sindaco, che si compiace di ricorrere ad ogni piè sospinto alla magistratura, è bene che chiarisca ai giudici ed anche alla città cos'è che gli consente di non associare a temi urbanistici il gesto criminoso subito dal Di Bari.
Comunque quella del Sindaco è una dichiarazione che lo responsabilizza e che, comunque, non può farci trascurare il tema delle benemerenze, assegnate, ad avviso di chi scrive, con scelte non del tutto condivisibili.
Si consideri infatti che: la 1^ Commissione Comunale Permanente "Affari Istituzionali, Annona, Legalità e Sicurezza" ha espresso parere favorevole al riconoscimento della civica benemerenza a Giuseppe Di Bari, non rilevando impedimento alcuno, sicché i dubbi sono stati solo ed esclusivamente del Sindaco e del presidente del consiglio comunale e dei fedelissimi di costoro che, in forza dell'art.5 del regolamento in materia, hanno dichiaratamente espresso un parere contrario alla concessione;
delle 27 benemerenze assegnate – rispetto al limite regolamentare di 15 – ben 17 di queste sono state conferite a personale militare, così ripartito: n.4 appartenente alla Polizia di Stato, n. 3 all'Esercito, n.2 all'Aeronautica, n.2 alla Polizia Penitenziaria, n.2 ai Carabinieri, n.2 alla Guardia di Finanza, n.1 alla Capitaneria di Porto e n.1 alla Marina Militare…
Pur nel rispetto che costoro meritano per il servizio che rendono, trattasi però di soggetti in buona parte sconosciuti alla comunità barlettana, molti dei quali già insigniti di pregressi riconoscimenti e comunque non specificamente legati alla vita barlettana, anche per aver svolto la loro opera altrove.
Non intendo dissacrare il significato della cerimonia celebratasi che, a mio avviso, ha offerto alta visibilità celebrativa alle sole istituzioni comunali, con un avvenimento scenograficamente e teatralmente ben apprestato, con tanto di valletta. Ritengo però che l'aver trascurato la comunità civile possa alimentare un sentimento di estraneità ed indifferenza della stessa per riconoscimenti che hanno pur sempre rilevante significato civico.
L'assenza degli alti funzionari dello Stato, quali il Sig. Prefetto e il Sig. Questore mi sembra aver voluto segnare la scelta della sobrietà ed il distacco dalla pomposità cerimoniale voluta dal Palazzo. Sento allora, anche quale obbligo morale, di ricordare al Sindaco, al presidente del c.c., alla presidente della 1^ c.c.p. quello che già tre anni addietro ho suggerito loro: …"Le civiche benemerenze, senza nulla togliere a quanti con orgoglio, sacrificio ed eccellenze varie l'hanno già ricevuta e continueranno a riceverla, non fanno giustizia di tutti quegli "invisibili" che – in silenzio e discrezione, con disinteressata disponibilità ed altruismo – sono al servizio dei bisognosi, dei disagiati, dei dimenticati e sofferenti di cui è piena la nostra società distratta dai consumi e delle apparenze. Costoro non chiedono pubblicità né clamore, agiscono con riservatezza e pudicizia, ripudiano encomi, attestati e medaglie di benemerenze di vario ordine e grado, e rendono ugualmente onore e gloria alla nostra Barletta, specie laddove le istituzioni fanno fatica ad arrivare!
Suggerisco, perciò…, di procedere … ad una revisione complessiva dell'impostazione della materia di cui trattasi …".
Fino ad oggi la risposta degli amministratori comunali ha segnato preoccupanti limiti per la inopportunità di scelte non criteriate e suscettibili, quindi, di censura. Di certo i Signori dell'Amministrazione alimentano, con il loro comportamento, la speranza che al più presto siano rimossi dal ruolo di rappresentanza pubblica, che, a mio avviso, rivestono inadeguatamente».
«Sulla testata barlettana di "BarlettaViva" di mercoledì 08 aprile u.s. ho letto che il Sindaco ha dichiarato di credere nel…"… buon operato della commissione esaminatrice e mi attengo all'analisi svolta sui curricula delle personalità proposte alla benemerenza…omissis… c'è un'indagine in corso e quando verrà acclarata la matrice dell'agguato, saremo pronti a riprendere in considerazione il conferimento della benemerenza…omissis… Il ferimento è stato associato a temi urbanistici, che per me non rientrano nella reale matrice di tale gesto criminoso. Auspico una rapida risoluzione del caso e rinnovo la mia solidarietà a Di Bari.".
E' una affermazione che ha dell'incredibile e che meriterebbe di essere approfondita e verificata dagli organi inquirenti poiché presuppone il possesso di informazioni evidentemente sfuggite alle indagini. Quanto al Sindaco, che si compiace di ricorrere ad ogni piè sospinto alla magistratura, è bene che chiarisca ai giudici ed anche alla città cos'è che gli consente di non associare a temi urbanistici il gesto criminoso subito dal Di Bari.
Comunque quella del Sindaco è una dichiarazione che lo responsabilizza e che, comunque, non può farci trascurare il tema delle benemerenze, assegnate, ad avviso di chi scrive, con scelte non del tutto condivisibili.
Si consideri infatti che: la 1^ Commissione Comunale Permanente "Affari Istituzionali, Annona, Legalità e Sicurezza" ha espresso parere favorevole al riconoscimento della civica benemerenza a Giuseppe Di Bari, non rilevando impedimento alcuno, sicché i dubbi sono stati solo ed esclusivamente del Sindaco e del presidente del consiglio comunale e dei fedelissimi di costoro che, in forza dell'art.5 del regolamento in materia, hanno dichiaratamente espresso un parere contrario alla concessione;
delle 27 benemerenze assegnate – rispetto al limite regolamentare di 15 – ben 17 di queste sono state conferite a personale militare, così ripartito: n.4 appartenente alla Polizia di Stato, n. 3 all'Esercito, n.2 all'Aeronautica, n.2 alla Polizia Penitenziaria, n.2 ai Carabinieri, n.2 alla Guardia di Finanza, n.1 alla Capitaneria di Porto e n.1 alla Marina Militare…
Pur nel rispetto che costoro meritano per il servizio che rendono, trattasi però di soggetti in buona parte sconosciuti alla comunità barlettana, molti dei quali già insigniti di pregressi riconoscimenti e comunque non specificamente legati alla vita barlettana, anche per aver svolto la loro opera altrove.
Non intendo dissacrare il significato della cerimonia celebratasi che, a mio avviso, ha offerto alta visibilità celebrativa alle sole istituzioni comunali, con un avvenimento scenograficamente e teatralmente ben apprestato, con tanto di valletta. Ritengo però che l'aver trascurato la comunità civile possa alimentare un sentimento di estraneità ed indifferenza della stessa per riconoscimenti che hanno pur sempre rilevante significato civico.
L'assenza degli alti funzionari dello Stato, quali il Sig. Prefetto e il Sig. Questore mi sembra aver voluto segnare la scelta della sobrietà ed il distacco dalla pomposità cerimoniale voluta dal Palazzo. Sento allora, anche quale obbligo morale, di ricordare al Sindaco, al presidente del c.c., alla presidente della 1^ c.c.p. quello che già tre anni addietro ho suggerito loro: …"Le civiche benemerenze, senza nulla togliere a quanti con orgoglio, sacrificio ed eccellenze varie l'hanno già ricevuta e continueranno a riceverla, non fanno giustizia di tutti quegli "invisibili" che – in silenzio e discrezione, con disinteressata disponibilità ed altruismo – sono al servizio dei bisognosi, dei disagiati, dei dimenticati e sofferenti di cui è piena la nostra società distratta dai consumi e delle apparenze. Costoro non chiedono pubblicità né clamore, agiscono con riservatezza e pudicizia, ripudiano encomi, attestati e medaglie di benemerenze di vario ordine e grado, e rendono ugualmente onore e gloria alla nostra Barletta, specie laddove le istituzioni fanno fatica ad arrivare!
Suggerisco, perciò…, di procedere … ad una revisione complessiva dell'impostazione della materia di cui trattasi …".
Fino ad oggi la risposta degli amministratori comunali ha segnato preoccupanti limiti per la inopportunità di scelte non criteriate e suscettibili, quindi, di censura. Di certo i Signori dell'Amministrazione alimentano, con il loro comportamento, la speranza che al più presto siano rimossi dal ruolo di rappresentanza pubblica, che, a mio avviso, rivestono inadeguatamente».
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Barletta .jpg)


j.jpg)



j.jpg)