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Riforme costituzionali, il comitato di Barletta dice "no"

Il 10 febbraio assemblea pubblica in Corso Vittorio Emanuele

"Il disegno di legge Renzi-Boschi stravolge radicalmente l'impianto della Costituzione del 1948, ed è volto ad affrontare un momento storico difficile e una pesante crisi economica concentrando il potere sull'esecutivo, riducendo la partecipazione democratica, mettendo il bavaglio al dissenso." Così i costituzionalisti Rodotà, Carlassare, Pace, Villone e Ferrara si rivolgono ai cittadini italiani nel loro appello del 12 ottobre 2015, quando la cosiddetta riforma del Senato doveva ancora vedere la luce. Oggi, a legge ormai approvata, e in vista del Referendum Costituzionale che chiamerà i cittadini italiani ad esprimersi su di essa, si impone una riflessione. «La disputa referendaria fra il sì ed il no alla riforma, non è questione che si giochi sul terreno dello scontro fra fazioni "politiche". Non è nemmeno, come il presidente del Consiglio vorrebbe ridurla, una sorta di questione di fiducia sull'operato del Governo: è molto, ma molto di più. Sono in gioco faccende assai più rilevanti» scrivono così Cosimo D. Matteucci e Savio Chiariello, cittadini barlettani aderenti al Comitato per il No nel Referendum sulla riforma costituzionale.

«L'unico vero obiettivo della riforma costituzionale è lo spostamento dell'asse istituzionale a favore dell'esecutivo, l'accentramento del potere nelle mani di un'unica figura, con tutte le conseguenze devastanti sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza, sulla partecipazione democratica, e sul diritto di voto, che ne potrebbero derivare. Invece di interrogarsi sulla disaffezione dei cittadini nei confronti della politica, gli attuali riformatori, forti di un premio di maggioranza illegittimo come sentenziato dalla Corte Costituzionale, continuano ad alzare steccati. Dopo la falsa abolizione delle province i cui organi politici sono eletti non più dai cittadini ma da altri politici eletti nei comuni, dopo la raffazzonata revisione del titolo V della Carta Costituzionale e l'introduzione forzata del vincolo di bilancio, vogliono impedirci di eleggere in modo diretto i senatori, vogliono triplicare il numero di firme necessario per presentare una legge di iniziativa popolare, vogliono complicare l'iter di formazione delle leggi, vogliono in poche parole, limitare la democrazia. L'attuale assetto istituzionale è decisivo per l'attuazione dei diritti e delle libertà previsti nella prima parte della Costituzione stessa, ed è per questo che deve essere difeso. La nefasta riforma costituzionale Renzi-Boschi deve essere fermata e crediamo che anche Barletta debba contribuire alla battaglia referendaria.

Per questo motivo vorremmo costituire insieme ai cittadini di tutti gli schieramenti politici, movimenti, associazioni e forze sociali, il Comitato per il NO nel referendum sulle modifiche della Costituzione che si terrà presumibilmente ad ottobre. L'idea è quella di organizzare una assemblea pubblica, con un gazebo da posizionare sul Corso Vittorio Emanuele, il prossimo 10 febbraio. Non possiamo che sperare nella più ampia partecipazione ed adesione possibile: la riforma Renzi-Boschi non deve passare».


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