Barletta-Frosinone 2-1
Barletta-Frosinone 2-1
Calcio

Barletta Calcio, la quiete dopo la tempesta

La vittoria sul Frosinone attutisce le polemiche societarie, basta poco per risvegliare l'ambiente

Alla fine di una settimana tra le più complicate della stagione 2013/2014, in cui era stata sancita la fine di quel "mistero buffo" che portava il nome della querelle-Allegretti, il Barletta Calcio riscatta il calo di fiducia societario con una prova tutta grinta e corsa sul campo: sgambetto alla (ex) capolista Frosinone maturato, seconda vittoria consecutiva tra le mura amiche ottenuta al "Puttilli" e una rimonta efficace a nove mesi di distanza dall'ultima volta. Era dal 28 aprile 2013, 28esimo turno dello scorso campionato, che in Lega Pro il Barletta non completava una rimonta: allora avvenne a Carrara, con i centri di Molina e Cicerelli, questa volta è accaduto contro un'altra formazione a tinte gialloblù. Questa l'eredità di una bella domenica di fine gennaio, iniziata anche climaticamente sotto un cielo nero e chiusa con il sole.

Pane, orgoglio e contropiede
Due costanti sono rintracciabili tra l'annata biancorossa e il successo sul Frosinone: la squadra di Orlandi gioca meglio quando non deve fare gioco e spesso comuncia a farlo quando va in svantaggio. Un dato già maturato contro L'Aquila e Catanzaro, per dirne alcune, ma emerso anche ieri al "Puttilli" contro i ciociari. Primo tempo opaco, con una squadra a tratti lunga e incapace di tenere palla in avanti per larghi tratti di frazione. Ripresa tutta corsa e orgoglio, con una difesa arcigna e un D'Errico scatenato, alcuni tra gli ingredienti della rimonta che ha fatto sorridere il "Puttilli". Pane, orgoglio e contropiede: che sia la ricetta vincente?

Difesa double-face, Liverani "ok"
Nella prima parte di gara il Frosinone ha fatto leva sulle maggiori qualità, tecniche e fisiche, per assediare a mò di "Fort Apache" la porta di Luca Liverani. Risultati? Un paio di prodigi dell'estremo difensore biancorosso, due reti annullate (correttamente) a ciociari, un paio di ottimi interventi del trio Guglielmi-Camilleri-Di Bella e in coda la rete di Blanchard, passivo tutto sommato accettabile con il quale il Barletta ha chiuso la prima frazione e ha portato a casa le energie per dar vita, unitamente al "rosso" rimediato dal frusinate Crivello in avvio di ripresa, alla rimonta della vittoria. Di fronte a quello che era il miglior attacco della categoria, la retroguardia biancorossa ha "ballato" entro limiti accettabili, confermando di poter essere la base sulla quale ritrovare la solidità perduta e in via di recupero negli ultimi otto incontri di campionato, dove il Barletta ha lasciato sul campo i tre punti in una sola occasione, a Pisa.

Ilari e La Mantia: le scelte giuste
Ultimo quarto di gara. Con il Frosinone in 10 uomini e il passivo di 0-1 da rimontare, Nevio Orlandi fa la mossa giusta: toglie un difensore, Guglielmi, alza il baricentro, e conferisce peso e creatività alla fase offensiva con Carlo Ilari. Tempo due giri di lancette e l'ex Ascoli si fionda sul cross di Cascione da sinistra e batte agilmente Zappino. Come una bacchetta magica che tocca chi si alza dalla panchina, la stessa sorte tocca 20 minuti dopo ad Andrea La Mantia: gol, lacrime (di gioia) e vittoria, una pellicola intensa che al "Puttilli" non si viveva da tempo. In un Barletta che aveva confermato l'undici di Prato, si affacciano due "nuovi" (si fa per dire) volti, dai quali sarà difficile prescindere tra i titolari. E allora a cedere il passo potrebbe essere Cicerelli, anche ieri opaco e ormai in calo da tante, troppe partite. Un paio di turni di riposo farebbero bene al ragazzo di San Severo.

Ambiente caldo, basta poco per recuperare il capitale umano
Barletta è una piazza calcisticamente passionale quanto umorale, questo è risaputo. La conferma, l'ennesima prova la si è avuta ieri: in una giornata nobilitata dallo sfondo benefico in favore di una giovanissima concittadina e della sua famiglia, la curva e il tifo biancorosso non sono mancati. Caldi nonostante lo svantaggio e la temperatura rigida nella prima frazione, caldissimi nella ripresa quando hanno spinto la squadra alla rimonta, festeggiata con La Mantia & company. Dopo tante amarezze e dopo aver visto il loro elettrocardiogramma appiattirsi progressivamente, i sostenitori biancorossi meritavano questa gioia. Basta poco per riportare la passione a Barletta, questo la dirigenza lo sa: ne terrà conto in questi ultimi giorni di mercato? La domanda arriva in carta intestata in via Vittorio Veneto. Cinque giorni mancano alla chiusura delle contrattazioni e, al netto dei facili entusiasmi post-vittoria, la classifica vede oggi il Barletta a 18 punti dopo 21 turni di campionato, per una media inferiore al punto a partita.

Settimana nel segno di mercato e Salerno
Tenendo in un cassetto la parola-playoff, oggi distanti 8 punti e parecchi passi, quello che si chiede è di terminare la stagione con il maggior impegno e spettacolo possibili, recuperando il "capitale umano" nell'ambiente biancorosso, facendosi una semplice domanda. Quei 1.051 che hanno concesso in anticipo la fiducia all'armata barlettana in estate, oggi- al netto di una rosa che ha perso valore quasi secondo "steps" pianificati in itinere- lo rifarebbero? Il tempo per le correzioni in corsa esiste, quello per arrivare anche al "sogno" di raddoppiare i numero di abbonati pure, basta utilizzarlo nel migliore dei modi. Per ora ci si attende che le prossime 120 ore portino in dote un paio di rinforzi per ampliare numericamente la rosa e chiarezza per Daniele Guglielmi, che potrebbe muoversi anche subito verso lidi superiori, come spiegato dal suo agente ieri in tribuna al "Puttilli". Domenica si va a Salerno, stadio "Arechi", per una delle sfide più attese del torneo: che Barletta ci arriverà?
(Twitter: @GuerraLuca88)
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