Barletta-Gladiator. <span>Foto Cosimo Campanella</span>
Barletta-Gladiator. Foto Cosimo Campanella
Calcio

Barletta Calcio, cinque turni di squalifica per Matteo Di Piazza

Dopo la discutibile squalifica di Maccioni, altra mazzata della Disciplinare sulla squadra di Farina

Che sia una stagione dove al Barletta non viene concesso nulla si era capito da un bel pezzo. Domenica i ragazzi di Farina giocheranno in trasferta sul campo del Martina, unica squadra sin qui a violare il Puttilli, non solo grazie ad una prodezza balistica del solito Cristiano Ancora e ad un gentile omaggio della difesa barlettana nei minuti di recupero, ma grazie anche ad una direzione arbitrale decisamente discutibile, la prima di tante.

E mentre in città non si è ancora placata l'euforia per l'entusiasmante successo in nove contro dieci contro il Bitonto, ecco arrivare tra capo e collo l'ennesima inesorabile mazzata disciplinare nei confronti del Barletta con Carlo Vicedomini squalificato per un turno, e con Matteo Di Piazza squalificato per cinque turni, "espulso per avere, in reazione a gioco fermo, colpito con un pugno al volto un calciatore avversario, nell'abbandonare il terreno di gioco si avvicinava al Direttore di gara e con atteggiamento minaccioso gli rivolgeva espressioni offensive".

Squalifica
Tralasciando la sintassi con le quali sono state scritte le motivazioni di tale stangata, e volendo prestar fede alla sostanza di quanto scritto dalla Commissione Disciplinare, ci sarebbe in teoria ben poco da recriminare in quanto Di Piazza si è obbiettivamente reso responsabile di una colossale ingenuità per un calciatore della sua esperienza e della sua qualità.

Ma detto questo, qualcuno in Lega o nella Commissione Disciplinare, in assenza di "pugni ed espressioni offensive con fare minaccioso", sarebbe così gentile da spiegarci le tre giornate (con tanto di ricorso respinto) comminate a Maccioni dopo Molfetta-Barletta, a causa probabilmente di una mirabile riedizione de "La morte del cigno" magistralmente interpretata dal molfettese Lobjanidze?

Delle due l'una: o era giusta la squalifica di Maccioni, e quindi Di Piazza, visto il referto arbitrale, andrebbe portato di peso in un Commissariato di Polizia; oppure sono sacrosante le cinque giornate per Di Piazza, a patto però di ammettere che Maccioni, e di riflesso il Barletta, sono stati vittima dell'ennesima decisione discutibile da parte della terna arbitrale prima e della Commissione Disciplinare poi. Cosa del tutto inammissibile nell'anno 2023, con tanti filmati a disposizione.

Quindi se davvero vogliamo credere alla buona fede di chi giudica in campo e fuori, non è tanto l'entità della squalifica di Di Piazza ad essere in discussione, quanto la proporzionalità di decisioni assunte dal Giudice Sportivo nei confronti del Barletta a così poca distanza temporale l'una dall'altra.

A ciò si aggiunga inoltre il campionario sempre più vasto di calci di rigore non fischiati a favore dei biancorossi in questo campionato, arricchitosi sabato sera di altri due episodi. E se è vero che sabato sera sul 1-1 c'era un penalty a favore del Bitonto che molto probabilmente avrebbe indirizzato in tutt'altro modo la partita, è altrettanto vero che la bilancia delle topiche arbitrali in questa stagione pende decisamente a sfavore del Barletta.

Un Barletta che dopo sette anni trascorsi in balìa dei cervellotici esperimenti del Comitato Regionale Pugliese chiede solo rispetto e attenzione. Nulla più.
  • Asd Barletta 1922
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