
Attualità
«Tutti parlano del Jova Summer Party. Ma del PUG chi parla?»
Una nota dell'imprenditore barlettano Aldo Musti
Barletta - lunedì 17 agosto 2026
11.42 Comunicato Stampa
«In questi giorni il dibattito cittadino è inevitabilmente concentrato sull'annullamento del Jova Summer Party. Politici, consiglieri, partiti, associazioni e rappresentanti della società civile intervengono per esprimere valutazioni, critiche e proposte. È giusto che una vicenda di tale rilevanza produca un confronto pubblico. Ma proprio questa straordinaria attenzione suggerisce una domanda: perché la stessa partecipazione non si manifesta quando si discute del futuro urbanistico di Barletta?».
A porsi questo dubbio è l'imprenditore barlettano Aldo Musti, che scrive: «Da anni richiamo pubblicamente l'attenzione sul PUG, il Piano Urbanistico Generale, perché è attraverso la pianificazione che una città decide come vuole organizzarsi e svilupparsi nei prossimi decenni. Il PUG non riguarda soltanto edifici o nuove aree edificabili. Significa programmare servizi, mobilità, infrastrutture, aree produttive, verde, spazi pubblici e anche luoghi adeguati ad accogliere grandi manifestazioni.
Una città che ambisce a ospitare eventi capaci di richiamare decine di migliaia di persone dovrebbe poter programmare per tempo anche gli spazi destinati a tali manifestazioni, la loro accessibilità, i servizi e le infrastrutture necessarie, creando le condizioni affinché le verifiche tecniche, ambientali e di sicurezza possano essere effettuate con largo anticipo.
Non sostengo che il PUG avrebbe automaticamente evitato quanto accaduto con il Jova Summer Party. Sarebbe una semplificazione. Sostengo, invece, un principio più generale: una città programmata ha meno bisogno di rincorrere le emergenze.
E so bene quanto la pianificazione incida sulla vita concreta della città: la vicenda di Via dei Muratori, che seguo direttamente da anni, dimostra quanto possano diventare complesse nel tempo questioni urbanistiche non definite con chiarezza. Ma questa è un'altra storia.
Negli anni ho più volte invitato le amministrazioni cittadine a occuparsi concretamente del nuovo strumento urbanistico, che considero fondamentale per scrivere la Barletta dei prossimi cinquant'anni. Per questo, mentre vedo una partecipazione così ampia sul concerto che non si è svolto, mi viene spontaneo chiedere: perché politici, consiglieri, associazioni e società civile non dedicano almeno la stessa attenzione al PUG e alle scelte che condizioneranno la città per generazioni?
Il Jova Summer Party passerà dalle cronache. Le scelte urbanistiche resteranno. Forse proprio quanto accaduto può essere l'occasione per ricordarci che amministrare una città non significa soltanto intervenire quando un problema è già esploso. Significa soprattutto programmare oggi ciò che dovrà funzionare domani».
A porsi questo dubbio è l'imprenditore barlettano Aldo Musti, che scrive: «Da anni richiamo pubblicamente l'attenzione sul PUG, il Piano Urbanistico Generale, perché è attraverso la pianificazione che una città decide come vuole organizzarsi e svilupparsi nei prossimi decenni. Il PUG non riguarda soltanto edifici o nuove aree edificabili. Significa programmare servizi, mobilità, infrastrutture, aree produttive, verde, spazi pubblici e anche luoghi adeguati ad accogliere grandi manifestazioni.
Una città che ambisce a ospitare eventi capaci di richiamare decine di migliaia di persone dovrebbe poter programmare per tempo anche gli spazi destinati a tali manifestazioni, la loro accessibilità, i servizi e le infrastrutture necessarie, creando le condizioni affinché le verifiche tecniche, ambientali e di sicurezza possano essere effettuate con largo anticipo.
Non sostengo che il PUG avrebbe automaticamente evitato quanto accaduto con il Jova Summer Party. Sarebbe una semplificazione. Sostengo, invece, un principio più generale: una città programmata ha meno bisogno di rincorrere le emergenze.
E so bene quanto la pianificazione incida sulla vita concreta della città: la vicenda di Via dei Muratori, che seguo direttamente da anni, dimostra quanto possano diventare complesse nel tempo questioni urbanistiche non definite con chiarezza. Ma questa è un'altra storia.
Negli anni ho più volte invitato le amministrazioni cittadine a occuparsi concretamente del nuovo strumento urbanistico, che considero fondamentale per scrivere la Barletta dei prossimi cinquant'anni. Per questo, mentre vedo una partecipazione così ampia sul concerto che non si è svolto, mi viene spontaneo chiedere: perché politici, consiglieri, associazioni e società civile non dedicano almeno la stessa attenzione al PUG e alle scelte che condizioneranno la città per generazioni?
Il Jova Summer Party passerà dalle cronache. Le scelte urbanistiche resteranno. Forse proprio quanto accaduto può essere l'occasione per ricordarci che amministrare una città non significa soltanto intervenire quando un problema è già esploso. Significa soprattutto programmare oggi ciò che dovrà funzionare domani».
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